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      Ultima modifica: 23/11/2011

Olimpiadi Sidney 2000

Gli invincibili

A Sidney molti atleti hanno raggiunto dei record di vittorie straordinari, aggiudicandosi medaglie d'oro per la seconda, terza, quarta, addirittura quinta Olimpiade. Campione di questa categoria è sicuramente il canottiere inglese Steven Redgrave. Già oro a Los Angeles nel 1984, Redgrave è passato attraverso le Olimpiadi di Seul, Barcellona, dove fu anche portabandiera della squadra britannica, e Atlanta senza mai scendere dal gradino più alto del podio. A Sidney completa una cinquina da record vincendo nel 4 senza, davanti alla barca italiana per 4 decimi di secondo. Nel canottaggio conquista il terzo alloro olimpico il nostro Agostino Abbagnale, il terzo fratello della celebre dinastia campana, primo nel 4 di coppia insieme a Sartori, Galtarossa e Raineri. Dalla canoa arriva un'altra leggenda lunga un ventennio. La tedesca Birgit Fischer, classe 1962, comincia a vincere a Mosca '80 (proprio vent'anni prima di Sidney!) nel K1, poi il boicottaggio dei paesi dell'est a Los Angeles (la Fischer gareggiava allora per la Germania Est) la toglie di mezzo all'Olimpiade californiana. Si ripresenta a Seul, dove vince due ori, quindi con la Germania unificata a Barcellona e Atlanta (un oro in ciascuna edizione). A Sidney è ancora d'oro e per ben due volte: il suo record sale a 7 ori in 5 Olimpiadi. La canoa azzurra ripropone l'ormai famosissimo Antonio Rossi con il fido Beniamino Bonomi. I due vincono nel K2 1000 con una gara di testa dall'inizio alla fine, poi quando sembra possibile la doppietta nella gara del K2 500 vengono traditi pochi minuti prima della partenza dalla rottura del poggiapiedi della loro canoa. La squadra azzurra riesce a riparare il danno e a partire, allineandosi proprio all'ultimo istante, ma Rossi e Bonomi innervositi dal contrattempo arrivano solo settimi.
La boxe celebra il terzo successo del massimo cubano Felix Savon che ripercorre così le gesta del connazionale Teofilo Stevenson, vincitore nel 1972, '76 e '80. Nell'atletica il ruolo dell'invincibile è di Ian Zelezny, ceco, lanciatore di giavellotto che lancia a 90 metri e 17 centimetri, staccando l'inglese Backley e portandosi a casa il suo terzo alloro olimpico. Il particolare curioso è che Backley riesce sempre a battere il grande rivale ai campionati europei, ma poi alle Olimpiadi è sempre Zelezny ad avere la meglio. Va male invece al lottatore russo Kareline, che si presenta a Sidney con un biglietto da visita che spaventerebbe chiunque: in 13 anni non ha mai perso un incontro e cerca il suo quarto successo olimpico consecutivo. Invece, a sorpresa, in finale Kareline viene battuto dall'americano Rulon Gardner. Nel judo il francese David Douillet è il primo a salire per tre volte sul podio nella categoria regina, i massimi. Douillet, dopo un bronzo a Barcellona l'oro di Atlanta, era rimasto vittima di un grande incidente in moto e questo nuovo successo a Sidney ha un significato particolare. Nel suo piccolo anche l'Italia, oltre ai già citati campioni di canoa e canottaggio, presenta una bella schiera di plurivincitori. Le donne del ciclismo e della scherma innanzitutto. Paola Pezzo, l'ex sciatrice di Bosco Chiesanuova, si ripete nella mountain bike; l'ex promessa dell'atletica, la bolzanina Antonella Bellutti passa dalla vittoria dell'inseguimento di quattro anni prima a quella della corsa a punti di Sidney. La scherma sfodera il Dream Team del fioretto femminile. La rumena Badea, che le aveva beffate ad Atlanta, viene spinta giù dal podio dalle jesine Valentina Vezzali, prima, e Giovanna Trillini, terza. La Vezzali in finale rifila un perentorio 15-5 alla malcapitata tedesca Koenig, poi le due trascinano l'Italia al terzo successo consecutivo nella gara a squadre. Anche gli spadisti doppiano l'oro di 4 anni prima dopo una finale emozionantissima con la Francia risolta solo all'ultima stoccata da Alfredo Rota, che sale sul podio con Milanoli, Mazzoni e Randazzo.

Gli eredi del "Dream Team"

Nel torneo di basket, per poco, non si registra la sorpresa più clamorosa dei Giochi: le stelle americane della NBA, gli extraterrestri ritenuti imbattibili, rischiano l'eliminazione in semifinale per mano dei lituani. Il Dream Team a stelle e strisce è in vantaggio di appena due punti all'ultimo secondo. Il lituano Jasikevicius ha la palla del sorpasso, ma sbaglia il tiro da tre punti che estrometterebbe gli americani, che possono tirare un sospiro di sollievo.

 

   

Poi in finale la Francia oppone una resistenza più limitata e gli americani si impongono 85-72. Certo è che il Dream Team di Michael Jordan e Magic Johnson era un'altra cosa. L'Italia del canestro porta a casa un 5° posto, deludente visto che nei quarti di finale gli azzurri si fanno battere dall'abbordabilissima Australia. Anche negli altri sport di squadra gli azzurri non vanno meglio. Solo bronzo per la pallavolo maschile, che domina la scena mondiale ma alle Olimpiadi immancabilmente viene sempre sconfitta. Qui ci sbatte fuori la Jugoslavia in semifinale con un secco 3-0: dopo i primi due set tiratissimi a favore degli slavi, l'Italia crolla nel terzo set. La Jugoslavia va poi a vincere l'oro sulla Russia. Le ragazze della pallavolo guidate dalla Cacciatori sono alla prima partecipazione olimpica e finiscono fuori nei quarti nel torneo vinto dalle cubane: è un primo passo per un ciclo che regalerà soddisfazioni. Va male anche al calcio: la nazionale guidata da Tardelli chiude la sua avventura nei quarti battuta 1-0 dalla Spagna. L'oro va al Camerun, che rimonta dallo 0-2 sulla Spagna, e va a vincere ai rigori. Chiusura triste per la pallanuoto: il quarto di finale con l'Ungheria si trasforma per gli azzurri in un'infinita polemica con un arbitro greco. L'allenatore Rudic oltrepassa il segno nelle proteste e viene squalificato per un anno. I magiari dimostrano comunque di essere superiori andando a stravincere anche in finale per 13-6 sui russi.



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