Olimpiadi Amsterdam 1928

Il dopo De Coubertin

Olimpiadi Amsterdam 1928Dopo aver fatto nascere e crescere i Giochi per il barone De Coubertin era venuto nel 1925 il momento di farsi da parte, anche per problemi di salute. Alla guida del CIO è adesso il belga Henry de Ballet Latour e il cambiamento è subito evidente per quanto riguarda la partecipazione femminile. Con De Coubertin le donne avevano sempre gareggiato quasi semi-clandestinamente in pochissime competizioni. Ma questo atteggiamento era ormai fuori dal tempo e così Amsterdam presenta quasi 300 donne che si sfidano nell'atletica (per la prima volta) nella ginnastica, nella scherma, nel nuoto, nell'equitazione e nella vela, seppure con un programma ridotto rispetto agli uomini. Il barone, anche se fuori dagli incarichi ufficiali, non manca tuttavia di mostrare tutto il suo risentimento. Altre novità sono la cancellazione del tennis, sport ritenuto troppo professionistico, del rugby, del tiro e del polo, oltre alle campestri, al pentathlon e alle gare a squadre dell'atletica. Gli impianti previsti nella capitale olandese vengono ultimati in extremis, mentre il Villaggio Olimpico resta solo un progetto. Così alcune squadre alloggiano nelle imbarcazioni che hanno portato gli atleti ad Amsterdam. Così è anche per l'Italia e gli Stati Uniti, in condizioni però diverse: gli americano sulla loro President Roosevelt hanno addirittura piscina minipista di atletica per allenarsi.

Poche Stelle e Strisce

 

 

   

Amsterdam segna la continuazione di quanto iniziato nei Giochi precedenti: il dominio americano nell'atletica, minato dalla piccola grande Finlandia ad Anversa e Parigi, viene qui completamente fatto saltare e non per mano di un'unica nazione. I finlandesi sono ancora i fenomeni del mezzofondo e del fondo. Nei 1500 il titolo va ad Harry Larva, nei 5000 Ville Ritola si prende il lusso di mettersi dietro il "vecchio" Paavo Nurmi, che finisce secondo anche nei 3000 siepi dietro all'altro connazionale Toivo Laukola. Ma Nurmi è Nurmi e così, nonostante sia ormai in parabola discendente, logorato da una lunghissima serie di record, riesce a rifarsi nei 10000, la gara mancante al suo incredibile palmares, ancora con una voltata vincente su Ritola. Questa è l'ultima edizione dei Giochi per Nurmi, ormai 31 enne, anche se 4 anni dopo a Los Angeles cercherà di partecipare alla maratona, ma sarà squalificato per professionismo. Anche nella velocità agli americani non va meglio: 100 e 200 sono il regno di un ragazzo canadese di vent'anni, Percy Williams. I 110 ostacoli sono del sudafricano Sidney Atkinson, mentre solo le staffette e i 400 dell'italo-americano Raymond Barbuti consentono agli Stati Uniti un piccolo riscatto.

Medaglie nobili

In Olanda si fanno luce anche due atleti di stirpe nobile. Nei 400 ostacoli il britannico David George Brownlow Cecil Burghley marchese di Exeter si mette al collo l'oro lasciandosi dietro gli americani Cuhel e Taylor. Oltretutto il marchese si rende protagonista di un episodio curioso. Quando ha appena vinto la sua gara si conclude anche la maratona. Il vincitore è Mohammed Bouguerra El Ouafi, un algerino, umile operaio della Renault, che corre sotto la bandiera francese. Il marchese, lasciando perdere il suo rango, si carica sulle spalle il maratoneta africano e lo porta in trionfo tra l'ovazione del pubblico. Burghley sarà poi per un trentennio alla guida della Federazione Internazionale di atletica. La maratona, invece, è ricordata, per i colori italiani, per l'abbandono ad appena 2 km dall'arrivo di Attilio Canton che fino a quel momento è tra i primi. Ma Canton è analfabeta, quindi non riesce ad interpretare i cartelli sul percorso, è convinto che manchino ancora molti km e per la stanchezza abbandona. Altra medaglia nobile è quella conquistata nella vela da Olav V, principe di Norvegia, che nel 1957 diventerà re. La barca norvegese Norma, classe 6 metri, è pilotata da Johan Anker, che aveva già vinto ben 16 anni prima, a Stoccolma.

La leggenda Weismuller

Reduce da un'Olimpiade in cui ha conquistato 3 ori, detronizzato il leggendario Kahanamoku, seguito poi ad un quadriennio costellato di vittorie e record del mondo a ripetizione, Johnny Weismuller si presenta qui come la star della piscina. Amsterdam è la sua consacrazione: un nuovo record olimpico gli regala la riconferma sui 100 stile libero, poi con la staffetta è l'apoteosi, un altro oro e un altro record mondiale. Per Weismuller, uomo dalle origini misteriose, dalla vita sentimentale tumultuosa (ebbe 6 mogli!) si spalancano da qui le porte di Hollywood. Il nuoto assegna anche scampoli di gloria per lo svedese Arne Borg, oro nei 1500, e per gli emergenti giapponesi con Tsuruta primo nella rana e con un argento in staffetta.


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