Olimpiadi Monaco di Baviera 1972

I Giochi del terrorismo

Olimpiadi Monaco di Baviera 1972E' la Germania ovest, con Monaco di Baviera, ad ospitare i Giochi del 1972, un'edizione che segna nuovi record di partecipazione sia per gli atleti (oltre 7000) che per le nazioni, che lancia grandi figure, uno su tutti Mark Spitz, ma che viene funestata da un evento tragico. Se già nelle edizioni precedenti i Giochi avevano dovuto fare i conti con le inquietudini del mondo ed in Messico una strage era arrivata sul perimetro dei cinque cerchi, qui l'escalation si completa e la violenza penetra all'interno del Villaggio Olimpico. Dopo una decina di giorni di gare in cui tutto fila liscio, all'alba del 5 settembre, un gruppo di terroristi palestinesi del gruppo "Settembre nero" sfugge ad ogni controllo e si introduce nel Villaggio. L'obiettivo dei terroristi è ovviamente la palazzina della squadra di Israele; nei momenti dell'irruzione restano uccisi un allenatore e un pesista israeliani, mentre altri nove atleti vengono presi in ostaggio. Seguono ore di angoscia, di trattative, con i terroristi che chiedono la liberazione di centinaia di prigionieri ad Israele in cambio della vita degli ostaggi. I Giochi vengono sospesi, la trattativa non si sblocca e i terroristi ottengono due elicotteri per essere trasferiti con gli atleti israeliani in un aeroporto militare da dove puntare verso l'estero. E' qui che la vicenda ha il suo drammatico epilogo: i tiratori scelti dei poliziotti tedeschi aprono il fuoco quando i terroristi scendono dagli elicotteri, questi rispondono ed è una carneficina. Tutti gli ostaggi israeliani restano uccisi, oltre a cinque terroristi ed un poliziotto. I Giochi si fermano per 34 ore, poi lo spettacolo va avanti. Una scelta, questa, che scatena numerose polemiche contro il presidente del CIO Avery Brundage. Bandiere a mezz'asta e cerimonie commemorative secondo molti non sono sufficienti, ma Brundage è irremovibile: i Giochi devono continuare.

Spitz nella storia

Per fortuna Monaco può essere ricordata anche per grandi imprese sportive. Il nome che resta impresso accanto al simbolo di queste Olimpiadi è quello di Mark Spitz. Il 22enne californiano anche stavolta fa grandi proclami alla vigilia, come 4 anni prima, e la sua dichiarazione nella quale afferma di voler vincere 7 medaglie d'oro, viene presa come una sbruffonata. Ci vuole poco però per capire che stavolta Spitz ha una superiorità devastante: scende in piscina continuamente tra batterie e finali, tra una premiazione e l'altra, senza apparente difficoltà e mietendo una serie imbarazzante di primati mondiali. Inizia con i 200 farfalla, un attimo dopo raddoppia con la staffetta 4x100 stile libero. Passano 24 ore e domina i 200 stile libero. Breve pausa ed eccolo trionfare nei 100 farfalla e nella staffetta 4x200 stile libero. Nei 100 stile libero viene considerato battibile, ma non è così ed arriva il 6° oro. Il finale è con l'ultima staffetta, la 4x100 mista dove disputa la frazione a farfalla e si prende il 7° titolo. Incredibilmente in ognuna delle 7 gare Spitz ha anche fatto segnare il nuovo record del mondo. I suoi otto giorni d'oro entrano di diritto nella storia dello sport: è il primo atleta a vincere sette medaglie d'oro nella stessa Olimpiade e a distanza di oltre trent'anni resta tra i soli quattro a vincere 9 ori olimpici in carriera.
La piscina regala un altro paio di bei personaggi: il tedesco dell'est Roland Matthes e l"australiana Shane Gould. Matthes si conferma dominatore del dorso con due ori ai quali si sommano un argento ed un bronzo nelle staffette. Nello squadrone tedesco orientale si nota anche una ragazzina 14enne, Kornelia Ender, che conquista tre argenti e farà grande strada, oltre a diventare la fidanzata dello stesso Matthes nelle successive Olimpiadi. Dall'Australia arriva invece la 16enne Shane Gould. La ragazzina è già una certezza con diversi record mondiali battuti e le manca solo una squadra alla su altezza nelle staffette per fare un bottino alla Spitz. Scende in vasca per ben 12 volte in 8 giorni, iniziando dai 200 misti dove approfitta della frazione a stile libero per distanziare tutte e vincere il 1° oro. Il giorno successivo viene però inaspettatamente superata nei 100 stile libero, ma la reazione della Gould è rabbiosa. Schianta tutte nei 400 stile abbattendo il record del mondo di oltre 2 secondi, ed anche nei 200 fa altrettanto. L'ultima medaglia è un argento negli 800. L'anno successivo Shane si ritirerà, giovanissima, dalle gare, riapparendo pubblicamente solo alle Olimpiadi di Sidney 2000 tra le ultime tedofore.

Da ragazzina e da... vecchietta

Come sempre dallo stadio dell'atletica emergono tante figure di spicco. Tra coloro che stupiscono c'è una ragazzina della Germania Occidentale, la sedicenne Ulricke Meyfarth, la meno quotata dello squadrone teutonico nel salto in alto.

 

   

Ulricke però migliora il proprio record personale di ben 7 centimetri durante la gara olimpica e questo le vale l'oro e un primato mondiale eguagliato a 1.92. Monaco si può così coccolare questa stellina, che diventa la più giovane a vincere un oro nell'atletica in tutta la storia olimpica. La cosa curiosa è che la stessa Meyfarth rivincerà le Olimpiadi a Los Angeles nel 1984 sulla nostra Simeoni, diventando la più vecchia a vincere il salto in alto in alto in tutte le edizioni olimpiche.
Dalla velocità arriva una grossa novità: il sovietico Valery Borzov intasca gli ori sia nei 100 che nei 200 metri, anche se nella gara breve è favorito dall'assenza di due americani, Hart e Robinson, che arrivano in ritardo alla partenza dei turni eliminatori e vedono, così, incredibilmente, svanire le proprie velleità. Sui 200 invece la vittoria di Borzov non ha dubbi, avvalorata anche da un 20'' netto che è un tempo eccellente. Nel mezzofondo riappare la Finlandia, la terra dei grandi d'anteguerra. Pekka Vasala batte il keniano Keino nei 1500 metri, ma è soprattutto Lasse Viren a segnare la manifestazione. Su Viren circolano strane voci di nuove pratiche di doping, comunque a Monaco è protagonista di gare straordinarie: sui 10000 è vittima di una caduta e deve compiere una prodigiosa rimonta che lo porta a superare sul rettilineo finale il belga Puttermann con l'oro ed il primato mondiale. Nei 5000 si ripete con un'altra volata irresistibile e completa la doppietta. Entusiasma anche un ugandese, John Akii-Bua, che nonostante sia costretto nella finale dei 400 ostacoli a correre nella corsia più scomoda, la prima, vince segnando un primato del mondo. L'oro di Akii-Bua in una specialità così tecnica e difficile è segno della grande crescita complessiva dell'Africa, che con i keniani porta a casa anche i 3000 siepi e la staffetta 4x400.


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