Il dorato sport del pallone è di certo tra i meno olimpici, anche se l'attenzione verso il torneo di calcio e la capacità dei campioni di farsi coinvolgere nell'evento sono senz'altro di molto aumentate nelle ultimissime edizioni.
Detto questo bisogna pur sempre ammettere che il calcio resta uno dei pochissimi sport in cui l'Olimpiade non viene al primo e neanche al secondo posto nei sogni degli atleti. Forse anche per questo nell'albo d'oro delle Olimpiadi calcistiche figurano squadre non tradizionalmente legate a questo sport (l'oro è stato vinto anche da Belgio, Polonia, Nigeria, mai dal Brasile), e forse sempre per questo l'Italia non ha quasi mai ottenuto grandi risultati. L'unica vittoria olimpica ottenuta dai nostri calciatori risale al 1936, quando gli azzurri guidati da Vittorio Pozzo erano la maggior potenza mondiale: due anni prima avevano vinto il titolo mondiale che sarebbe stato bissato nel '38. In tutta la ultracentenaria storia dei Giochi solo in altre due occasioni l'Italia è stata in gradi di salire sul podio, nel '28 e nell'ultima edizione di Atene 2004, sempre con una medaglia di bronzo. Ad Atene gli azzurri guidati da Claudio Gentile arrivarono con fatica alla semifinale dove furono sommersi da una fortissima Argentina (poi medaglia d'oro), riuscendo a superare il sorprendente Iraq per 1-0 (gol di Gilardino) nella finalina per il bronzo. Nel 2000 l'Italia fu eliminata nei quarti di finale dalla Spagna, nel '96 addirittura al primo turno e andando più indietro si ricorda una clamorosa sconfitta per 4-0 subita dallo Zambia a Seul '88. Una tradizione non proprio rosea quindi, a dispetto di un movimento che è sempre rimato su livelli eccezionali, come testimoniano i quattro titoli mondiali.
A Pechino l'Italia arriva sulla scia di una qualificazione sudatissima: come tornei di qualificazione sono valsi i Campionati europei under 21 dell'estate 2007. Il torneo assegnava 4 posti ai Giochi per le semifinaliste del Campionato. L'Italia, eliminata nei quarti di finale, sarebbe quindi rimasta a casa se non fosse finita tra le 4 semifinaliste l'Inghilterra, impossibilitata ad andare a Pechino. Il motivo è presto spiegato: alle Olimpiadi vengono chiamati a partecipare i Comitati olimpici e l'Inghilterra non ha Comitato olimpico, facendo capo a quello della Gran Bretagna. Per questo il posto che sarebbe stato conquistato sul campo dagli inglesi è stato disputato in uno spareggio tra Portogallo e Italia, vinto dagli azzurri ai calci di rigore.
Per formare la squadra che andrà a Pechino ci sono dei paletti relativi all'età: la rosa dovrà essere formata da giocatori nati nel 1985 o negli anni successivi. Inoltre ogni squadra potrà scegliere tre giocatori fuori quota, di qualsiasi età, a completamento della rosa. Proprio questa scelta ha creato qualche polemica in casa azzurra. Il CT Pierluigi Casiraghi si era espresso in favore dei giovani che hanno conquistato la qualificazione: così avrebbe voluto portare in Cina non tre campioni affermati, ma tre ragazzi dell'83-84 appena usciti dal giro della nazionale giovanile che si è guadagnata il posto olimpico. In risposta il presidente del CONI Petrucci ha rimarcato che ai Giochi si va per vincere e che quindi Casiraghi è tenuto ad allestire la miglior rosa possibile, anche convocando campioni di trent'anni che si rendessero disponibili ad andare in Cina. Su questa strada indicata da Petrucci si stanno muovendo tutte le altre nazionali più forti: l'Argentina per esempio dovrebbe schierare tra i suoi fuoriquota Juan Roman Riquelme, il Brasile addirittura Kakà ed il romanista Juan. Solo ipotesi, ma che prospettano un torneo di altissimo livello. Per le squadre europee ci sarà da valutare anche quali fuoriquota potranno essere in buona condizione ad agosto dopo aver disputato con la nazionale maggiore gli Europei che saranno in giugno in Austria e Svizzera. Anche per questo il presidente Petrucci ha invitato ad un confronto Casiraghi ed il CT della nazionale maggiore Donadoni.
Ma scopriamo qualcuno dei giovani talenti che andranno certamente a Pechino: Giuseppe Rossi, classe '87, può essere la stella. Fisico esile, attaccante veloce e dotato di ottima classe, è nato negli Stati Uniti da emigranti italiani, è stato scoperto nientemeno che da sir Alex Ferguson che l'ha voluto nel Manchester United a 17 anni. Ora, dopo aver segnato 9 gol nel Parma nella seconda parte della scorsa stagione, gioca in Spagna, nel Villareal.
Riccardo Montolivo, centrocampista della Fiorentina, ha grande visione di gioco, è un regista vecchia maniera che è stato accostato ad Andrea Pirlo.
Domenico Criscito, difensore di scuola Juventus che è attualmente in prestito al Genoa. È considerato il miglior difensore italiano della nuova generazione, anche se il suo esordio in Serie A non è stato felicissimo.
E poi altri da cui Casiraghi dovrà scegliere il suo organico, come il portiere Curci, Nocerino, Pellè, Motta, Cigarini. Ed infine i famosi fuoriquota.
Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008
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