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      Ultima modifica: 23/11/2011

Pechino 2008: è successo anche questo

Il dramma di Tai Aguero Tra le vittorie e sconfitte dello sport c'è anche chi, a Pechino, ha dovuto patire un dramma umano incalcolabile. La pallavolista cubana di nascita e naturalizzata italiana Tai Aguero ha ricevuto notizia delle difficili condizioni di salute della mamma a poche ore dall'inizio dei Giochi. La Aguero ha lasciato il Villaggio Olimpico per accorrere al capezzale della madre, ma questo non gli è stato consentito. Dopo essere tornata in Europa, la Aguero ha atteso invano che le autorità cubane le concedessero il nullaosta in tempi brevi per volare a Cuba. Ma questo non è arrivato: la Aguero infatti non ha più passaporto cubano da quando vive in Italia, perché le leggi dell'isola non permettono la doppia cittadinanza. Nonostante le drammatiche circostanze, da Cuba non è arrivato il permesso e la mamma di Tai è morta senza poter rivedere la figlia. Alla Aguero non è rimasto altro che rientrare a Pechino per riunirsi alla nazionale azzurra di pallavolo.

 

Super Guderzo: bronzo nel ciclismo Due gare e due podi per le gare in linea del ciclismo. All'argento di Rebellin tra gli uomini ha replicato un bellissimo bronzo di Tatiana Guderzo tra le donne, che hanno gareggiato in una giornata di tregenda. La 24enne di Marostica ha infiammato la corsa lungo la salita che portava alla Grande Muraglia, scattando a ripetizione con forza e determinazione fino ad andarsene da sola. Nella discesa finale la Guderzo si è vista recuperare da quattro atlete e la volata conclusiva è stata dominata di potenza dalla gallese Nicole Cooke, una delle grandi favorite della vigilia. La Guderzo, però, è riuscita ad agguantare una splendida medaglia di bronzo, dietro alla svedese Johansson: per la vicentina, dopo anni duri in cui si era smarrita, è un grande ritorno.

 

Pellielo infallibile: terzo podio E' una sicurezza dello sport italiano meno reclamizzato Giovanni Pellielo. Bronzo a Sidney, argento a Atene, ha collezionato un'altra medaglia d'argento nel tiro a volo, specialità trap. Una gara difficilissima, con la finale disputata sotto una pioggia battente che ha costretto i tiratori a numerosi errori. Il più bravo è stato il ceco Kostelecky che ha centrato 146 piattelli, mentre Pellielo si è fermato a 143. Persona molto umile e religiosa, Pellielo si è detto comunque soddisfatto dell'ennesimo podio anche se non è arrivato l'oro. Da segnalare nella stessa gara anche la bella prova del giovane esordiente Erminio Frasca che ha chiuso al 6° posto.

 

Russia-Georgia, un abbraccio per la pace La crisi dell'Ossezia, i bombardamenti russi, sono inevitabilmente arrivati anche alle Olimpiadi. La delegazione georgiana è stata sul punto di ritirarsi dai Giochi e tornare in patria, visto il difficile momento, ma il presidente georgiano Saakashvili in prima persona ha voluto che gli atleti rimanessero a Pechino. A poche ore di distanza da questa decisione due atlete, una russa ed una georgiana, si sono ritrovate sullo stesso podio, medaglia d'argento e di bronzo nella gara di tiro con pistola da 10 metri vinta da una cinese. E la georgiana Salukvadze è andata subito ad abbracciare la russa Paderina: un abbraccio ricambiato con affetto, carico di significati e che il pubblico ha sottolineato con emozione.

 

Arco: azzurri dietro ai maestri coreani La magica Atene di Marco Galiazzo non è stata una soddisfazione effimera. L'arciere veneto ha guidato la squadra azzurra verso un'eccellente medaglia d'argento dietro agli invincibili sudcoreani, che si sono aggiudicati il titolo per la terza volta di fila. L'Italia, composta anche da Ilario Di Buò e Mauro Nespoli, ha superato Canada, Malesia e Ucraina per approdare alla finale con i coreani, che hanno subito preso il largo raggiungendo un vantaggio di 6 punti. Gli azzurri, però, hanno rimesso tutto in discussione riportando la partita in parità, ma quando sembrava addirittura possibile il sorpasso, Mauro Nespoli, all'esordio olimpico, ha sbagliato il suo ultimo tiro, lasciando aperta la porta ai coreani. Resta comunque un argento da incorniciare

 

Quintavalle, la prima dal tatami Ecco cancellato uno zero dagli score della storia olimpica azzurra. Per la prima volta una ragazza italiana è riuscita a salire sul gradino più alto del judo. L'impresa è stata firmata da Giulia Quintavalle, 25 anni da Rosignano Marittimo, vicino a Livorno. La ragazza toscana ha compiuto un'autentica impresa conquistando la medaglia d'oro a sorpresa, al termine di un percorso netto e di grande difficoltà che l'ha vista già al primo turno opposta alla campionessa olimpica uscente, la tedesca Boenisch. Invece la Quintavalle ha inanellato una vittoria dietro l'altra, fino alla semifinale, dove nonostante un infortunio ad un braccio, ha sconfitto anche l'australiana Pekli. Nella finale per l'oro la Quintavalle si è trovata di fronte una judoka olandese, la Gravenstijn, già medagliata olimpica. Nonostante fosse all'esordio nei Giochi, la Quintavalle non si è scomposta ed ha messo nel carniere un koka e un yuko, i due punti col minor valore, che sono stati sufficienti a portare a casa il match e la medaglia d'oro. Una medaglia inattesa per molti, ma non per la judoka livornese che dopo il trionfo ha dichiarato che era certa di poter combattere per l'oro.

 

Anche D'Aniello spara all'argento Dopo Pellielo ecco un altro azzurro del tiro a volo sul podio, confermando la tradizione italiana in questo sport. E' Francesco D'Aniello, 39enne di Nettuno, che è secondo solo all'imprendibile americano Walton Eller nel double trap. D'Aniello era all'esordio olimpico nonostante l'età non verdissima: il suo arrivo all'agonismo è stato infatti molto tardivo e solo da pochi anni si è dedicato a questa attività, raggiungendo però ben presto risultati straordinari come il titolo mondiale nel 2007. Dopo la gara il tiratore ha lanciato un appello al Parlamento affinché i premi spettanti ai vincitori delle medaglie olimpiche siano detassati, come avviene per altri paesi, ad esempio la Cina.


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Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008






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