Olimpiadi invernali: da Saintz Moritz a Cortina

Olimpiadi invernali Saint Moritz 1948

La storia delle Olimpiadi Invernali riprende a scorrere solo nel 1948, dopo 12 anni vissuti tra distruzioni e lutti. Dopo Garmisch 1936 sarebbe dovuta essere la volta di Sapporo '40. Il Cio, però, ritira l'assegnazione alla città giapponese dopo l'invasione nipponica in Cina. In extremis si candidano Garmisch e Saint Moritz, dove le strutture sono già pronte, per sostituire Sapporo, ma la guerra cancella tutto.

nino bibbia Olimpiadi invernali 1948Si ricomincia a parlare di Olimpiadi nel 1948. Per i Giochi Invernali il Cio sceglie ancora Saint Moritz: grazie alla neutralità della Svizzera la città è rimasta intatta ed è pronta all'evento. A Saint Moritz 1948 arriva finalmente una soddisfazione per l'Italia. Nino Bibbia vince l'oro nello skeleton: è la prima medaglia italiana nella storia delle Olimpiadi Invernali. Anche la Francia muove per la prima volta il suo medagliere grazie ad Henry Oreiller, il personaggio più ammirato dei Giochi che fa sua la discesa e la combinata dello sci alpino. Curiosa la vicenda dell'americana Gretchen Frazer: è costretta ad aspettare per ben 17 minuti al cancelletto di partenza in attesa di gareggiare nello slalom a causa di un problema ai cronometraggi. Nonostante tutto non si scompone e va a vincere.

Olimpiadi invernali Oslo 1952

Nel 1952 le Olimpiadi Invernali si spostano in Norvegia, ad Oslo. Siamo nella casa natale dello sci moderno e si pensa di simboleggiarlo facendo accendere la fiamma olimpica nel caminetto di casa di uno dei pionieri dello sci, Sondre Nordheim. L'Italia festeggia una delle glorie del suo sport, Zeno Colò. Dopo aver conquistato il Mondiale di Aspen, lo sciatore dell'Abetone si ripete anche nella discesa libera di Oslo 1952. Va sul podio anche Giuliana Minuzzo, bronzo in discesa e prima donna italiana medagliata nella storia delle Olimpiadi Invernali. I norvegesi si esaltano per il campione di Oslo Hjalmar Andersen, triplo oro nel pattinaggio con distacchi abissali su tutti i rivali. Altro norvegese di successo è Stein Eriksen che si aggiudica lo slalom gigante, alla prima apparizione nel programma olimpico. Eriksen, però, diventerà ancora più famoso come l'ideatore del freestyle, lo sci acrobatico che tanti anni più tardi diventerà disciplina olimpica.

Olimpiadi invernali Cortina 1956

L'Italia può finalmente ospitare le Olimpiadi Invernali nel 1956, grazie a Cortina. Nella perla delle Dolomiti fa furore Toni Sailer, un vero personaggio da copertina. Il campione austriaco fa piazza pulita del programma di sci alpino. Slalom, gigante e discesa sono suoi, con dimostrazioni di superiorità imbarazzanti. Toni Sailer Cortina 1956Nel gigante infligge al secondo arrivato un distacco di 6.2 secondi, il più alto mai registrato in una gara olimpica di sci alpino. Chiusa la carriera Sailer sarà preso in prestito dal cinema.

A Cortina 1956 per la prima volta ci sono i russi e si notano: nell'hockey cancellano la storica supremazia canadese, nel fondo spezzano l'egemonia scandinava e si appropriano del pattinaggio. A fine Giochi sono proprio i russi in testa al medagliere. Piace la storia dell'americana Albright: a poche settimane dai Giochi di Cortina si era lacerata profondamente una gamba col suo pattino dopo una caduta. Per i medici non ci sono speranze di recupero in vista delle Olimpiadi, ma contro tutti i pareri la Albright, con una forza d'animo incrollabile, non solo è presente a Cortina ma vince addirittura la medaglia d'oro dell'artistico. Una delle tante storie di vita raccontate dalle Olimpiadi. L'Italia è grande nel bob con doppietta oro – argento nel doppio e un argento nel bob a 4. Tutte imprese consegnate alla storia anche grazie alla RAI, che a Cortina è la prima televisione al mondo a trasmettere un'edizione dei Giochi Olimpici.



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