Metodi per prevenire gli attacchi di panico

A cura del Dott. Stefano Casali

Strumenti e metodi

Alcuni specialisti raccomandano dei metodi di selezione per le persone che decidono di intraprendere l'attività subacquea e confidano principalmente sulla loro esperienza clinica e solo indirettamente sulla ricerche scientifiche. I principali studi sulla selezione dei subacquei sono i seguenti:

 

1.   Baddeley e coll. [10], suggeriscono la seguente batteria di test:

a. Biographical questionnaire;
b. Personality questionnaire;
c. Matrici di Raven;
d. Bennet Hand-Tool Dexterity Test;
e. Bennett Mechanical Comprehension Test.

2.   Le ricerche di Deppe trattano l'analisi fattoriale di 29 diverse attività correlate al livello di successo in un gruppo di subacquei. I risultati ottenuti indicano che la batteria di test usati per selezionare i subacquei dovrebbe misurare i seguenti aspetti:

a. Capacità di nuotare e l'abilità per la subacquea attraverso un pre-corso;
b. Intelligenza;
c. Riuscire ad eseguire una prova di orientamento;
d. Maturità emotiva.

 3.   Dolmierski & Kwaitkowski [11] e più tardi Dolmierski [12], hanno studiato i subacquei in Gdansk, Polonia, suggerendo di misurare le seguenti capacità o tratti:

a. Intelligenza generale e pratica;
b. Attenzione;
c. Normalità (contrapposta a Nevroticismo);
d. Abilità psicomotorie;
e. Stabilità emotiva;
f. Capacità di far fronte allo stress;
g. Orientamento spaziale;
h. Velocità di risposta.

4. Gerstenbrand e altri studiosi tedeschi [13] consigliano due brevi test per uno screening iniziale ai candidati all'attività subacquea:

a. Matrici di Raven;
b. Un test che controlli le capacità oculo-motorie sotto pressione.

5. Hickey [14] dà le linee guida su come controllare i candidati per la subacquea. Queste comprendono un intervista psichiatrica standard come descritta di seguito.
Esame psichiatrico: questo è uno degli aspetti più importanti dell'esame medico. I subacquei dovrebbero essere persone mature, emotivamente stabili e con buona capacità di giudizio. L'abilità a vivere e lavorare in isolamento e in spazi chiusi è critica tanto per la subacquea militare che per quella commerciale.
Secondo l'autore rappresentano una controindicazione assoluta a svolgere questa attività le seguenti patologie (in particolare i punti e, g, h, i):

a. Claustrofobia;
b. Ideazione suicidarla;
c. Psicosi;
d. Alcune nevrosi. L'esaminatore dovrebbe valutare il pericolo che l'ambiente subacqueo può avere sul comportamento nevrotico con conseguente alterazione della capacità di giudizio;
e. Stati d'ansia;
f. Grave depressione;
g. Stati maniacali;
h. Uso di stupefacenti;
i. Alcolismo.

I suggerimenti proposti da questi cinque studi non sono però supportati da significative evidenze empiriche. Una proposta metodologica, che ritengo sia di facile applicazione e possa rappresentare una semplice metodica per la prevenzione degli incidenti subacquei dovuti ad attacchi di panico durante l'attività subacquea, si basa sull'opportunità di riconoscere gli individui più suscettibili al panico suggerendo una piccola batteria di test:

1. Il Clinical Anxiety Scale (CAS) di Thyer, una scala di autovalutazione di 25 item che ha come obiettivo la misurazione della quantità, del grado e della gravità dell'ansia. La CAS, formulata con un linguaggio semplice, è di facile somministrazione e interpretazione e si è dimostrata capace di discriminare fra soggetti ansiosi e non ansiosi [15].
2. Lo State-Trait Anxiety Inventory (STAI), sviluppato da Spielberger, è uno dei test più utilizzati per identificare l'eventuale predisposizione all'ansia e al panico e differenzia l'ansia in ansia di stato e ansia di tratto [16].
3. Self-rating Anxiety Scale (S.A.S.) di Zung, che consente di valutare l'ansia come entità clinica attraverso la misurazione oggettiva delle informazioni provenienti unicamente dal soggetto [17].

Il CAS è un test di screening, le persone che riportano un punteggio significativo per l'ansia vengono valutate con lo STAI per identificare l'ansia come tratto di personalità. La scala di Zung dovrebbe essere una sorta di promemoria che il subacqueo passa in rassegna per addestrarsi a quantificare il proprio livello d'ansia. E' chiaro che i soggetti che riportano un alto punteggio nei tratti d'ansia hanno potenzialmente un rischio più alto di sviluppare un attacco di panico rispetto a chi riporta punteggi nella norma. Questi test possono identificare una tendenza al panico con un'accuratezza molto elevata. La predisposizione all'ansia può, comunque, essere superata con l'aiuto dell'esperienza e dell'addestramento. Escludere, pertanto, dall'attività subacquea coloro che hanno semplicemente un livello intrinseco d'ansia maggiore sarebbe difficile e probabilmente non legittimo. Ci si deve chiedere, comunque, se l'argomento del panico in immersione sia affrontato a sufficienza in quanto i rischi collegati al panico potrebbero essere sottovalutati in conseguenza della necessità di promuovere e "commercializzare" l'attività subacquea. E' indispensabile, pertanto, che le didattiche dedichino ampio spazio al problema del subacqueo ansioso, del panico e della sua gestione, fin dai primi livelli di addestramento e, in particolare, durante l'addestramento degli istruttori.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/12/2016