Azzurri verso Pechino: Filippo Magnini

La delusione di Magnini

Anche l'Italia ha il suo Tarzan in piscina! Più o meno così è stata salutata l'esplosione tra i big del nuoto di Filippo Magnini. Il Tarzan della storia del nuoto è il mitico Johnny Weismuller, campione degli anni Venti passato poi agli schermi cinematografici come Tarzan. Una carriera poi ripercorsa da altri campioni della piscina, soprattutto quelli delle specialità più da vetrina, come i 100 metri stile libero che sono stati tanti anni fa il terreno su cui Weismuller ha costruito la propria immensa popolarità e che ora vedono primeggiare Filippo Magnini. Un accostamento per certi versi simile a quello di Andrew Howe con il Figlio del Vento, Carl Lewis. Filippo MagniniSimilitudini forse anche un po' forzate dal bisogno di colpire l'immaginario collettivo, sempre alla ricerca di personaggi forti che catturino il grande pubblico, oltre che di grandi atleti.
Filippo Magnini, pesarese classe '82, è arrivato al trono mondiale della specialità regina, i 100 stile libero, dopo un percorso abbastanza tortuoso. Da piccolo ha praticato diversi sport prima di dedicarsi al nuoto (tennis, pattinaggio...) per irrobustirsi in vista di una sospirata carriera da calciatore. Invece i primi, immediati, successi in piscina hanno convinto Magnini che quella fosse la strada giusta. In quei primi anni però il pescarese eccelleva nella rana, finché a 18 anni ecco la svolta: il ragazzo si trasferisce a Torino e sotto la guida del tecnico Claudio Rossetto passa allo stile libero. I risultati sono straordinari, un crescendo esaltante: entra in breve nel giro della nazionale e nel 2004 arriva l'esplosione. Agli Europei di Madrid porta le staffette 4x100 e 4x200 al titolo e si prende il lusso di battere un campione celebrato come l'olandese Van den Hoogenband soffiandogli l'oro dei 100 stile libero. Alle Olimpiadi di Atene però non riesce a migliorarsi e deve scontrarsi con una finale dei 100 di altissimo livello (oro a Van den Hoogenband) in cui finisce 5°. La medaglia però arriva, grazie ad una bella prova di staffetta nella 4x200. Il meglio però deve ancora venire, perché negli anni a seguire Magnini si prende di forza il trono dei 100. Nel 2005 a Montreal supera nelle ultime bracciate il sudafricano Schoemann partito come una scheggia, facendo segnare uno strepitoso tempo di 48.17, secondo miglior crono di sempre. Dopo aver confermato tutti i titoli europei a Budapest nel 2006, bis anche per quello mondiale dei 100, vincendo una tiratissima finale a pari merito con il canadese Hayden. E' un'impresa storica, non solo per l'Italia, ma a livello mondiale: solo due campionissimi come Matt Biondi e Alex Popov erano riusciti a riconfermarsi medaglia d'oro mondiale in questa specialità, la più affascinante.

Confermato il titolo, Magnini ha cominciato a programmare il grande obiettivo olimpico di Pechino. In quest'ottica si possono leggere le non esaltanti pagine scritte dal campione agli europei di Eindhoven dello scorso marzo: Magnini ha finito 3° nei 100 stile libero, strabattuto dallo strepitoso acuto del francese Bernard, che ha fatto segnare il nuovo record del mondo a 47.50. Un nuovo e temibile avversario sulla strada di Magnini verso le Olimpiadi, ma che potrebbe anche aver fatto male i conti: in formissima in primavera, il francese saprà riproporsi allo stesso standard in agosto, obiettivo mirato da Magnini in questa sua lenta marcia di avvicinamento a Pechino?




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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015