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      Ultima modifica: 23/11/2011

Azzurri verso Pechino: Andrew Howe

La deludente prestazione di Andrew Howe

Quante stelle azzurre si stanno preparando per risplendere a Pechino! In un ristretto gruppo di campioni dal talento cristallino c'è anche un giovane atleta di colore, nato in America ma da sempre in Italia, che sta facendo sognare gli appassionati dello sport simbolo dei Giochi, la regina atletica. Quegli appassionati che sono convinti di aver trovato un nuovo Figlio del vento sbocciato proprio nel nostro paese. Parliamo ovviamente di Andrew Howe, ragazzo dalle doti atletiche strabilianti, un prodigio della natura, che è parte di quel gruppetto di giovani dal talento spropositato di cui si parlava (Magnini, Vanessa Ferrari) e che sono il fiore all'occhiello del nostro sport.

 Andrew Howe Pechino 2008Chi è Andrew Howe, il ragazzo che in molti hanno paragonato a Carl Lewis, il più incredibile dei miti dell'atletica leggera, il Figlio del vento? Andrew è nato nel 1985 a Los Angeles, ma vive in Italia dal 1990. La sua è una storia non semplice: il padre scappato da casa quando è un bambino, i pochi soldi con cui la madre Renèe cerca di farlo crescere e poi l'arrivo in Italia nel '90, quando la madre si sposa in seconde nozze con un nostro connazionale. Ben presto Andrew palesa le sue straordinarie doti atletiche ed il campo di gara diventa il suo mondo. Passa da una specialità dell'atletica all'altra con facilità sorprendente, si cimenta con successo anche nel calcio e nel basket, ma resta nell'atletica nonostante anche gli altri sport siano disposti a dargli una chance per il professionismo. Sulle piste passa dai 100 metri ai 200 e ai 400, dal salto in lungo al triplo e dimostra di saperci fare anche con il salto in alto. L'esplosione internazionale è ai Mondiali juniores di Grosseto nel 2004, dove Howe centra la doppietta di titoli nel salto in lungo e 200 metri e soprattutto riceve una specie di investitura ufficiale dagli addetti ai lavori come campionissimo del futuro. Il salto tra i "grandi" non si rivela traumatico, anche perché Andrew è forte di un carattere da campione: nelle difficoltà e nella pressione sa esaltarsi, come gli ha insegnato una vita di certo non facile. Nel 2006 vince l'oro agli europei di Goteborg ed il bronzo ai Mondiali indoor di Mosca, sempre nel salto in lungo. Pechino 2008: Andrew HoweArriva a sfiorare più volte il record italiano di specialità, detenuto da Giovanni Evangelisti da un ventennio, e la barriera cade nell'occasione più importante, ai Mondiali di Osaka 2007. Howe, partito con i favori del pronostico per un posto sul podio, si ritrova al 4° posto quando manca un solo salto alla fine della gara. Ma come i grandi campioni riesce a trovare quel qualcosa in più nel momento di massima difficoltà con uno splendido volo a 8 metri e 47 centimetri, con cui segna il record italiano e passa in testa alla gara. Purtroppo di fronte ha un altro grande campione, il panamense Saladino, che a sua volta nel suo ultimo tentativo trova un salto formidabile superando Howe di 10 centimetri. Per il nostro ragazzo, che conquista la medaglia d'argento, è comunque una grande impresa: un salto così in un momento così vuol dire essere un campione autentico. L'impresa lo catapulta fuori dall'ambito sportivo: passa dalle copertine dei giornali alle ospitate in televisione, anche perché Andrew ha dalla sua una simpatia non comune, è estroverso, piazza espressioni romanesche, sa stare davanti alla telecamera e l'Italia si gode questo campione talentuoso ed eclettico che non aveva mai avuto nella sua storia sportiva. L'obiettivo olimpico però resta ovviamente preminente: l'inverno vola in America, come fa abitualmente, per allenarsi duramente e conferma la volontà di impegnarsi a Pechino sia sul salto in lungo che sui 200 metri. Sarà la sua seconda esperienza olimpica, dopo l'esordio da 19enne ad Atene quando si fermò ai quarti di finale dei 200 metri per un infortunio ad un piede. Stavolta le ambizioni saranno ben diverse e soprattutto nel salto in lungo, dove Howe conta di poter migliorare di una trentina di centimetri la sua misura record lavorando sull'atterraggio, suo punto debole. Un miglioramento che lo renderebbe praticamente irraggiungibile per tutti i suoi rivali.



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Link esterni: Sito ufficiale olimpiadi di Pechino 2008






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