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Fitness, salute e benessere
Ultima modifica: 23/11/2011

Motivato nello Sport... Motivato nella Vita

A cura del Dott. Marco Mancini1 - personal trainer

Motivazione: un fattore psicologico che influenza l'attività sportiva e le quotidiane scelte di vita

Quant'è importante la motivazione nello Sport?

Per trovare la risposta che fa al caso nostro, possiamo partire dal contesto sportivo e costruire un naturale parallelismo, quindi chiederci in generale quanto la motivazione sia importante nella vita di tutti i giorni. In questo senso, ci accorgeremmo che lo Sport rappresenta la vita in maniera circoscritta e "artefatta".

La Psicologia inizia ad occuparsi della motivazione intesa come "comportamento motivato" (pulsione), sin dagli esordi della sua storia come scienza indipendente, attraverso i lavori di studiosi come W. James, C.L. Hull e S. Freud. L'obiettivo era cominciare a indagare il perché l'individuo si spinga a perseguire determinati scopi. A questo punto, condividere una definizione del concetto di motivazione diventa essenziale.
Possiamo affermare, in maniera chiara ed esaustiva, che la motivazione è l'espressione di dinamiche che inducono un individuo ad una determinata azione. Un aspetto diventa subito evidente: la motivazione è un'astrazione, quindi un processo rilevabile solo indirettamente, e a consentirne l'osservazione è la valutazione del comportamento ad essa legato.

Il rapporto che ognuno di noi ha con una qualsiasi attività fisica e/o sportiva è fortemente influenzato dalla componente motivazionale. Ogni volta che decidiamo di intraprendere un'attività, così come quando decidiamo di interromperla, abbiamo sempre un motivo, che può essere più o meno conscio e che alimenta il nostro comportamento. Appare dunque evidente come la motivazione sia un fattore squisitamente psicologico, che ha una forte relazione sia con il riuscire a svolgere con continuità un'attività, sia con la probabilità che lo svolgerla ci porti dei benefici tangibili e non diventi, invece, un'inutile occupazione giornaliera di quelle che accrescono un corrosivo senso di insoddisfazione.

Beninteso che quando parliamo di chi pratica un'attività fisica e/o sportiva facciamo riferimento a tutti i praticanti a prescindere dal loro livello di prestazione; fermo restando che è più probabile che lo sportivo professionista sia informato su talune tematiche psicologiche che influiscono sulla sua attività e che il resto della "popolazione sportiva" ne sia a digiuno. A maggior ragione in una logica di promozione dell'attività sportiva e fisica, che porta una serie di benefici sia al nostro corpo (prevenzione di insulti cardio-vascolari, dolori posturali, traumi osteo-articolari, ecc...) sia alla nostra mente (percezione di autoefficacia, azione anti-stress, ecc..), ci sembra importante approfondire il rapporto Motivazione e Sport. In un famoso modello psicologico (Murray, McClelland e Atkinson) , si individuano 2 aspetti fondamentali riguardo la motivazione, ciascuno specificato in 3 punti:
1. La motivazione alla riuscita:

  • la forza dell'orientamento individuale al successo;
  • la probabilità percepita di avere successo;
  • il valore incentivante del successo.

2. La motivazione ad evitare l'insuccesso:

  • la forza dell'orientamento individuale a evitare o ritardare l'entrata in compiti di riuscita;
  • la probabilità percepita d'insuccesso;
  • il significato attribuito all'insuccesso.

La riuscita personale in un'attività fisica o sportiva così come la continuità nella pratica sono influenzate da questi 2 aspetti.

Per cui siamo motivati a praticare uno sport:

1. se pensiamo che con l'esercizio i benefici diventeranno per noi utili e importanti;
2. se crediamo fortemente che la riuscita nel raggiungere gli obiettivi prefissati dipenda da noi e non da fattori esterni che non possiamo controllare;
3. se i benefici che ci siamo proposti di ottenere risultano essere ai nostri occhi particolarmente importanti e degni del nostro impegno e del nostro tempo, quindi se i benefici sono superiori ai costi ("Quanta fatica mi è richiesta?" e "Quanto mi interessa raggiungere quel risultato?").

Siamo demotivati quando:

1. abbiamo timore di impegnarci in un compito che può sviluppare effetti positivi così come un fallimento;
2. pensiamo che la probabilità di fallire nel compito prefisso sia alta;
3. viviamo in maniera spiacevole l'insuccesso, sopportandone a fatica le conseguenze emotive.

A questo punto verrebbe da chiedersi: "Quante volte mi sono sentito in grado di poter raggiungere un qualunque obiettivo con l'impegno necessario, e quante volte è prevalsa la paura di fallire e di essere giudicato?" Nel caso ci siamo sentiti spesso nella seconda condizione è utile tenere presente che nello Sport come nella vita "non provare" e "non mettersi in gioco" per paura di fallire, alimenta un circolo vizioso per cui non si fa nulla proprio per evitare di sbagliare e così facendo aumenta la percezione che abbiamo di essere incapaci e di essere considerati dagli altri come persone di scarso valore.

Sport, Motivazione nella Vita

Interrompere questo cerchio è possibile e può sembrare estremamente semplice o al contrario impossibile. La soluzione è iniziare a fare, mettendo in conto che non riuscire è una possibilità ma non l'unica.

In un'intervista, a domanda "se lo sport aiuti alla vita o se ne sia solo una parentesi", Valentina Vezzali risponde così: "È la più grande metafora della vita: ti porta sempre ad affrontare nuovi ostacoli, ti insegna a imparare e a reagire, aspettando la prossima volta". Questa è la testimonianza di chi, accettando varie sfide che hanno portato successi ed insuccessi, è riuscita nel tempo a sentirsi una persona migliore, più capace e maggiormente in grado di far fronte agli imprevisti della vita. In casi come questo, lo sport può essere veramente considerato una palestra di vita. E noi abbiamo la stessa voglia di affrontare la vita?

 

1 Dottore in Psicologia Clinica e della Salute


Per approfondimenti sul tema si consiglia la lettura del seguente testo: Giovannini D, Savoia L. Psicologia dello sport. Carocci (2002).

 


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