La pazza Olimpiade di Federica Pellegrini

Una vigilia carica di promesse, un debutto particolare ma confortante, il flop di una finale buttata via e poi la reazione con un record del mondo in batteria e il volo verso l'oro dei 400 stile libero. Un'Olimpiade davvero disegnata da ogni colore quella di Federica Pellegrini, la nostra stellina del nuoto che a Pechino ha rischiato di diventare un'incompiuta, ma ha saputo reagire da campionessa vera. Di Federica alla vigilia si era parlato tanto, tantissimo, e non solo per le vittorie, per le medaglie, per il fresco record del mondo dei 400 stile libero che la proiettava tra le grandi di questi Giochi. Si era parlato tanto del fidanzamento con Luca Marin, l'ex della rivale Laure Manaudou, delle foto sexy concesse ad un settimanale patinato, del timore che la Pellegrini potesse diventare un'atleta copertina più che un'atleta vincente. L'inizio è stato abbastanza particolare: nella batteria dei 400 stile libero la Pellegrini è partita senza riserve, forzando i passaggi nelle prime vasche come a cercare un tempo mostruoso, e finendo per pagare lo sforzo nel finale quando è stata rimontata dall'inglese Adlington, fermatasi a pochi centesimi da lei. Il tempo d'ingresso in finale della Pellegrini è stato comunque il migliore, confermandola come prima pretendente alla medaglia d'oro. Ma qui qualcosa si è inceppato: in finale Federica è partita cauta, le avversarie si sono fatte avanti e lei non è più stata in grado di cambiare il ritmo nelle ultime vasche. Alla fine è stata appena 5°, con l'oro finito al collo della Adlington. Una delusione cocente, che la Pellegrini ha spiegato in parte con gli orari mattutini in cui si svolgono le finali. Orari bizzarri, certo, batterie al pomeriggio e finali al mattino, tutto al contrario rispetto ai Giochi precedenti e per volere della Tv americana che sborsando fior di quattrini ha preteso di aver le finali di nuoto in un orario ottimale per pubblico a stelle e strisce. La Pellegrini ha ammesso che gli azzurri in questi mesi non si sono mai allenati a disputare gare in mattina e questo ha fatto riflettere. Per fortuna però la campionessa ha avuto poco tempo prima di doversi rituffare in acqua e così anziché rimuginare sulla sconfitta ha reagito d'istinto tirando fuori rabbia e orgoglio. Nella batteria dei 200 stile libero che si è disputata nella stessa giornata della finale dei 400, ha messo in acqua tutta la determinazione, arrivando al primato del mondo. Nella semifinale, poi, ecco un'altra bella prestazione, con un successo e l'ingresso in finale. Il timore che tutto potesse ripetersi come sui 400 è stato forte, ma Federica ha impostato un'altra gara, più d'istinto, andando via subito su ottimi ritmi. I passaggi sono stati tutti sotto il suo record della batteria, ma nell'ultima vasca si è rifatta sotto la slovena Isakovic che ha insidiato l'oro della Pellegrini fino all'ultima bracciata. Solo 15 centesimi tra le due ragazze, ma stavolta a favore di Federica che si è potuta liberare alle lacrime. E' il primo, storico, oro azzurro nel nuoto femminile, dopo le medaglie vecchie di oltre trent'anni della Calligaris e l'argento della stessa Pellegrini in questa stessa gara ad Atene.




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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015