Olimpiadi Barcellona 1992

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Sei volte Scherbo

Dalla ginnastica emerge una delle più grandi star di sempre, il bielorusso Vitaly Scherbo, che gareggia sotto le insegne della CSI. Scherbo è il ginnasta più completo che si sia mai visto ed i suoi esercizi sono al limite della perfezione agli anelli come al volteggio e agli altri attrezzi. Conquista 6 medaglie d'oro di cui 4 nella stessa giornata, un poker mai verificatosi in tutta la storia dei Giochi. Il 7° oro, al corpo libero, gli sfugge per poco, per un errore nel finale dell'esercizio. Scherbo diventa comunque il primo ginnasta a vincere 6 ori nella stessa Olimpiade. Il futuro però non sarà altrettanto dorato per Scherbo: dopo un incidente in auto, in cui lui resta ferito e la moglie finisce in coma, cade nell'alcolismo. La favola però avrà lieto fine: la moglie di Vitaly si riprenderà e ad Atlanta il campione sarà di nuovo in pedana dopo aver superato tutti i suoi problemi.

La principessa ungherese

Dopo essere diventata la più giovane campionessa olimpica quattro anni prima (titolo strappatogli qui dalla giapponese Iwasaki) l'ungherese Pristina Egerszegi si impone qui come una vera principessa della piscina. Forte, elegante, e così lontana dalle macchine della DDR imbattibili nelle edizioni precedenti, la Egerszegi trionfa nei 400 misti e nelle due gare di dorso, 100 e 200. Le tedesche, dal canto loro, spariscono dalle scene dopo la riunificazione della Germania, ma in compenso arrivano le cinesi: dalla padella nella brace, pensano gli scettici di fronte alle vittorie delle orientali, che si impongono nei 50 e nei 100 stile libero. Limpida è senz'altro la vittoria di Janet Evans, la tricampionessa di Seoul che si ripete negli 800 stile libero. Tra gli uomini sale alla ribalta un russo, Alexandr Popov, destinato a scrivere la storia. Qui vince sia i 50 che i 100 stile libero iniziando il suo lungo regno nella velocità che lo porterà ad essere uno dei campioni più celebrati della storia del nuoto. I misti incoronano ancora l'ungherese Tamas Darnyi, doppio oro come a Seoul, e spicca anche un altro russo, Sadowyi che vince 200 e 400 stile libero oltre alla 4x200.
Nella boxe si impone all'attenzione il massimo cubano Felix Savon che inizia qui la rincorsa allo stesso tris realizzato da Stevenson. Una storia curiosa arriva dall'hockey prato: il tedesco Andreas Keller vince l'oro con la sua nazionale. Non ci sarebbe niente di strano fin qui, se non che Keller è figlio e nipote di medaglisti olimpici: il padre ha vinto un oro nel '72, il nonno un argento nel '36!
La Spagna padrona di casa è la grande sorpresa dei Giochi, con ben 13 ori. Uno dei più attesi è quello del calcio, dove però gli arbitri la trattano con i guanti di velluto. Sono invece ineccepibili le vittorie di Cuba nella pallavolo femminile e del Brasile in quella maschile, dove l'Italia di Velasco è eliminata nei quarti di finale dall'Olanda, un destino che si ripeterà.
I tuffi celebrano una ragazzina cinese, Fu Mingxia, che ad appena 13 anni vince dalla piattaforma. E' un vero prodigio: l'anno prima ha vinto già il Mondiale diventando la più giovane atleta a vincere un titolo Mondiale nella storia di tutti gli sport.

Ad un passo dal tris

Sono 19 le medaglie italiane a Barcellona, di cui 6 d'oro. Sono le stesse vittorie di Seoul ma con un maggior numero di podi. A dire la verità i trionfi potrebbero essere due in più e sarebbero di quelli storici, ma sfuggono per un nulla. Il lottatore Vincenzo Maenza perde la finale dei minimosca da russo Kucherenko che sorprende l"italiano ad inizio match mentre questi gli sta porgendo la mano. Ne consegue un atterramento per Maenza che risulta determinante: l'azzurro deve così accontentarsi di un amaro argento. Stessa medaglia anche per i fratelloni Abbagnale: partono fortissimo nella finale del 2 con e la vittoria sembra già cosa fatta, ma nelle ultime battute accusano una flessione e i britannici Searle, anch'essi fratelli,  li sopravanzano proprio sul traguardo. Sia per Maenza che per gli Abbagnale sarebbe stato il terzo, storico, trionfo consecutivo.

