Olimpiadi Los Angeles 1932

Si torna in America

Olimpiadi Los Angeles 1932A 28 anni dal disastro di Saint Louis le Olimpiadi approdano ancora negli Stati Uniti. Come già successo per Parigi la seconda edizione è quella del riscatto. Gli americani mettono in campo tutta la loro forza organizzativa e finanziaria in grande anticipo e così la profonda crisi economica del 1929 trova la macchina Giochi in gran parte già funzionante. Centro agonistico delle Olimpiadi è il Memorial Coliseum Stadium, un immenso impianto che ospita oltre 100.000 spettatori dove si svolgono le gare di atletica. All'avanguardia anche il Villaggio Olimpico: sono 550 villini con impianti per gli allenamenti, cinema, ospedale, in cui sono alloggiati atleti, allenatori, accompagnatori. Solo uomini, però. Le 127 donne che partecipano a Los Angeles '32 vengono sistemate in albergo. La partecipazione complessiva di atleti è inferiore rispetto a 4 anni prima, un po' per la difficoltà della trasferta per molti paesi europei, un po' per le nuove regole imposte dal CIO che limitano a 3 il numero di partecipanti ad una gara per ogni singola nazione. Partecipa però per la prima volta la Cina, anche se il suo ingresso per ora sportivamente non si fa notare granchè.

Ninì e gli americani

Le gare di corsa, soprattutto nella velocità tornano dominio Usa. 100 e 200 sono entrambi vinti da Thomas Edward Tolan, ma con episodi particolari. Nei 100 Tolan e l'altro americano Ralph Harold Matcalfe tagliano il traguardo contemporaneamente. Senza le odierne tecnologie sarebbe impossibile stabilire il vincitore, ma i giudici decidono per Tolan. Nei 200 Matcalfe è ancora più sfortunato: finisce ancora dietro a Tolan ma si accorge che la misurazione delle corsie non è corretta ed ha percorso almeno un metro in più rispetto al vincitore. La classifica viene però omologata e Matcalfe resta così uno degli atleti più sfortunati della storia olimpica. Gli americani dominano anche le staffette, il decathlon e i 400 con Williams Carr al nuovo record del mondo con 46'2''. Anche i giapponesi cominciano a mettersi in mostra e qui vincono il salto triplo con Nambu. Anche il vecchio Paavo Nurmi vorrebbe essere ancora protagonista, stavolta nella maratona, ma viene accusato di professionismo e per questo squalificato. La vittoria della maratona va così ad un argentino, Juan Carlos Zabala. Ai finlandesi non resta che consolarsi con i 3000 siepi di Volgari Iso Hollo. Ma grande protagonista nell'atletica è anche il nostro Luigi Beccali, detto Ninì. Beccali, milanese di 24 anni, corre la finale dei suoi 1500 metri il 4 agosto. All'inizio la gara vede in testa l'americano Cunningham con l'azzurro nelle retrovie. Ma all'ultimo giro lo statunitense comincia a cedere e Beccali si mette in scia all'inglese Cornes che cerca l'inseguimento, per poi battere tutti sul rettilineo finale.

Non solo donne

Nonostante la partecipazione femminile non sia ancora molto cospicua (127 atlete) le storie di un certo spessore non mancano, anzi è proprio una ragazza la grande protagonista di Los Angeles '32.

 

   

Mildred Ellen Didrikson, detta "Babe" è una ragazza 21enne americana ma di origine norvegese. Mildred ha la capacità di emergere in specialità diverse dell'atletica ma addirittura in molti altri sport. Il regolamento dei Giochi le permette di partecipare a non più di 3 gare e lei vince il lancio del giavellotto e gli 80 ostacoli. Nella terza gara, il salto in alto, si classificherebbe prima a pari merito con la connazionale Jean Shiley. Succede però che i giudici reputino lo stile di "Babe" non conforme ai regolamenti dell'epoca e gli assegnino il secondo posto. Resta comunque, nonostante questo episodio la sua grandezza: senza le imposizioni dei regolamenti avrebbe potuto primeggiare un po' ovunque e lo farà in altri sport nel corso della carriera (soprattutto nel golf) prima di morire ad appena 45 anni per un tumore. Un'altra atleta che si fa notare è la velocista polacca Stanislawa Walasievicz che vince l'oro nei 100 e sigla il nuovo record del mondo, 11'9''. Ma su di lei si accende qualche dubbio e sono dubbi ben fondati visto che alla morte (nel 1980) si scoprirà che Stanislawa era a tutti gli effetti un uomo.

Sol Levante in piscina

Se l'atletica segna un indubbio successo statunitense il nuoto è invece per i padroni di casa una debacle assoluta. Si salva solo Clarence Linden Crabbe sui 400 stile libero. Come il suo illustre predecessore Weismuller anche Crabbe passerà ad Hollywood come Tarzan ma anche come Flash Gordon. Il resto della rassegna in piscina però, è tutto un dominio giapponese: alla fine infatti ben 5 ori su 6 sono al collo di atleti del Sol Levante. Nel medagliere finale dei Giochi i giapponesi, a conferma della loro imperiosa crescita, contano 18 medaglie con 7 ori. Agli americani non resta che rifarsi con i successi in campo femminile di Helene Madison, che è la mattatrice con 3 ori.


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