Anabolizzanti

A cura di Roberto Rillo - Autore del Libro: Calisthenics BodyBuilding


Quando si parla di steroidi anabolizzanti non esistono mezze misure e soprattutto non esiste chiarezza. I campioni e gli atleti dichiarano sempre di non usarli o di non averne mai fatto uso. I medici si dividono tra stregoni-guru del doping che li fanno utilizzare "sotto stretto controllo medico per finalità atletico-agonistiche" e tra iconoclasti che al solo sentire steroide vi predicono la catastrofe biblica, l'impotenza, l'alopecia e l'acne, come una volta i preti che predicevano la cecità per chi si masturbava.
Come ripeto su questo fronte ci sono solo due versanti, quello dei pro e quello dei contro. Ognuno dei due non media mai la propria posizione, per cui il versante dei pro, diventa un pericoloso e insidioso territorio underground senza regole e controlli e il versante dei contro, diventa un ambiente di accademici noiosi.
Ciò di cui c'è bisogno è una effettiva informazione su queste sostanze, che senza falsi miti e ipocrisia vengano analizzate scientificamente per principio, causa ed effetto.
Quello che segue è un estratto da un articolo del dr. Max Spattini, campione di body building e medico, che mi sembra abbia finalmente realizzato questo difficile compromesso.

