
In questa sezione troverai numerose informazioni sulle varie edizioni dei giochi olimpici: ambientazione storica, discipline, curiosità e medagliere finale. Clicca sull'edizione delle olimpiadi che preferisci e scopri tutti gli aneddoti e retroscena.
![]() |
|
|
|
LA STORIA DELLE OLIMPIADI
Ultima modifica: 27/12/2009 - Informativa pubblicità -
A cura di: Alessandro Cheti
La storia delle Olimpiadi
L'origine delle Olimpiadi antiche è avvolta nel mito. La storia non ci dà dati certi sulla nascita della manifestazione, mentre il mito ci lascia l'imbarazzo della scelta. Una delle versioni tradizionali ci racconta del giovane Pelope, sacrificato agli Dei dal padre, e di Giove che, impietosito, gli ridonò la vita.
Pelope celebrò l'avvenimento con una festa e con una serie di competizioni di lotta, pugilato e corsa. Da allora, 1700 a.C., i Giochi si ripeterono occasionalmente, per poi finire quasi per scomparire nel corso dei secoli. Mille anni dopo Pelope, nel 784 a.C., Re Ifito conquistò l'Elide, seppe dell'antica tradizione dei Giochi e fece così celebrare a Olimpia, nel 776 a.C., i "Giochi dell'Olimpico Giove".
I Greci dimostrarono subito grande entusiasmo per l'Olimpiade, che divenne così un avvenimento fisso, da ripetere ogni quattro anni. Le Olimpiadi divennero perfetta espressione della cultura greca, che attribuiva grande importanza alla fisicità. L'educazione alla formazione del corpo, le gare, le sfide, erano incoraggiate non solo per rendere i giovani forti e pronti alla guerra, ma anche per dare loro la forza di sostenere le fatiche della vita: forza del corpo e forza dello spirito. I Giochi raggiunsero una tale importanza che durante il loro svolgimento non si potevano dichiarare guerre, e quelle che erano in corso dovevano essere sospese. La zona di provenienza degli atleti andò via via allargandosi, dalla sola Elide a tutta la Grecia, per poi comprendere, in età romana, tutti i territori dell'Impero.
I Giochi Olimpici erano certamente la manifestazione sportiva più importante della Grecia antica ma non l'unica. Altri Giochi simili si svolgevano a Delfi in onore del dio Apollo (Giochi pitici), a Nemea in onore di Zeus (Giochi Nemei), nell'istmo di Corinto (Giochi istmici).
Le Olimpiadi sopravvissero fino al 393 d.C.. La corruzione era entrata prepotentemente nei Giochi, il tramonto definitivo della cultura classica fece il resto: il vescovo di Milano Ambrogio chiese all'imperatore Teodosio l'abolizione delle Olimpiadi, cosa che avvenne.
Mille e cinquecento anni dopo, il barone Pierre De Coubertin, mentre gli scavi di Olimpia stavano riportando alla luce lo splendore della cultura classica, propose ad un convegno internazionale sullo sport di reintrodurre i Giochi Olimpici e da subito l’iniziativa raccolse un grande entusiasmo. La prima edizione dell’era moderna fu fissata ad Atene nel 1896 e fu un indiscusso successo, nonostante gli inconvenienti che un evento totalmente nuovo portava con se. Gli americani, giunti in Grecia con appena 14 ragazzi, dominarono le gare di atletica per il disappunto dei padroni di casa che però ebbero il grande riscatto nella maratona con la vittoria di Spiridon Louis. De Coubertin decise allora di portare la seconda edizione nella sua Parigi, ma il barone trovò qui il più grande dispiacere della sua vita.
Nella capitale francese si teneva nel 1900 l’Esposizione Universale: le Olimpiadi finirono per esserne inghiottite, gravate da assurde esibizioni che niente avevano a che fare con lo sport e senza l’ombra di campi di gara adeguati, cosicché per esempio i nuotatori furono costretti a gareggiare nelle acque della Senna. Il personaggio di spicco fu Ray Ewry, un americano che da piccolo era stato colpito dalla poliomielite e che qui si guadagnò il soprannome di rana umana grazie alle sue vittorie a ripetizione nei salti da fermo, mentre l’Italia conquistò le sue prime medaglie (un oro ed un argento) grazie a Trissino nell’equitazione.
