Olimpiadi Stoccolma 1912

Niente sport di squadra?

Olimpiadi Stoccolma 1912Se Londra 1908 era stata l'edizione del rilancio, questa di Stoccolma è quella della definitiva conferma. Forti delle esperienze dei Giochi passati gli svedesi organizzano un'Olimpiade senza grandi sbavature, anche se meno faraonica nelle strutture rispetto a quattro anni prima. Il numero di atleti partecipanti sigla un nuovo record, si arriva a circa 2500, e le nazioni giungono a 28, con l'importante novità del Giappone. Anche a livello tecnico ci sono importanti novità: memori di quanto accaduto a Londra nei 400 m, si tracciano le corsie, così come sono ancora adesso, nelle gare tra i 100 e i 400 metri. Inoltre la pedana del lancio del martello viene circondata da una gabbia di protezione. Grandi discussioni provoca alla vigilia dei Giochi, in seno al CIO, il problema dello sfoltimento del programma. Addirittura si arriva all'ipotesi di escludere tutti gli sport di squadra, ma poi passa una proposta più soft, che prevede soprattutto lo sfoltimento di singole gare all'interno dei vari sport. Così, ad esempio, nel ciclismo si disputa una sola gara. Non viene invece risparmiato, ma a causa delle leggi svedesi che lo ritengono troppo violento, il pugilato, che comunque tornerà ad essere sport olimpico.

Il più grande atleta del mondo

L'atleta che segnerà nel tempo con il suo nome l'edizione dei Giochi di Stoccolma 1912 è l'americano Jim Thorpe. E non solo per le sue straordinarie doti atletiche, ma anche per la sua particolarissima e malinconica vicenda. Jim Thorpe è di origini pellerossa e per la sua tribù è Wa Tho Huck, Sentiero Lucente. E' un atleta completo, sa esprimersi ad altissimi livelli sia nella velocità, che nei salti e nei lanci. Decide così di gareggiare nelle prove multiple. A Stoccolma strabilia tutti, vincendo con grande margine il pentathlon e il decathlon, siglando delle performance che lo avrebbero fatto qualificare per le finali olimpiche un po' in tutte le singole prove. Si guadagna anche l'ammirazione del re di Svezia Gustavo V, che vuole premiarlo personalmente, e nel momento in cui gli consegna la medaglia d'oro gli confessa tutta la sua stima con un "lei è il più grande atleta del mondo". Ma qui comincia la parte drammatica della sua vicenda: l'Amateur Athletic Union degli USA comunica al CIO che Sentiero Lucente ha ricevuto uno stipendio per aver giocato qualche mese in una squadra di baseball. Pochi dollari, che gli servivano per vivere, ma il CIO è irremovibile: quello che era stato definito il più grande atleta del mondo deve conoscere l'onta della restituzione delle medaglie e veder cancellato il proprio nome dall'albo d'oro olimpico. Da lì Thorpe passerà a praticare un po' ogni tipo di sport a livello professionistico, dal baseball al football, fino ai rodei e alle esibizioni nei circhi, si sposerà tre volte, avrà otto figli, ma soprattutto quell'ingiustizia subita lo accompagnerà per sempre. A 40 anni si ritira dall'attività sportiva, ma dei soldi guadagnati non gli rimane ormai quasi niente. Gli ultimi anni li vive tristemente in una roulotte comprata grazie ai soldi raccolti dai vecchi compagni d'università, in preda all'alcolismo. Nel 1953 arriva la fine, a 64 anni. Ci vorranno altri trent'anni per arrivare al momento in cui il CIO accoglierà le proteste dei figli di Thorpe Sentiero Lucente e restituirà loro le medaglie d'oro vinte dal padre.

Arrivano fondisti del nord

A Stoccolma uno dei mattatori dell'atletica è il finlandese Hannes Kohlemainen, il primo di una lunga serie di grandi fondisti scandinavi che avrà la sua stella qualche anno dopo in Paavo Nurmi. Kolehmainen vince i 5000 metri, i 10000, la corsa campestre individuale ed è secondo in quella a squadre. Nei 5000 per la verità vince con un po' di fortuna: il favorito è il francese Jean Bouin, che in semifinale ha siglato un nuovo record mondiale, ma il transalpino ha la sfortuna di essere coinvolto casualmente in una rissa la sera prima della finale; Bouin deve passare così la notte in una cella.

