Olimpiadi invernali: Salt Lake City 2002

Da Nagano le Olimpiadi Invernali si spostano in America per Salt Lake City 2002. E' il primo grande evento internazionale dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre e la paura di nuovi attentati costringe ad un'edizione blindatissima. Le misure di sicurezza sono asfissianti. Quella di Salt Lake City, purtroppo, passa alla storia come un'edizione segnata da molti scandali. Si scopre che gli organizzatori hanno corrotto alcuni membri del CIO per ottenere l'assegnazione dei Giochi. Per questo la procedura di assegnazione delle Olimpiadi sarà modificata e diversi membri del CIO saranno rimossi dal loro incarico.
Anche alcuni sportivi danno pessima prova di sé: il tedesco naturalizzato spagnolo Muehlegg e le russe Lazutina e Danilova vengono trovati positivi all'antidoping dopo aver vinto ori in serie nello sci di fondo. Anche i giudici in alcuni casi fanno parlare: nel pattinaggio artistico si scopre che un giurato francese è stato corrotto dai russi per favorire la vittoria nella gara di coppia. Olimpiadi invernali Salt Lake City 2002A farne le spese è la coppia canadese. Ci sono reclami, appelli, minacce di abbandono dei Giochi da parte dei russi finchè il CIO decide di assegnare la medaglia d'oro a canadesi e russi a pari merito.
Per fortuna ci sono anche imprese sportive di ben altro rango. Il norvegese Ole Einar Bjorndalen è imbattibile nel biathlon. Commette qualche errore nel tiro, ma con gli sci ai piedi è inavvicinabile. Strepitosa è la vittoria nella 20 km, dove rimedia ad un doppio errore al poligono vincendo la prima delle sue 4 medaglie d'oro.
Nello sci alpino è la croata Janica Kostelic ad impressionare. Potente e leggera allo stesso tempo, la Kostelic ha una carriera costellata di infortuni che la costringeranno al ritiro ad appena 24 anni. A Salt Lake City però è in piena forma. Vince in combinata, slalom e gigante, mentre nel supergigante commette un piccolo errore che la relega al 2° posto dietro alla romana Daniela Ceccarelli, una meteora. La Kostelic è la prima sciatrice a vincere 4 medaglie in una sola edizione. In discesa la poderosa francese Carole Montillet toglie alla nostra Kostner la gioia della vittoria e tra gli uomini la spedizione italiana a Salt Lake City resta all'asciutto. Riemerge invece il vecchio Aamodt, il norvegese già campione nel 1992 e che nei grandi appuntamenti si risveglia improvvisamente. A 10 anni di distanza ripete la vittoria in supergigante e conquista anche la combinata davanti all'astro nascente Bode Miller. Assente Maier per un grave incidente in moto in cui rischia una gamba, l'Austria si rifà con Fritz Strobl in discesa e con Eberharter, eternamente sconfitto da Maier, in gigante. Nel slalom, invece, si registra un'ecatombe di favoriti e a festeggiare alla fine sono i francesi che fanno doppietta con Vidal ed Amiez.

Grande curiosità la suscita l'australiano Steven Bradbury nello short track. In tutti i turni eliminatori sarebbe ultimo ma riesce sempre a salvarsi grazie a cadute in extremis e squalifiche degli avversari. In finale il copione si ripete per l'ennesima volta: Bradbury è ultimo staccatissimo ma all'ultima curva tutti i suoi avversari cadono uno sopra all'altro e lui può conquistare beatamente l'oro. Sorprende anche la vittoria dello svizzero Simon Amman, soprannominato Harry Potter, doppio oro nel salto senza aver mai vinto prima una gara in tutta la carriera. La combinata nordica trova il suo mattatore nel finlandese Sampa Lajunen, tre volte sul gradino più alto. Nel pattinaggio velocità arriva una cascata di record del mondo grazie anche ai benefici dell'altitudine. L'olandese Uytdehaage vince 2 ori e un argento, la tedesca Pechstein è oro per la terza volta di fila nei 5000 metri. L'universalità dello sport invernale valica nuovi confini: la Cina conquista la sua prima medaglia (nello short track), mentre Vonetta Flowers è la prima atleta di colore a vincere un oro alle Olimpiadi Invernali, impresa che riesce nel bob femminile. Anche nella squadra canadese di hockey che si aggiudica la vittoria c'è un atleta di colore. A conferma dell'espansione del movimento sono ben 18 le nazioni che conquistano almeno un oro a Salt Lake City.



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