Steroidi Anabolizzanti

"Dal punto di vista chimico, per steroidi anabolizzanti si intendono quei farmaci che derivano dal testosterone. Con opportune manipolazioni di laboratorio sulle molecole come togliere o aggiungere gruppi metilici (nandrolone, metiltestosterone) aggiungere gruppi ossidrilici (oxandrolone), spostare doppi legami (metandrostenolone), aggiungere atomi di fluoro o cloro (fluossimesterone, clortestosterone), si cerca in generale di mantenere i positivi effetti anabolizzanti con meno negativi effetti androgeni. Anche minime alterazioni della molecola iniziale di testosterone portano a grossi cambiamenti dell'effetto farmacologico.
Tutti però i farmaci ottenuti, con qualsiasi manipolazione mantengono le caratteristiche androgene. L'androgenità è la fonte dei principali effetti collaterali, perciò analizziamo cosa comporta dal punto di vista farmacologico e pratico.
Farmacologicamente si vide che il testosterone possedeva sia le note azioni di promuovere prima e mantenere poi le caratteristiche sessuali primarie e secondarie dei maschi (statura, barba, peli, sviluppo degli organi sessuali, comportamento sessuale propriamente detto) sia quella di ingrossare anche altri organi (soprattutto muscoli e ossa, ma anche fegato, milza, rene) tramite l'aumento della sintesi proteica.
Per motivi di praticità si arrivò ad elaborare un test, in cui i vari anabolizzanti venivano cimentati con un organo prettamente sessuale (di solito la prostata di animali) ed un muscolo (il bulbo cavernoso elevatore dell'ano) misurando l'accrescimento in rapporto alle dosi usate. Ora se per esempio il testosterone puro aveva effetto 100 sulla prostata (effetto androgeno) ed effetto 100 sul muscolo elevatore dell'ano (effetto protoanabolico), il nandrolone aveva a parità di dose un effetto 400-500 sul muscolo e solo 30 sulla prostata. Cioè 4-5 volte più anabolizzante e 3 volte meno androgeno, quindi in totale il rapporto anabolizzante/androgeno è di circa 12 a 1, cioè ottimo. Questo rapporto calcolato per la maggior parte degli anabolizzanti in commercio è definito indice terapeutico (A:A).
Nonostante il passare degli anni purtroppo nessuno ha pensato di migliorare questo metodo, che è ritenuto fondamentale ma ha molti difetti.
a) innanzitutto vale per l'animale da esperimento usato e non per l'uomo. Gli animali possono metabolizzare gli ormoni dentro la cellula in maniera del tutto diversa dall'uomo.
b) L'azione androgena in pratica è anch'essa un'azione anabolizzante (cioè fa ingrossare gli organi sessuali) pertanto non si possono distinguere nettamente le due cose: androgeno ed anabolizzante sono concetti che si riferiscono solo all'organo interessato. Inoltre la scelta del muscolo è criticabile, infatti data la sua posizione, l'elevatore dell'ano è pure lui un muscolo di natura sessuale)
c) Infine, anche tenuto conto di questi limiti, occorre tenere presente che i due effetti non sono uguali, ma possono comparire con dosi diverse. Ad es. se il nandrolone a basse dosi ha minimo effetto androgeno e alto effetto anabolizzante, a dosi più alte l'effetto androgeno aumenta sproporzionalmente e l'indice terapeutico si abbassa coll'aumentare delle dosi.
Soprattutto quest'ultimo è in pratica il tipico problema di chi usa gli steroidi, che nel tentativo di aumentare i guadagni muscolari o di mantenerli più a lungo, aumenta le dosi del farmaco: questo porterà invariabilmente alla comparsa degli effetti androgeni senza aumentare quelli anabolizzanti.
Ad ogni modo pur con i suoi limiti l'indice terapeutico rappresenta una guida orientativa. Altri elementi da considerare sono l'aromatizzabilità della sostanza, ovvero se può essere trasformata dal fegato o altri organi in estrogeni e se è alchilato in posizione 17-alfa, in questo caso diventa molto tossica per il fegato.
Trattando degli effetti collaterali si avrà, in ordine di importanza:
1) effetto di crescita dei tessuti sessuali, non il pene, le cui dimensioni non aumentano più dopo la pubertà , ma di altri organi primo fra tutti la prostata. Elevati livelli di androgeni possono dare luogo ad accrescimento della prostata con disturbi nell'urinare e nell'eiaculazione e il rischio di formazione di tumori maligni. Il tumore alla prostata è dolorosissimo e se non curato in tempo è mortale.
2) Inibizione della sintesi di gonadotropine. Le gonadotropine sono ormoni prodotti dall'iisi che stimolano i testicoli a produrre testosterone e spermatozoi. Quando si raggiunge un elevato livello di farmaci androgeni (soprattutto testosterone) le gonadotropine si bloccano e ne deriva riduzione volumetrica dei testicoli ed entro 90-100 giorni, immancabilmente riduzione degli spermatozoi fino alla sterilità. Questi effetti sono reversibili, entro un certo grado, solo sospendendo il farmaco, ma occorrono almeno 5 mesi per il ritorno alla norma. Se però c'è stato un uso continuativo e massiccio, la reversibilità è di dubbia esistenza. Il blocco totale delle gonadotropine avviene già a dosi di 200 mg alla settimana di testosterone. Un aspetto molto importante è la già citata caratteristica di essere aromatizzabile. Il nandrolone anche a dosi molto basse (50 mg) pur essendo poco androgeno è però aromatizzabile dando luogo a riduzione delle gonadotropine.
3) Assumendo anabolizzanti c'è sempre un aumento del testosterone oltre la quota normalmente prodotta dai testicoli (80-120 mg alla settimana) con conseguente aumento della libido a livello ossessivo, erezioni incontrollate, aggressività. Questi effetti per qualcuno potrebbero essere giudicati anche positivi, ma il problema subentra dopo, quando cessata l'assunzione di anabolizzanti, i livelli di testosterone rimarranno bassi per molto tempo con conseguente perdita delle masse muscolari, aumento del grasso, impotenza (incapacità di erezione), problemi di tipo psichico come depressione e paranoia.
4) Aumento della produzione di sebo (acne), infoltimento della barba e dei peli del corpo e probabile calvizia. Questi effetti collaterali sono particolarmente deleteri nella donna culturista e comportano oltre al citato infoltimento pilifero e alla calvizie, anche alla raucità ed ingrossamento della voce.

Questi in sintesi gli effetti collaterali, vediamo ora di stilare una tabella con le principale sostanze e le loro caratteristiche


Vedi anche: Dianabol metandrostenolone

Deca durabolin ® Nandrolone decanoato


Nome chimico A:A Aromatizzabile 17-alfaalchilato
Testosterone Propinato, enantato 1:1 Si No
Metiltestosterone 1:1 Si Si
Testosterone Undecanoato 1:1 Si No
Nandrolone 12:1 Si No
Metenolone 16:1 No No
Metandrostenolone 2/7:1 Si Si
Stanozololo 6/15:1 No Si
Oxandrolone 13:1 No Si
Mesterolone ? No No
4-cloro meandrostenolone 7/8:1 No Si
4-cloro 19-nortestosterone 10/16:1 No No


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