 

   

Logico quindi che negli ultimi metri della finale, dopo una gara d'attacco, debba cedere al rivale finlandese. La fortuna non accompagnerà Bouin neanche nella vita: nel 1914 morirà in guerra. Gli Stati Uniti tornano vincenti nella velocità dove Ralph Cook Craig fa doppietta: oro nei 100 e 200 metri. Ma la gara dei 100 è segnata da un episodio misterioso: l'americano di colore Howard Drew, che era stato il migliore nelle semifinali, non si presenta al via della finale. Probabilmente il resto della squadra americana non voleva che a vincere fosse un atleta di colore. Un altro americano, George Horine è protagonista del salto in alto, non tanto per il risultato, un onesto terzo posto, quanto per il suo stile innovativo, il ventrale, che sarà adottato fino all'avvento del Fosbury negli anni '60. La maratona riserva anche stavolta grandi emozioni, putroppo però tragiche. Corsa in condizioni climatiche proibitive, la gara costringe molti atleti alla resa, vittime di insolazioni. Il portoghese Victor Lazaro, addirittura ha un malore al 30° km e dopo due giorni muore. Per la cronaca la gara va al sudafricano McArthur davanti al connazionale Gitshem.


Scandalo in piscina

Finalmente a Stoccolma viene ampliato il programma delle gare femminili e così le donne hanno accesso anche alle gare di nuoto e di tuffi. Questo nonostante l'opposizione di de Coubertin, secondo il quale i costumi sono troppo scandalosi. La prima stella del nuoto femminile olimpico è una ragazzina australiana non ancora 18enne, Fanny Durack, che vince i 100 stile libero. Nella gara maschile dei 100 sale alla ribalta un giovane americano che viene dalle isole Hawaii: Paoa Duke Kahanamoku. L'americano segna il nuovo record del mondo anche grazie al perfezionamento che porta al crawl. Anche le Olimpiadi successive saranno suo terreno di conquista.

I due fuoriclasse azzurri

La spedizione italiana, partita con grandi difficoltà economiche, è segnata dalla contemporanea presenza di due dei più grandi campioni dello sport italiano: Alberto Braglia e Nedo Nadi. Braglia si ripete ai livelli di Londra e domina nuovamente il concorso individuale della ginnastica. Rispetto a Londra, però, insieme al fuoriclasse modenese c'è anche una squadra di alto livello e così l'Italia conquista, oltre al terzo posto di Serafino Mazzarocchi nel concorso individuale, la medaglia d'oro nel concorso a squadre. L'altro fuoriclasse della spedizione azzurra è uno schermidore livornese di 19 anni, Nedo Nadi. A Stoccolma vince nel fioretto davanti all'altro italiano Pietro Speciale, ma la sua storia olimpica è appena all'inizio. Un'altra medaglia arriva dall'atletica: il bronzo del marciatore Fernando Altimani. Una curiosità: nel gruppo di atleti italiani che avrebbero dovuto essere a Stoccolma era inserita anche una donna, la tuffatrice Elda Fama, che però rinuncia. Bisognerà ancora spettare per vedere la prima donna italiana ai Giochi.
Il 12 luglio cala il sipario sui Giochi Olimpici di Stoccolma: un'edizione di alto livello organizzativo e tecnico, ma anche l'ultima prima delle Olimpiadi della morte, la Prima Guerra Mondiale.


MEDAGLIERE OLIMPIADI

   ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1.   Stati Uniti   25 19 19 63
2.   Svezia   24 24 17 65
3.   Gran Bretagna   10 15 16 41
4.   Finlandia   9 8 9 26
5.   Francia   7 4 3 14
6.   Germania   5 13 7 25
7.   Sud Africa   4 2 0 6
8.   Norvegia   4 1 4 9
9.   Ungheria   3 2 3 8
9.   Canada   3 2 3 8
11.   ITALIA   3 1 2 6
12.   Australasia   2 2 3 7
13.   Belgio   2 1 3 6
14.   Danimarca   1 6 5 12
15.   Grecia   1 0 1 2
16.   Russia   0 2 3 5
17.   Austria   0 2 2 4
18.   Olanda   0 0 3 3


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