Il Dream Team azzurro

Anche l'Italia nel suo piccolo porta alla ribalta la sua squadra dei sogni a Barcellona, quella del fioretto femminile che, guidata da Giovanna Trillini, inizia una striscia di vittorie imbarazzanti. A rendere più importante l'impresa della ragazza jesina è il fatto che deve gareggiare con un tutore per un infortunio al ginocchio, ma questo non le impedisce di tirare fuori il suo mix di classe e agonismo. E' suo il doppio oro, nell'individuale e nella gara a squadre con Vaccaroni, Bianchedi, Bortolozzi e Zalaffi. Gli uomini invece debbono accontentarsi di un argento con Marin nella sciabola. Più soddisfazioni le danno i ciclisti. Giovanni Lombardi è oro in una incertissima corsa a punti su pista, nella quale l'azzurro ha la meglio sull'olandese Van Bon, infilandosi con coraggio in un piccolo pertugio nell'ultimo sprint che gli dà i punti del sorpasso. Anche Fabio Casartelli batte un olandese, Erik Dekker, nella prova su strada di cui era favorito l'altro azzurro Davide Rebellin. Vinto l'oro Casartelli passa al professionismo, ma nel '95 morirà in una tragica caduta sui Pirenei durante il Tour de France. L'ultima medaglia delle due ruote è l'argento della cronosquadre 100 km con Peron, Anastasia, Colombo, Coltri.
Soffertissima è la vittoria della squadra di pallanuoto che supera in una infinita e emozionantissima finale i padroni di casa spagnoli, mentre la novità assoluta è l'oro del canoista Pierpaolo Ferrazzi nello slalom. La canoa è la sorpresa dello sport azzurro anni Novanta che qui scopre il grande Antonio Rossi, di bronzo nel K2 500 con Dreossi. Dall'acqua arriva anche il bronzo del 4 di coppia del canottaggio e quelli dei nuotatori Luca Sacchi (400 misti) e Stefano Battistelli (200 dorso). I tiratori si fanno valere con Venturini e Rossetti, due bronzi in fossa e skeet ed il pentathlon si conferma si conferma sul podio nella gara a squadre ma scende all'ultimo gradino. L'atletica stavolta porta diversi piazzamenti ai margini della zona medaglie ma solo il bronzo di De Benedictis nella 20 km di marcia appena davanti all'eterno Damilano. Per la prima volta entra nel medagliere anche il judo femminile, ad opera di Francesca Pierantozzi che conquista un argento. Si conclude così con un 6-5-8, accolto come un bel bilancio.


MEDAGLIERE OLIMPIADI

   ORO ARGENTO BRONZO TOTALE
1.   Comunita Stati Indipendenti 45 38 29 112
2.   Stati Uniti 37 34 37 108
3.   Germania 33 21 28 82
4.   Cina 16 22 16 54
5.   Cuba 14 6 11 31
6.   Spagna 13 7 2 22
7.   Corea del Sud 12 5 12 29
8.   Ungheria 11 12 7 30
9.   Francia 8 5 16 29
10.   Australia 7 9 11 27
11.   Canada 7 4 7 18
12.   ITALIA 6 5 8 19
13.   Gran Bretagna 5 3 12 20
14.   Romania 4 6 8 18
15.   Cecoslovacchia 4 2 1 7
16.   Corea del Nord 4 0 5 9
17.   Giappone 3 8 11 22
18.   Bulgaria 3 7 6 16
19.   Polonia 3 6 10 19
20.   Olanda 2 6 7 15
21.   Kenya 2 4 2 8
22.   Norvegia 2 4 1 7
23.   Turchia 2 2 2 6
24.   Indonesia 2 2 1 5
25.   Brasile 2 1 0 3
26.   Grecia 2 0 0 2
27.   Svezia 1 7 4 12
28.   Nuova Zelanda 1 4 5 10
29.   Finlandia 1 2 2 5
30.   Danimarca 1 1 4 6
31.   Marocco 1 1 1 3
32.   Irlanda 1 1 0 2
33.   Etiopia 1 0 2 3
34.   Estonia 1 0 1 2
34.   Algeria 1 0 1 2
34.   Lituania 1 0 1 2
37.   Svizzera 1 0 0 1
38.   Nigeria 0 3 1 4
38.   Giamaica 0 3 1 4
40.   Lettonia 0 2 1 3
41.   Namibia 0 2 0 2
41.   Sud Africa 0 2 0 2
41.   Austria 0 2 0 2
44.   Belgio 0 1 2 3
44.   Croazia 0 1 2 3
44.   Partecipazione Individuale 0 1 2 3
44.   Iran 0 1 2 3
48.   Israele 0 1 1 2
49.   Taiwan (Taipei) 0 1 0 1
49.   Peru 0 1 0 1
49.   Messico 0 1 0 1
52.   Mongolia 0 0 2 2
52.   Slovenia 0 0 2 2
54.   Portorico 0 0 1 1
54.   Qatar 0 0 1 1
54.   Suriname 0 0 1 1
54.   Thailandia 0 0 1 1
54.   Malaysia 0 0 1 1
54.   Filippine 0 0 1 1
54.   Pakistan 0 0 1 1
54.   Ghana 0 0 1 1
54.   Colombia 0 0 1 1
54.   Bahamas 0 0 1 1
54.   Argentina 0 0 1 1


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