Pechino 2008: è successo anche questo

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Sanzo, un bronzo stretto. Salvatore Sanzo ha conquistato un altro podio nella scherma, scendendo dall'argento di Atene a questo bronzo nel fioretto individuale. E' stata una gara particolare, preceduta da uno strascico di polemiche: sarebbe dovuta essere infatti la giornata di Andrea Baldini, il fiorettista livornese che invece non è potuto andare a Pechino per una strana vicenda di doping che ha fatto discutere. Baldini è risultato positivo ad un diuretico, che lui ha più volte dichiarato di non aver assunto anche perché è allergico a certi medicinali. Si è parlato di complotto dal clan di Baldini, sollevando un polverone che ha coinvolto l'azzurro che ne ha preso il posto, Andrea Cassarà. A Pechino Cassarà non ha fatto molta strada, mentre Sanzo si è dovuto arrendere in semifinale al giapponese Ota per una sola stoccata. Stesso destino che poi Sanzo ha riservato al cinese Zhu nella finalina per il bronzo, risolta anch'essa all'ultima stoccata, come molti altri assalti di questo torneo di fioretto davvero equilibrato. L'oro è andato ad un tedesco, Kleibrink, che ha superato in finale il giapponese Ota.

 

L'Italia torna grande nella lotta con Minguzzi. Con qualche nome grosso che ha perso colpi (Magnini, Ferrari, Montano...) la spedizione azzurra si è aggrappata ad outsider di sport meno conosciuti, i faticatori lontani da copertine e guadagni. E' stato il caso di Andrea Minguzzi, lotta greco-romana categoria 84 kg. Certamente un buon atleta, ma che a Pechino ha tirato fuori un capolavoro inatteso mettendosi al collo la medaglia d'oro. Minguzzi, 26 anni, imolese, è arrivato in semifinale superando il campione e il vicecampione olimpico in carica. Per accedere alla finalissima ha fatto fuori uno svedese di origine armena, Abrahamian, che ha protestato in maniera scomposta contro l'arbitro, che a suo dire ha favorito l'azzurro. Abrahamian si è poi reso protagonista di un gesto censurabile sul podio, quando ha gettato via la medaglia di bronzo appena ricevuta: un gesto che il CIO ha punito ritirando la medaglia allo svedese. Ma torniamo a Minguzzi: in finale si è trovato di fronte l'ungherese Fodor, con un epilogo spettacolare in cui l'azzurro è riuscito a compiere la presa che ha sbattuto fuori l'avversario a pochi secondi dalla fine. Il pareggio che si stava profilando avrebbe privilegiato l'ungherese per via del sorteggio. Ma Minguzzi ha saputo dare il meglio nel momento più importante completando una giornata strepitosa. E' una medaglia d'oro che nella lotta greco romana mancava da vent'anni, dal mitico Pollicino Maenza, il campione dei 48 kg di Los Angeles e Seoul.

 

Chiara Cainero: primo oro dal tiro donne. Nell'Olimpiade azzurra un altro piccolo tassello viene riempito. Per la prima volta un'italiana ha conquistato la medaglia d'oro del tiro a volo, specialità skeet, uno sport in cui gli uomini hanno sempre fatto grandi cose, ma che aveva visto le donne al massimo sul secondo gradino del podio. A rompere il tabù è stata la friulana Chiara Cainero: arrivata nella finale a sei con il miglior punteggio, Chiara si è vista rimontare, in una gara molto difficile per via della pioggia battente. Ma nello spareggio a tre con l'americana Rhode e la tedesca Brinker è stata la più fredda, centrando entrambi i suoi piattelli mentre le avversarie ne hanno fallito uno a testa.

 

Calcio, che delusione! Si è conclusa ai quarti di finale l'avventura della nazionale di calcio guidata da Pierluigi Casiraghi. Gli azzurri hanno superato il girone eliminatorio al primo posto, dopo aver battuto Honduras e Corea ed aver impattato contro il Camerun in una partita sonnolenta che ha qualificato entrambe e servito il "biscotto" ai coreani. Nei quarti di finale, però, l'Italia è stata inopinatamente eliminata dal Belgio, nonostante due rigori ed un'espulsione a favore, tutte decisioni peraltro ineccepibili. Per gli azzurri, però, sono stati determinanti diversi errori difensivi, il poco peso nel gioco degli uomini chiave (Montolivo, Rossi, Giovinco) e nel finale l'espulsione del portiere Viviano che ha perso la testa dopo aver preso un gol su un tiro parabilissimo ed ha colpito un avversario a gioco fermo. Così, con un 3-2 per il Belgio, si è tornati a casa anche con qualche coda polemica per l'infortunio subito nel girone eliminatorio da Rocchi, l'unico fuoriquota, che ha fatto infuriare il presidente della Lazio Lotito che ha accusato lo staff medico di aver sottovalutato il problema dell'attaccante.


Il riscatto di Montano. Delusissimo dalla gara individuale tanto da meditare il ritiro, Aldo Montano si è riscattato pienamente nella prova a squadre della sciabola che ha chiuso il torneo della scherma. Gli azzurri sono arrivati in semifinale dove hanno cozzato contro la Francia (poi all'oro), anche per una cattiva giornata di Diego Occhiuzzi. Arrivati alla finalina per il bronzo contro la forte Russia, hanno rimescolato le carte inserendo Pastore al posto dell'incerto Occhiuzzi a supporto di Montano e Tarantino. Il match si è giocato punto a punto, con i russi sempre avanti di due o tre stoccate finché all'ultimo assalto Montano ha ritrovato il guizzo del campione con tre colpi vincenti uno dietro l'altro ed uno più bello dell'altro che hanno fissato un 45-44 per i nostri. Certo non è Atene, quando Montano aveva fatto cose da pazzi vincendo un oro ed un argento, ma almeno per un momento si è rivisto il campione che sembrava completamente smarrito.

 

Canottaggio: una sola medaglia Bellissima ma unica. E' la medaglia d'argento conquistata dal 4 di coppia del canottaggio, sport che è stato decisamente al di sotto della tradizione e delle attese. Solo due delle barche azzurre sono infatti riuscite a qualificarsi per le finali, con il doppio pesi leggeri che ha chiuso 4° e il 4 di coppia che non ha tradito le attese. Con gli esperti Galtarossa, Agamennoni e Rainieri ed il giovane Venier, la barca azzurra è entrata in finale segnando i tempi migliori nelle qualifiche e semifinali, ma si è imbattuta in una Polonia che ha dato il meglio nella giornata decisiva. L'argento che ne è uscito resta quindi prezioso e senza rimpianti, anche se dal canottaggio era lecito attendersi complessivamente qualcosa di più. La parte del leone l'hanno fatta i britannici con ben 6 medaglie.

 

Pallanuoto a mani vuote Uno dei maggiori insuccessi dell'Olimpiade azzurra è senz'altro stata la pallanuoto, che non è riuscita a salire sul podio né tra gli uomini, che erano tra gli outsider, né tra le donne, che partivano tra le grandi favorite e da campionesse in carica. Gli uomini sono stati autori di un girone eliminatorio molto deludente che li ha visti subito eliminati, mentre le donne hanno fatto ben sperare chiudendo il girone al secondo posto. Nei quarti di finale contro l'Olanda, però, le azzurre hanno sbagliato partita, recuperando il match a 4 secondi dalla fine grazie ad un rigore concesso generosamente. La partita è andata a decidersi ai tiri di rigore con le olandesi sempre a segno e le azzurre che hanno concesso un errore fatale che ha chiuso mestamente le Olimpiadi delle campionesse di Atene.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015