Olimpiadi Parigi 1924

Il regalo al barone

Olimpiadi Parigi 1924Con i Giochi ormai consacrati a grande realtà e la sua avventura ai vertici del CIO ormai prossima alla fine, anche per problemi di salute, il barone De Coubertin chiede esplicitamente durante il Congresso del 1921 che assegna i Giochi di 3 anni più tardi, di designare la sua Parigi come sede delle Olimpiadi. E Parigi sarà, anche se in un primo tempo, i ritardi nella preparazione delle strutture fanno pensare al barone di spostare tutto a Los Angeles per evitare alla capitale francese un'altra figuraccia come quella del 1900. Ma tutto si aggiusta con l'intervento della Federazione francese di atletica che si preoccupa di ristrutturare gli impianti, costruirne di nuovi e realizzare un semplice villaggio olimpico. Il programma viene sfoltito, con 128 titoli in palio, ma l'evento si protrae ancora per quasi tre mesi. Purtroppo, poi, la politica si mette ancora in mezzo e così la Germania a causa dei contrasti con la Francia non partecipa. Non c'è neanche la Russia, alle prese con una difficile situazione interna e con la morte di Lenin

I Giochi di Nurmi

Il nome da accostare a Parigi 1924 è senz'altro quello del fondista finlandese Paavo Nurmi. Oscurato quattro anni prima da Nedo Nadi, nonostante tre ori vinti, Nurmi compie qui l'impresa più straordinaria di una carriera ai limiti del mito. Il finlandese è un uomo di ghiaccio, solitario, in gara un martello implacabile, l'uomo cronometro. Nurmi tiene un passo costante, regolare per tutta la gara e con il suo ritmo demolisce avversari e record. I primati mondiali a fine carriera saranno per lui 22, dai 1500 metri ai 10000. A Parigi Nurmi fa bottino pieno nelle campestri, oro individuale e a squadre, poi il 10 luglio è il giorno storico della doppietta 5000-1500, vinti ad un'ora di distanza l'una dall'altra. Ancora un paio di giorni e sono suoi i 3000 a squadre, che gli consegnano la sua ottava medaglia d'oro in due Olimpiadi. Per le concomitanze del programma non può partecipare ai 10000 che vanno al connazionale Villie Ritola, già battuto da Nurmi nei 5000. Ma l'appuntamento è solo rimandato di 4 anni. I finlandesi però non sono solo il grande Paavo Nurmi e rappresentano ancora la seconda forza dell'atletica appena dietro agli americani, con 12 ori a 10. Oro finlandese anche nella maratona con Albin Stenroos che stacca l'italiano Romeo Bertini.

Momenti di gloria

I nomi di Eric Liddell e di Harold Maurice Abrahams non diranno molto ai più, eppure la loro storia è una delle più emblematiche dei Giochi Olimpici per essere stata raccontata dal regista Hugh Hudson nel film Momenti di Gloria.
 

   

Liddell e Abrahams sono inglesi, entrambi sprinter, molto amici e grandi favoriti dei 100 metri. Sono diversissimi però in quanto a carattere: Liddell è uno schivo studente di teologia, Abrahams è estroverso e un po' spavaldo. La finale dei 100, però, si disputa di domenica e questo fa rinunciare Liddell, religiosissimo, che lascia campo libero all'amico avversario che va a vincere l'oro. Liddell prova a rifarsi nei 200 metri ma gli americani Scholz e Paddock gli sono davanti e sembrano cancellare i sogni del britannico di vincere un oro olimpico. Il capo della spedizione britannica, però, lo iscrive anche alla gara dei 400 metri, dove pure Liddell non ha tempi che lo collochino tra i primi. Il favorito è l'americano Alfred Fitch, ma Liddell parte fortissimo e la sua sofferta, ormai leggendaria, resistenza finale gli regala la medaglia d'oro. Dopo i Giochi Abrahams dovrà lasciare l'attività agonistica per un incidente, mentre Liddell, vent'anni dopo, morirà in un campo di concentramento giapponese, dopo essere stato missionario in Cina.

Tarzan in piscina

Il nuoto rivela uno dei campioni più grandi della storia di questo sport, l'americano Johnny Weismuller, che poi sarà anche un famoso attore nel ruolo di Tarzan. Nei 100 stile libero, Weismuller, deve vedersela col connazionale Duke Paoa Kahanamoku, l'hawaiano che ha già vnto nel 1912 e nel 1920. Weismuller cancella l'avversario siglando il primo tempo olimpico sotto il minuto, poi fa doppietta nei 400 stile libero battendo lo svedese Arne Borg e trascina la staffetta all'oro davanti all'Australia. Come se non bastasse l'americano, si dà anche alla pallanuoto, ma qui deve "accontentarsi" della medaglia di bronzo. Quattro anni dopo, ad Amsterdam, sarà ancora lui, e ancora di più, l'indiscussa stella della piscina.

Delusioni francesi

Le Olimpiadi parigine segnano un indubbio successo sia organizzativo che di partecipazione da parte del pubblico, ma anche qualche battuta d'arresto imprevista per i padroni di casa. Nel tennis, per esempio, dove i francesi presentano Borotra, Cochet, Lacoste e Brugnon, i quattro moschettieri vincitori di tante Coppe Davis. Il titolo del singolare però va all'americano Vincent Richards che piega in finale Cochet. Anche il doppio ha un epilogo simile: Richards in coppia con Hunter batte ancora Cochet e Brugnon. Anche nel torneo di rugby, all'ultima presenza olimpica, la Francia si presenta alla finale con l'oro già quasi in tasca, ma prendendo sotto gamba gli avversari americani riesce a perdere 18-3 e l'epilogo si traforma in una gigantesca rissa tra giocatori, forze dell'ordine e pubblico.


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