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      Ultima modifica: 23/11/2011

Pechino 2008, cerimonie: per l'Italia sì, no, forse...

Non si smette di discutere a riguardo della probabilità di una qualche forma di boicottaggio alle cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi di Pechino. Se l'ipotesi di boicottaggi veri e propri, cioè di nazioni che non inviino le proprie rappresentative di atleti in Cina, non è mai stata reale, quella invece di boicottare le cerimonie è una questione ancora tutta aperta. Di cosa si tratterebbe? Sostanzialmente, alcuni stati potrebbero rinunciare ad assistere con le proprie delegazioni di capi di governo, di stato e ministri, alle cerimonie, come è invece sempre avvenuto nelle ultime edizioni. Il motivo è sempre quello di una presa di posizione forte sul tema dei diritti umani e della questione tibetana da parte del resto del mondo. Anche l'Italia potrebbe non inviare proprie delegazioni alle cerimonie: a far prendere corpo a questa ipotesi è stato un intervento alla Commissione Esteri della Camera del sottosegretario Alfredo Mantica che, rispondendo ad un'interrogazione del deputato radicale Mecacci, ha riferito che il governo non ha ancora deciso ma è orientato a non partecipare alle cerimonie. A stretto giro è arrivata la precisazione del ministro degli Esteri Franco Frattini che ha rettificato dicendo che il governo italiano seguirà la linea comune che sarà scelta dall'Unione Europea, anche se in ogni caso sembra certo che l'Italia non invierà in Cina esponenti politici ed istituzionali di primo piano.
Resta da vedere cosa deciderà di fare l'Unione Europea e quale peso potrà avere un'eventuale boicottaggio delle cerimonie. A prima vista potrebbe sembrare un affare di poco conto la mancata partecipazione alle cerimonie, questo boicottaggio istituzionale, ma bisogna tener presente della portata planetaria che ha la serata inaugurale delle Olimpiadi. La cerimonia di apertura dei Giochi è il più grande spettacolo del mondo, quello con cui una nazione si presenta a tutti gli altri popoli, in cui presenta la propria cultura, la propria identità. Un rifiuto di nazioni politicamente importanti, o meglio di tutta l'Unione Europea, a partecipare alla cerimonia può quindi avere un significato più ampio di quanto potrebbe apparire superficialmente. Può essere un modo per dare un segnale alla Cina, per mettere un altro mattoncino alla casa del dialogo e della speranza di vedere un paese in cui i diritti umani non sono calpestati quotidianamente.



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Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008






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