Testosterone e doping

Gli ormoni androgeni come il testosterone hanno effetti anabolizzanti che favoriscono la ritenzione di azoto ed il conseguente aumento delle masse muscolari. In alcuni casi patologici ed in ambito sportivo questa proprietà è particolarmente utile, mentre l'azione androgena diventa un effetto collaterale da evitare.

Il testosterone è infatti responsabile dei caratteri sessuali che compaiono durante la pubertà maschile: aumento della peluria, aumentata secrezione di sebo, odori corporei, aggressività, desiderio sessuale, acne e recessione bitemporale. Tutti questi effetti rientrano nella categoria delle caratteristiche androgene.

Nelle ragazze la produzione di testosterone è ridotta (dalle 20 alle 50 volte inferiore), ma importante per lo sviluppo osseo e muscolare e per la regolazione del desiderio sessuale.

Dato che avere la barba più folta ed i capelli diradati non apporta alcun vantaggio ad uno sportivo, la molecola di testosterone è stata chimicamente modificata con lo scopo di eliminare l'azione androgena ed esaltare quella anabolizzante. Ciò ha prodotto farmaci come lo stanozololo in cui l'azione androgena si è ridotta sensibilmente a favore di quella anabolizzante.

Grazie a questi farmaci l'atleta accresce la massa e la forza muscolare, la densità ossea e recupera meglio gli sforzi fisici. Questi prodotti hanno anche la capacità di stimolare la produzione di eritrociti (globuli rossi) aumentando la sintesi di eritropoietina.

I controlli antidoping

L'epitestosterone è una molecola con alcuni atomi reciprocamente legati nello stesso ordine e sequenza ma disposti nello spazio in modo diverso da quelli del testosterone (è un suo stereoisomero).


Testosterone epitestosterone




Nonostante la sua grande somiglianza con il testosterone l'epitestosterone è privo di effetti fisiologici (stando alle attuali conoscenze è una molecola priva di attività fisiologica).

I livelli di epitestosterone sono solitamente elevati nei giovani maschi e tendono poi a stabilizzarsi in età adulta. Il rapporto tra testosterone ed epitestosterone (T/E) in un uomo si aggira intorno a 1:1. Tale rapporto è indipendente dalla quantità di testosterone prodotto che varia da individuo ad individuo, in base all'ora del giorno, allo stato di salute e a numerosi altri fattori (normalmente oscilla dai 2.5 ai 10 mg/die).

Per questo motivo l'epitestosterone rappresenta un buon indicatore per scoprire se l'atleta ha abusato di steroidi anabolizzanti a base di testosterone.

Secondo l'attuale legge antidoping italiana:

il riscontro di un rapporto testosterone/epitestosterone superiore a 4/1 può richiedere ulteriori controlli al fine di stabilire se tale rapporto è dovuto a condizioni fisiologiche o patologiche, oppure all'assunzione di sostanze proibite.


La presenza di un rapporto Testosterone (T)/Epitestosterone (E) superiore a sei (6) a uno (1), nel campione di urina di un atleta costituisce una violazione, salvo nel caso in cui esista la prova che tale rapporto sia dovuto a condizione fisiologica o patologica, quali ad esempio la bassa escrezione di epitestosterone, la presenza di tumori producenti androgeni, deficit enzimatici.

Nel caso di un rapporto T/E superiore a sei (6), è obbligatorio che la Commissione Scientifica Antidoping del CONI conduca un'indagine, prima che il campione sia dichiarato positivo. A tale proposito verrà redatta una relazione scritta completa che comprenda un esame dei tests precedenti, di quelli successivi ed eventuali risultati di indagini endocrinologiche. Nel caso in cui non siano disponibili i risultati dei tests precedenti, l'atleta interessato verrà sottoposto ad un esame senza preavviso almeno una volta al mese per un periodo di tre mesi. I risultati di questi esami svolti saranno inclusi nella relazione. La mancanza di collaborazione negli accertamenti comporterà la dichiarazione di positività del campione.

I Test eseguiti al tour de France sulle urine del ciclista Ameriacano Floid Landis indicarono che il rapporto testosterone/epitestosterone era pari a 11 a 1 nonostante i valori del primo ormone rientrassero nella norma.

Bisogna comunque sottolineare che rapporti superiori a 4:1 o 10:1 sono fisiologici per alcuni individui.

Un atleta potrebbe anche decidere di assumere epitestosterone per mascherare l'utilizzo di steroidi anabolizzanti, riportando così nella norma il rapporto T/E.

Esistono tuttavia delle piccole differenze tra il testosterone naturale e quello sintetico. Le case farmaceutiche sintetizzano questi prodotti partendo dai steroli vegetali. A causa di questa loro origine i derivati sintetici del testosterone presentano meno isotopi [1] del carbonio 12, 13 e 14 rispetto al testosterone endogeno (sintetizzato dall'organismo umano). Tale caratteristica può essere misurata e, nel caso l'urina presenti livelli dell'isotopo 13 C inferiori rispetto ai valori standard, smascherare l'utilizzo di steroidi anabolizzanti da parte dell'atleta.

[1] Si definiscono isotopi quegli atomi dello stesso elemento chimico che differiscono tra loro per il numero di neutroni. Il nucleo di un atomo di carbonio contiene normalmente 6 protoni e 6 neutroni. Esistono tuttavia anche atomi di carbonio con 6 protoni e 7 neutroni (13C). Dato che l'isotopo 13 C ha un peso superiore rispetto al normale atomo di carbonio (12 C) è possibile identificare il rapporto tra i due tramite una tecnica chiamata IRMS (spettrometria di massa isotopica).