Olimpiadi Città del Messico 1968

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L'invenzione di Fosbury

A Città del Messico nasce una nuova era per il salto in alto. Ad aprirla è un giovane americano, Dick Fosbury, che mette letteralmente sottosopra la tecnica di salto usata fin lì. Fosbury scavalca l'asticella di schiena anziché centralmente come fatto da tutti gli altri e la sua invenzione sembra subito funzionare, oltre che essere calamita per pubblico ed addetti ai lavori. L'americano arriva a 2 metri e 24 vincendo l'oro: in pochi anni tutti i saltatori useranno il suo stile. Altro atleta che entra nella storia è Al Oerter, dominatore da anni nel lancio del disco, che si prende qui il suo 4° oro olimpico nella stessa disciplina: un'impresa che non era mai riuscita a nessun altro. Una prima volta è anche quella di Jim Hines, americano, che è il primo a vincere i 100 metri con un tempo sotto i 10 secondi, esattamente 9.95.

Un futuro da campioni

La kermesse della boxe lancia anche qui un grande massimo, Gorge Foreman, che farà la storia da professionista, sarà più volte campione del mondo e desterà scalpore per i suoi combattimenti a tardissima età. Qui intanto mette al tappeto il nostro Giorgio Bambini e il sovietico Chepulis, mettendosi al collo l'oro. Anche il ciclismo inserisce nel suo albo un campione che farà mirabilie da vecchietto, l'olandese Joop Zoetemelk che befferà tutti quanti nell'85, al Mondiale del Montello, alla soglia dei 40 anni. In Messico è il leader del quartetto della 100 km che vince l'oro davanti alla Svezia dei 4 fratelli Petterson. Non sarà molto glorioso invece, il futuro di Pierfranco Vianelli che vince la gara in linea di ciclismo con una fuga da campione, ma tra i pro non lascerà grande traccia. Dalla piscina emergono le prime bracciate dello spavaldo Mark Spitz, un americano che arriva in Messico tra grandi autoproclami di vittorie e record. In realtà vince solo nelle staffette, ma avrà più avanti la sua grande rivalsa. E se Schollander tramonta inesorabilmente (argento nei 200 stile) e Spitz non è ancora al top c'è allora l'australiano Michael Wenden a prendersi il trono della piscina con il doppio oro 100-200 stile libero. Bel successo anche per il tedesco dell'est Roland Matthes, 2 ori nel dorso, che si rivela un personaggio anche a bordo vasca: le sue conquiste amorose tra le colleghe daranno di che parlare. C'è gloria anche per un messicano in piscina, Felipe Munoz, che si impone sorprendentemente, e tra il delirio del pubblico, nei 200 rana. Tra le donne è l'americana Debbie Meyer a farla da padrona: suoi i 200, 400 e 800 stile libero, che fanno di questa 16enne la prima a vincere 3 ori in piscina nella stessa Olimpiade. Si viola anche un altro tabù: per la prima volta un atleta è pizzicato all'antidoping. La prodezza è firmata da uno svedese che gareggia nel pentathlon, Liljenwall, ma il suo caso è davvero banalissimo: qualche bevuta di troppo fa scattare un tasso alcolico eccessivo e la squalifica.

Una piccola Italia

In Messico l'Italia deve accontentarsi di uno dei forzieri più miseri della storia olimpica, con solo 3 ori, 4 argenti, 9 bronzi. Detto della vittoria di Vianelli nel ciclismo, si aggiungono canottaggio e tuffi a colorare un po' d'oro il bilancio. Baran e Sambo con il timoniere Cipolla si aggiudicano la gara del 2 con, e i tuffi confermano il grande talento di Klaus Dibiasi, l'altoatesino già medagliato a Tokyo. Dibiasi deve vedersela con un messicano, Alvaro Gaxiola, cosa quanto mai insidiosa in una specialità dove il giudizio degli arbitri è tutto. Ma la superiorità dell'azzurro è premiata con l'oro dalla piattaforma a cui si aggiunge un argento dal trampolino. Altre medaglie le conquistano i canottieri del 4 senza, la 100 e l'inseguimento di ciclismo, sempre di bronzo e Giordano Turrini, argento nella velocità di ciclismo su pista. Deludente la scherma, con l'argento della squadra di sciabola e il bronzo di Saccaro nella spada. L'atletica è di bronzo con Eddy Ottoz sui 110 ostacoli, la vela nelle classi Star e Finn, il tiro d'argento con Romano Garagnani.


MEDAGLIERE OLIMPIADI

   ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1.   Stati Uniti 45 28 34 107
2.   Unione Sovietica 29 32 30 91
3.   Giappone 11 7 7 25
4.   Ungheria 10 10 12 32
5.   Germania Est 9 9 7 25
6.   Francia 7 3 5 15
7.   Cecoslovacchia 7 2 4 13
8.   Germania dell'ovest 5 11 10 26
9.   Australia 5 7 5 17
10.   Gran Bretagna 5 5 3 13
11.   Polonia 5 2 11 18
12.   Romania 4 6 5 15
13.   ITALIA 3 4 9 16
14.   Kenya 3 4 2 9
15.   Messico 3 3 3 9
16.   Jugoslavia 3 3 2 8
17.   Olanda 3 3 1 7
18.   Bulgaria 2 4 3 9
19.   Iran 2 1 2 5
20.   Svezia 2 1 1 4
21.   Turchia 2 0 0 2
22.   Danimarca 1 4 3 8
23.   Canada 1 3 1 5
24.   Finlandia 1 2 1 4
25.   Etiopia 1 1 0 2
25.   Norvegia 1 1 0 2
27.   Nuova Zelanda 1 0 2 3
28.   Tunisia 1 0 1 2
29.   Venezuela 1 0 0 1
29.   Pakistan 1 0 0 1
31.   Cuba 0 4 0 4
32.   Austria 0 2 2 4
33.   Svizzera 0 1 4 5
34.   Mongolia 0 1 3 4
35.   Brasile 0 1 2 3
36.   Belgio 0 1 1 2
36.   Corea del Sud 0 1 1 2
36.   Uganda 0 1 1 2
39.   Giamaica 0 1 0 1
39.   Camerun 0 1 0 1
41.   Argentina 0 0 2 2
42.   Grecia 0 0 1 1
42.   India 0 0 1 1
42.   Taiwan (Taipei) 0 0 1 1


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