Per le Olimpiadi Invernali del 1998 il CIO sceglie la giapponese Nagano. Non è una decisione felicissima. Le Olimpiadi di Nagano non hanno grande atmosfera, c'è una presenza asfissiante di sponsor e poco calore umano. Tuttavia le gare non deludono. Il programma accoglie lo snowboard, il curling, l'hockey femminile. La novità più grande, però, è l'apertura totale al professionismo, che spalanca le porte ai campioni di hockey della NHL, il ricchissimo campionato americano. Statunitensi e canadesi presentano delle squadre zeppe di stelle della NHL, ma a sorpresa i due squadroni finiscono fuori presto e il titolo è della meno reclamizzata Repubblica Ceca.
Il campione più ammirato a Nagano 1998 è lo sciatore austriaco Hermann Maier.
è soprannominato Herminator per la straordinaria forza fisica con cui spazza via gli avversari. A Nagano si attendono sfracelli ma il suo inizio è drammatico: nella discesa libera commette un errore e vola via a 100 all'ora oltre le barriere di protezione. Miracolosamente ne esce illeso e tre giorni dopo è in pista nel supergigante dove torna Herminator e vince, ripetendosi nel gigante. E' Maier la nuova stella dello sci, mentre si conclude la parabola di Alberto Tomba. Il bolognese a Nagano decide di scendere in pista in gigante, dove non è più ai livelli eccelsi di un tempo, e rimedia una brutta caduta che gli compromette anche lo slalom, la sua gara, dove vince il norvegese Buraas. Poche settimane dopo Tomba annuncerà il ritiro dallo sci. Tra le donne la prima pagina è tutta per Deborah Compagnoni, elegante e superba nella sua riconferma dell'oro in gigante, dove rifila distacchi d'altri tempi. La valtellinese diventa la prima sciatrice a vincere un oro in tre edizioni delle Olimpiadi Invernali. La Compagnoni si aggiudica anche l'argento dello slalom, battuta solo dalla tedesca Gerg. Nella velocità si conferma il talento dell'altra tedesca Seizinger, mentre la nostra Kostner delude.
Nel fondo la Norvegia si prende la rivincita sugli azzurri nella staffetta, ancora comunque bravissimi all'argento. Gli scandinavi possono salutare l'incredibile carriera di Bjorn Daehlie, che dà il commiato alle Olimpiadi conquistando altri tre ori che lo portano in testa alle classifiche d'ogni tempo nel suo sport: ben 12 medaglie di cui 8 d'oro per il norvegese! Quello che fanno i norvegesi tra gli uomini lo ripetono le russe tra le donne, dove la Lazutina fa tripletta d'oro ma concluderà la carriera ingloriosamente con una squalifica per doping quattro anni più tardi. La Di Centa è ormai a fine carriera e la Belmondo deve arrendersi al sospetto strapotere russo. Per la Belmondo c'è comunque l'argento della 30 km e il bronzo della staffetta, mentre tra gli uomini Silvio Fauner si fregia del bronzo nella 30 km.
I giapponesi trovano il loro eroe nazionale nel saltatore Funaki. Ottenendo punteggi perfetti e mai visti regala 2 ori al suo paese. Nel pattinaggio è invece la tradizione olandese a prevalere continuando a sfornare sempre nuovi talenti. Stavolta sono Marianne Timmer e Gianni Romme ad imporsi con 2 ori a testa. Entra nella storia il tedesco Georg Hackl: il suo slittino è d'oro per la quarta Olimpiade di fila, una sequenza di successi mai riuscita in nessuno sport ai Giochi Invernali. Un altro record viene battuto nel pattinaggio artistico da Tara Lipinski che con i suoi 15 anni e 255 giorni diventa la più giovane medaglia d'oro della storia dei Giochi, anche se la sua carriera resterà un bagliore velocissimo. Dopo il titolo di Nagano, infatti, la ragazzina americana si dedicherà al mondo dello spettacolo, complice anche un serio infortunio all'anca.
A Nagano l'Italia vede dimezzarsi il suo bottino di medaglie rispetto a Lillehammer. I 10 podi conquistati sono comunque un risultato che soddisfa, anche se gli ori sono solo 2. Oltre alla Compagnoni conquistano il titolo Gunther Huber ed Antonio Tartaglia nel bob a 2. Torna nel medagliere azzurro il biathlon grazie all'argento di Pieralberto Carrara. Armin Zoeggeler continua la sua progressione: stavolta lo slittinista altoatesino è battuto solo dal grande Hackl. Argento anche per Thomas Prugger che nello snowboard per un attimo accarezza il sogno della vittoria. Il vincitore, il canadese Rebagliati, viene pescato all'antidoping per cannabis. Il Cio lo squalifica, ma successivamente e dopo grandi discussioni, Rebagliati viene riammesso.
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