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      Ultima modifica: 23/11/2011

Olimpiadi Tokyo 1964

<< prima parte


Ben altra ammirazione la suscita la saltatrice in alto rumena Iolanda Balas, che si conferma d'oro al culmine di un'imbattibilità che dura quasi da un decennio. Tra gli uomini il salto in alto segna un interminabile duello tra l'americano John Thomas e il sovietico Valery Brumel che chiudono entrambi a 2.18 ma con l'oro a Brumel per il minor numero complessivo di errori. Nel salto con l'asta inizia invece una nuova era grazie all'adozione delle aste in fibra di vetro che permettono di salire ad altezze enormi con l'americano Fred Hansen al nuovo record mondiale di 5.10. Nel mezzofondo veloce splende il neozelandese Peter Snell, che fa doppietta 800-1500, un risultato che non si verificava dal 1920, mentre gli americani sorprendono vincendo sia i 5000 che i 10000 con Robert Schull e Willie Mills. In casa USA c'è anche il terzo alloro del discobolo Al Oerter e il miglior talento del torneo di pugilato, Joe Frazer, oro dei massimi, che sarà il più grande avversario di Cassius Clay. Tutti questi successi fanno lievitare il medagliere americano: gli USA sono così la nazione che conquista più ori ma i sovietici si aggiudicano ancora un maggior numero complessivo di medaglie.

Ritorna la ginnastica

L'uomo copertina della spedizione azzurra a Tokyo, oltre al già citato Abdon Pamich, è il ginnasta romano Franco Menichelli, che riesce a riportare l'Italia ai vertici della disciplina dopo tanti anni di oblio. Menichelli si aggiudica l'oro del corpo libero, ma anche agli anelli è protagonista di un esercizio perfetto. La giuria però finisce per premiare in questa specialità un atleta di casa, Takuyi Hayata, lasciando a Menichelli l'argento. Il romano conquista anche il bronzo alle parallele, mentre nella gara a squadre si scende dal terzo gradino di Roma al 4° posto.
Lo sport che porta più medaglie è immancabilmente il ciclismo. In pista dominiamo la velocità che vede una finale tutta italiana tra Sergio Bianchetto e Giovanni Pettenella, con la vittoria di quest'ultimo che è anche 2° nel km da fermo. Bianchetto, dal canto suo, si rifà nel tandem dove batte i sovietici assieme ad Angelo Damiano. L'inseguimento porta due argenti sia nell'individuale con Giorgio Ursi che nella gara a squadre con Roncaglia, Mantovani, Rancati e Testa. C'è gloria anche dalla strada dove il quartetto della 100 km, Andreoli, Dalla Bona, Guerra, Manza, è d'argento e dove il veneto Mario Zanin sorprende tutti vincendo la gara in linea. Zanin sarebbe il classico gregario, oltretutto cade a pochi km dall'arrivo, ma nella volatona che decide la corsa è il più veloce di tutti e si mette al collo l'oro. Niente da fare invece per Felice Gimondi, solo 33°: tra i professionisti sarà tutta un'altra storia.
Anche il pugilato rinforza come sempre il carniere, portando ben 5 medaglie. Vanno all'oro il mosca Attori e il mediomassimo Pinto, al bronzo il welter Bestini, il medio Valle e il massimo Ros. E si conferma pure il periodo vincente dell'equitazione con un bottino pieno nel concorso completo grazie all'oro di Mauro Checcoli e a quello della prova a squadre assieme ad  Angioni e Ravano. Il salto ostacoli, invece, con gli eterni fratelli D'Inzeo e Mancinelli porta un bronzo. Nel tiro Ennio Matterelli raccoglie il testimone da Galliano Rossigni e centra 198 piattelli su 200 che valgono l'oro. Sottotono invece la scherma: chiusa l'era di Mangiarotti nessuno è più in grado di salire sul podio più alto. Le squadre di sciabola e spada conquistano l'argento e la fiorettista Antonella Ragno il bronzo: è il bilancio più scarso dal 1924. Arriva una medaglia anche dal canottaggio con l'argento del 4 con e dallo splendido settore degli ostacolisti dell'atletica che porta 5 atleti alle finale e Salvatore Morale al bronzo dei 110 ostacoli. L'ultima medaglia mancante è quella di un giovane bolzanino che segnerà come pochi altri lo sport olimpico italiano: è l'Angelo biondo Klaus Dibiasi che ad appena 17 anni è secondo solo all'americano Webster per un nonnulla. Il bilancio finale italiano è di 27 medaglie, 10 d'oro, altrettante d'argento e 7 di bronzo. Un bilancio inferiore a quello di Roma ma sempre positivo.


MEDAGLIERE OLIMPIADI

   ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1.   Stati Uniti 36 26 28 90
2.   Unione Sovietica 30 31 35 96
3.   Giappone 16 5 8 29
4.   Germania Unita 10 22 18 50
5.   ITALIA 10 10 7 27
6.   Ungheria 10 7 5 22
7.   Polonia 7 6 10 23
8.   Australia 6 2 10 18
9.   Cecoslovacchia 5 6 3 14
10.   Gran Bretagna 4 12 2 18
11.   Bulgaria 3 5 2 10
12.   Finlandia 3 0 2 5
12.   Nuova Zelanda 3 0 2 5
14.   Romania 2 4 6 12
15.   Olanda 2 4 4 10
16.   Turchia 2 3 1 6
17.   Svezia 2 2 4 8
18.   Danimarca 2 1 3 6
19.   Jugoslavia 2 1 2 5
20.   Belgio 2 0 1 3
21.   Francia 1 8 6 15
22.   Canada 1 2 1 4
22.   Svizzera 1 2 1 4
24.   Etiopia 1 0 0 1
24.   Bahamas 1 0 0 1
24.   India 1 0 0 1
27.   Corea del Sud 0 2 1 3
28.   Trinidad e Tobago 0 1 2 3
29.   Tunisia 0 1 1 2
30.   Pakistan 0 1 0 1
30.   Filippine 0 1 0 1
30.   Argentina 0 1 0 1
30.   Cuba 0 1 0 1
34.   Iran 0 0 2 2
35.   Irlanda 0 0 1 1
35.   Ghana 0 0 1 1
35.   Brasile 0 0 1 1
35.   Kenya 0 0 1 1
35.   Messico 0 0 1 1
35.   Nigeria 0 0 1 1
35.   Uruguay 0 0 1 1

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