Per rifarsi dalla delusione parigina, De Coubertin decise di chiedere aiuto agli americani, ma anche la successiva edizione delle olimpiadi (Saint Louis 1904) ebbe un destino simile a quella precedente, inglobata in una grande fiera, ridicolizzata da baracconate e coperta di un razzismo vergognoso. Oltretutto dall’Europa arrivarono pochissimi atleti e così i Giochi si trasformarono più o meno in un campionato americano.
Dopo due delusioni arrivò il grande riscatto, grazie a Londra che organizzò una splendida edizione nel 1908. Fu l’Olimpiade di Dorando Pietri, il maratoneta carpigiano che tagliò il traguardo per primo sorretto da un megafonista dopo una spaventosa crisi. Per l’aiuto ricevuto Pietri fu squalificato e l’oro consegnato all’americano Hayes, ma la leggenda del corridore italiano si alimentò e fu chiamato a correre in ogni parte del mondo entrando definitivamente nella storia.
L’edizione successiva a Stoccolma segnò la definitiva consacrazione del sogno di De Coubertin, ormai splendida realtà. La storia che segnò queste olimpiadi fu quella particolarissima di Jim Thorpe, un pellerossa americano che si impose nel pentathlon e nel decathlon con prestazioni tali da attirare l’ammirazione del re di Svezia che volle premiarlo personalmente. Le medaglie d’oro furono però revocate a Thorpe perché il CIO gli contestò di aver ricevuto dei soldi per giocare in una squadra di baseball e ciò contrastava con i princìpi olimpici. Solo molti anni dopo la morte del campione il suo nome è stato reintegrato negli albi d’oro e le medaglie restituite ai suoi figli.
Con la tragedia della Prima Guerra Mondiale alle porte, il filo olimpico si riprese nel 1920 ad Anversa, con ancora le macerie a fare da scenografia. Stavolta fu un italiano, lo schermidore livornese Nedo Nadi, ad imporsi tra le leggende dello sport con la bellezza di cinque medaglie d’oro ed una sesta sfuggita solo per un’indisposizione fisica. Si affacciò anche Paavo Nurmi, il grande corridore finlandese che fu il campionissimo dell’edizione successiva, quella di Parigi 1924, fortemente voluta da De Coubertin per cancellare il disastro del 1900. Parigi riuscì a riscattarsi e Nurmi strabiliò il mondo con cinque successi dai 1500 metri alle campestri. Passò alla storia anche il nuotatore Weismuller, doppio oro e poi protagonista al cinema nei panni di Tarzan, mentre nell’atletica la storia degli inglesi Liddell e Abrahams ispirerà il film Momenti di gloria.
Ad Amsterdam, nel 1928, Weismuller e Nurmi furono ancora tra i primi attori, ma il segno distintivo di questi Giochi restò la grande apertura verso le donne, sempre osteggiate da De Coubertin, il quale aveva da poco lasciato la presidenza del CIO.
Bastò aspettare quattro anni e a Los Angeles nel 1932 una donna si appropriò addirittura del titolo di protagonista dei Giochi. L’americana Didrikson conquistò infatti due successi nell’atletica oltre ad un argento per una controversa decisione dei giudici, ma solo i regolamenti dell’epoca gli preclusero la strada verso altre medaglie. L’Italia trovò un grande protagonista in Luigi Beccali, trionfatore nei 1500 metri, e punta di un movimento sportivo di altissimo spessore soprattutto nella ginnastica con Romeo Neri e nella scherma.
A Berlino nel 1936 andò in scena un’edizione controversa, dominata dalle svastiche di Hitler cui fecero da contraltare i successi dell’americano Jesse Owens, 4 ori nell’atletica. Questo restò uno dei momenti più chiacchierati della storia dello sport, con Hitler che si rifiutò di premiare Owens e questo che alimentò la leggenda del fuoriclasse americano. Ondina Valla conquistò, negli 80 ostacoli, la prima medaglia d’oro al femminile per l’Italia in tutta la storia delle olimpiadi.
La storia delle olimpiadi >>
Valori nutrizionali

My-personaltrainer.it © 2010 | P.I. 01333960290 | About Us | Collabora | Bibliografia | Site Map | Indice Articoli | Disclaimer | Link
- Ritrova le tue foto, ritrova i tuoi amici Torna all'inizio dell'articolo: storia delle olimpiadi -
http://www.my-personaltrainer.it/storia-olimpiadi/olimpiadi.html
Salute e Benessere a portata di Mouse!
Giovedì, 18 marzo 2010 ore 02:57




