Olimpiadi Mosca 1980

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I campioni dell'URSS

A consegnare ancora qualche campione agli archivi di questa Olimpiade debbono pensarci i padroni di casa sovietici. Nel nuoto brilla Vladimir Salnikov, un ventenne destinato ad una longevità stupefacente per questo sport. Le sue vittorie sono a prova di boicottaggio: nei 1500 metri abbatte per primo la barriera dei 15 minuti, nei 400 segna un nuovo record olimpico e completa con la staffetta. Tre ori per un campione che nel 1984 arriverà ad un'imbattibilità di 61 gare consecutive sui 1500 metri. Tra le donne le solite bioniche tedesche dell'est spazzano via tutte dalla piscina facendo razzia di medaglie e record.
Nella ginnastica è grandissimo un altro sovietico, Aleksandr Dityatin, che raggiunge la finale in tutte e sei le specialità. Le gare si disputano tutte nello stesso giorno, il 25 luglio, che vede Dityatin salire per ben 6 volte sul podio. Inutile aggiungere che è suo l'oro del concorso generale e quello a squadre, dove è in compagnia di un altro grandissimo, Andrianov. Dityatin diventa così il primo atleta a vincere 8 medaglie (con 3 ori, 4 argenti, 1 bronzo) in una sola Olimpiade, ma soprattutto sale agli onori per un 10 che gli viene tributato al volteggio. E' il primo uomo ad ottenere questo punteggio, 4 anni dopo la prima assoluta della Comaneci. La ragazza rumena è ancora in pedana a Mosca, ma qualche punteggio delle giurie la penalizza un po' a favore della padrona di casa Davydova, che si aggiudica l'oro del concorso generale. Alla Comaneci non resta che consolarsi vincendo alla trave e al corpo libero: successi che ripagano anche l'attesa spasmodica con cui viene seguita dai media, curiosi di ritrovare la bambina prodigio che ormai bambina non è più.
Nel ciclismo impressiona il sovietico Soukhouroutchenkov che fa corsa a sé e potrebbe fare chissà cosa tra i professionisti, ma è impedito al grande salto dal regime comunista. Una storia simile a quella del pugile Teofilo Stevenson, che incamera il 3° oro di fila nei massimi.

Gli azzurri tornano grandi

A Mosca la rappresentativa italiana, senza bandiera e inno, si fa grande onore tornando a casa con un medagliere che fa dimenticare il disastro di Montreal. C'è il boicottaggio che riduce gli avversari, ma anche tra i nostri c'è chi deve restare a casa: ricordate la storia degli atleti dei corpi militari che sono costretti a non andare a Mosca? Tra di essi ci sono anche diversi possibili medaglisti, come il pentatleta Daniele Masala che dovrà aspettare Los Angeles per coronare il suo sogno olimpico. Il valore del medagliere quindi c'è tutto. Ai successi dell'atletica e dell'equitazione già visti, si aggiungono altri 4 ori. Il più prestigioso lo conquista un pugile napoletano, Patrizio Oliva,  che si impone nei superleggeri dimostrando un'eccellente classe che farà fruttare anche tra i pro. Nel judo Ezio Gamba si aggiudica il titolo dei pesi leggeri con una scappatoia alle imposizioni pre-Giochi. Gamba è infatti un carabiniere e non potrebbe partire per Mosca, ma pur di essere ai Giochi si congeda dall'Arma pochi giorni prima della partenza ed il suo coraggio è premiato. Oro anche per Claudio Pollio nella lotta libera e per Luciano Giovanetti nel tiro a volo. Quest'ultimo è spettatore, sul podio, di una scena curiosa, con la bandiera italiana che per errore sale sul pennone più alto al posto di quella olimpica. Uno splendido argento lo prende la nazionale di basket di Dino Meneghin, sconfitta solo dalla Jugoslavia, mentre resta quasi al palo la scherma con appena un argento dalla squadra di sciabola. Le ultime 4 medaglie sono di bronzo: la staffetta 4x400 dell'atletica guidata da Mennea, l'eterno Cagnotto nei tuffi dal trampolino, Ferrari nel tiro con l'arco, la classe star della vela. Mosca si chiude con un 8-3-4 per l'Italia. Ma intanto si pensa già all'Olimpiade americana che succederà a quella sovietica: sarà l'occasione per un riavvicinamento?


MEDAGLIERE OLIMPIADI

   ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1.   Unione Sovietica 80 69 46 195
2.   Germania Est 47 37 42 126
3.   Bulgaria 8 16 17 41
4.   Cuba 8 7 5 20
5.   ITALIA 8 3 4 15
6.   Ungheria 7 10 15 32
7.   Romania 6 6 13 25
8.   Francia 6 5 3 14
9.   Gran Bretagna 5 7 9 21
10.   Polonia 3 14 15 32
11.   Svezia 3 3 6 12
12.   Finlandia 3 1 4 8
13.   Cecoslovacchia 2 3 9 14
14.   Jugoslavia 2 3 4 9
15.   Australia 2 2 5 9
16.   Danimarca 2 1 2 5
17.   Brasile 2 0 2 4
17.   Etiopia 2 0 2 4
19.   Svizzera 2 0 0 2
20.   Spagna 1 3 2 6
21.   Austria 1 2 1 4
22.   Grecia 1 0 2 3
23.   India 1 0 0 1
23.   Belgio 1 0 0 1
23.   Zimbabwe 1 0 0 1
26.   Corea del Nord 0 3 2 5
27.   Mongolia 0 2 2 4
28.   Tanzania 0 2 0 2
29.   Messico 0 1 3 4
30.   Olanda 0 1 2 3
31.   Irlanda 0 1 1 2
32.   Uganda 0 1 0 1
32.   Venezuela 0 1 0 1
34.   Giamaica 0 0 3 3
35.   Libano 0 0 1 1
35.   Guyana 0 0 1 1


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