Olimpiadi invernali: Lillehammer 1994

Ad appena 2 anni da Albertville, nel 1994 la famiglia olimpica si ritrova in Norvegia, a Lillehammer, per lo sfalsamento di date tra Olimpiadi Invernali ed Estive deciso dal CIO nel 1986. L'amore per lo sport e per la natura dei norvegesi fa di queste Olimpiadi Invernali un successo strepitoso: sono in tanti ad innamorarsi della piccola, incantevole, Lillehammer ed ancora oggi questa edizione è considerata la più riuscita della storia.
La vicenda che più appassiona prima dei Giochi è quella di due campionesse del pattinaggio artistico, le americane Nancy Kerrigan e Tonya Harding. Succede che la Kerrigan viene aggredita dall'ex marito ed allenatore della Harding alcuni mesi prima dei Giochi. I media di tutto il mondo trasformano la storia in una specie di reality, ma tutta questa attenzione non porta bene né all'una né all'altra. A Lillehammer, infatti, è l'umile ucraina Oksana Baiul a vincere il titolo.
Olimpiadi invernali Lillehammer 1994I padroni di casa conoscono una sconfitta cocente nel fondo. Nella staffetta maschile, la gara più attesa, gli azzurri se la giocano metro su metro con i maestri norvegesi e alla fine Silvio Fauner riesce a battere il campionissimo Daehlie in una volata finale mozzafiato. Per i norvegesi è un dramma nazionale, per i nostri De Zolt, Vanzetta, Albarello e Fauner c'è un posto nella storia dello sport. La doppietta di ori di Daehlie nelle gare individuali non rianima lo squadrone norvegese, mentre gli azzurri aggiungono due bronzi individuali con Fauner e Albarello. Se nel fondo maschile c'è una squadra strepitosa, tra le donne l'Italia ha una stella luminosissima, la friulana Manuela Di Centa. Nell'eterno duello con la Belmondo stavolta è lei a prevalere nettamente. Più primadonna e con un carattere più difficile della rivale, la Di Centa fa un po' squadra a sé ma a Lillehammer 1994 sembra volare. Batte tutte nella 15 e nella 30 km, è argento nelle altre due gare individuali e bronzo in una staffetta che non decolla anche per i difficili rapporti interni tra le due campionesse. Solo la russa Yegorova la contrasta, con i suoi 2 ori individuali e quello di staffetta, ma su di lei e su molte sue compagne pesano gravi sospetti di doping che qualche anno più avanti troveranno conferme.
Lo sci alpino porta grandi sorprese: la discesa è dell'americano Tommy Moe, una meteora, gigante e supergigante del tedesco Markus Wasmeier, uno sciatore ormai a fine carriera che per una manciata di centesimi si mette in tasca il doppio oro. In slalom Tomba sbaglia la prima manche ed è una furia nella seconda con una spettacolare rimonta che lo riporta sul podio alle spalle dell'austriaco Stangassinger. Tra le donne incantano Deborah Compagnoni, regina del gigante, e la tedesca Seizinger, maestra della velocità con l'oro in discesa. Si fa conoscere una giovane altoatesina, Isolde Kostner, due volte bronzo in discesa e supergigante.
I padroni di casa si entusiasmano per il pattinatore Koss, mattatore sull'ovale con 3 ori e altrettanti record del mondo. L'unica gara del programma che sfugge alla sua egemonia, i 500 metri, è dell'americano Jansen, che corona un lungo inseguimento all'oro olimpico. Plurititolato ai Mondiali e in tutte le altre manifestazioni di spicco, Jansen ha sempre fallito le Olimpiadi. Lillehamer è la sua ultima chance: sta volando verso l'oro quando alla curva finale sbanda e rischia la caduta, ma riesce ad aggrapparsi alle lamine dei pattini e mettersi al collo la tanto sospirata medaglia d'oro. C'è ancora l'altra americana Bonnie Blair, eterna, che conquista il quinto oro di una splendida carriera. Gloria anche per la canadese Bedard, che si aggiudica entrambe le gare individuali del biathlon, e per la coppia russa Gordeeva – Grinkov che torna al titolo nell'artistico a 6 anni di distanza.
L'Italia raggiunge a Lillehammer il punto più alto della sua storia alle Olimpiadi Invernali. Sono addirittura 20 le medaglie che conquistiamo, tra cui 7 ori. La novità è lo short track dove vinciamo la staffetta maschile e un argento individuale con Mirko Vuillermin. Anche lo slittino regala grandi soddisfazioni: Gerda Weissensteiner è oro nel singolo, Brugger e Huber la imitano nel doppio, dove si bissa con l'argento del secondo equipaggio. Si nota anche un giovane carabiniere altoatesino che diventerà un grandissimo: è Armin Zoeggeler, bronzo nel singolo. L'ultima medaglia arriva dal bob, il bronzo della coppia Huber – Ticci.



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