Sport Coaching: di cosa stiamo parlando?

A cura del Dott. Luca Taverna - Mental Coach e formazione

 

A tutti voi sarà capitato di notare, in prima persona o su un atleta di vostro riferimento, come esistano giornate in cui tutti i gesti (anche quelli ritenuti più difficili) riescono facilmente, con efficacia impressionante e giornate in cui, invece, non si riesce a fare nulla di tutto quello che sembrava così semplice.

 

Riflettiamo un attimo.

 

Da un giorno all'altro possono essere cambiate le mie conoscenze tecniche dei gesti? Posso aver cancellato dei pezzi di movimento? Posso trovarmi, da un giorno all'altro, in uno stato di forma fisica così differente e penalizzante? L'esperienza di sportivi o comunque la logica vi porterà a rispondere con un bel NO a tutte le precedenti domande.

Sport CoachingA questo punto cosa fa la differenza tra una prestazione e l'altra? Noi crediamo che in tutto questo, lo stato d'animo che ci accompagna nell'affrontare il nostro impegno, abbia un ruolo determinante.

Corpo, mente ed emozioni sono parti indissolubilmente legate: è per questo che non basta più allenare solo il fisico e la tecnica per raggiungere il vero benessere personale e l'eccellenza.

 

Anche la mente e le emozioni vogliono la loro parte! Queste possono agire come un vero catalizzatore e acceleratore di risultati oppure essere il più drastico dei freni: il trucco è "saperle usare a nostro vantaggio!".

 

L'allenamento inteso come processo finalizzato al miglioramento delle prestazioni sportive ha, fino ad oggi, considerato due aspetti principali, quello tecnico-tattico e, in un secondo tempo, quello relativo alla preparazione fisica degli atleti. I piani di allenamento, le programmazioni annuali e pluriennali, erano elaborate mettendo in posizione centrale, in veste di obiettivo primario, la preparazione tecnica e tattica degli atleti, elevando queste due componenti a fattori unici ed indispensabili per l'ottenimento della miglior prestazione raggiungibile.

Negli ultimi anni, il movimento sportivo, si è reso conto che la prestazione ottimale di un atleta non può basarsi solo sul bagaglio di conoscenze tecnico-tattiche, ma che l'ottimale preparazione fisica rappresenta il miglior presupposto per ottimizzare le prestazioni.

Per sviluppare questo filone ecco l'arrivo degli specialisti della preparazione atletica ed il loro inserimento negli staff tecnici della maggior parte dei club. A partire dagli anni 80 si è assistito quindi ad una specializzazione delle funzioni e ad una necessaria suddivisione dei compiti tra l'allenatore, che programma il lavoro tecnico-tattico, ed il preparatore atletico che si preoccupa di sviluppare i presupposti organici per il raggiungimento di prestazioni massimali.

Un'analisi ulteriormente approfondita della prestazione sportiva, evidenzia con sconcertante chiarezza che il modello di prestazione dei giochi di squadra ma anche degli sport singoli, non era rappresentato da un binomio di fattori ma piuttosto da una triade che può essere rappresentata graficamente in questo modo:

 

L'aspetto mentale della prestazione sportiva rappresenta proprio l'elemento che chiude il triangolo di fattori che determinano il successo di un programma di allenamento.

 

Partiamo da quello che è l'obiettivo finale del mental training: allenare le capacità e le potenzialità della nostra mente al fine di esprimere a livelli di eccellenza l'intero potenziale del singolo atleta o dell'intera squadra, valorizzandone ed esaltandone i punti di forza ed andando a contrastare, con il giusto atteggiamento e la giusta preparazione mentale, le aree di debolezza.

Stando così le cose risulta perciò evidente che un'adeguata preparazione mentale raggiunge il massimo del suo risultato quando si affianca e si innesta su un'altrettanto buona ed accurata preparazione tecnico-tattica e fisico-atletica.

Le tre componenti giocano tutte un ruolo fondamentale e, se l'obiettivo è quello della massima prestazione, nessuna può prescindere dalle altre e l'una completa e valorizza l'altra. Così come ogni singola parte costituente la prestazione svolge un "lavoro di squadra" per il raggiungimento dell'obiettivo finale, così crediamo che debba essere interpretato il ruolo del Mental Coach all'interno dello staff di una società: un professionista che lavora con la squadra e con i singoli atleti, che si muove in maniera sinergica, coordinata ed allineata con quanto deciso e concordato con la parte tecnica.

 

In ogni caso una cosa è opportuno sottolineare, la parola chiave in "allenamento mentale degli sportivi" è "allenamento"!

 

Non ci sono trucchi, non ci sono magie o formule magiche, tutti gli strumenti che utilizziamo nella preparazione mentale degli atleti funzionano e funzionano con risultati concretamente misurabili se utilizzati ed allenati con impegno e continuità! Così come una persona che non ha mai fatto sport, se seguito da un buon allenatore di cui segue le indicazioni, migliora le sue abilità tecniche; così come una persona che non ha mai fatto attività fisica, se seguita da un buon preparatore atletico di cui segue le indicazioni, migliora le sue capacità di forza e resistenza; così un qualsiasi atleta che non abbia mai consapevolmente allenato la propria mente, se seguito da un buon Mental Coach di cui segue le indicazioni, migliorerà la sua prestazione… e questo è sempre vero, inevitabile e naturale! Secondo una ricerca condotta dalla British Psycological Society (Concentration Skills Training in Sport - Greenlees e Moran) infatti l'allenamento mentale (fatto in modo professionale) può aumentare i risultati delle performance sportive di oltre il 50%.

 

Ok magnifico...quindi? Di che cosa si tratta? Cosa fa concretamente un mental coach con gli atleti?

 

Innanzitutto quando veniamo contattati (nel caso di singoli atleti) la prima cosa che facciamo è stabilire gli obiettivi: "Dove vuoi andare? Cosa vuoi?" sono le prime domande che si fanno. Dopo aver compreso gli obiettivi (che in genere, parlando di atleti, sono legati al miglioramento della performance, alla gestione efficace degli stati d'animo, al miglioramento della concentrazione e dell'attenzione, alla capacità di dare il massimo nei momenti decisivi, alla capacità di migliorare la qualità e l'intensità della prestazione, sia in allenamento che in gara, allo sviluppo della propria leadership personale, al mantenimento di alti livelli di motivazione, alla gestione dello stress, al perfezionamento di un gesto tecnico, al superamento di alcuni blocchi che si sono creati per qualche particolare ragione, ecc.), analizziamo i punti di forza e ciò che eventualmente impedisce allo sportivo di esprimere il suo massimo potenziale (può trattarsi di paure, insicurezza, mancanza di convinzione, perdita di concentrazione, stress, ecc.).

A questo punto costruiamo insieme a lui il percorso di allenamento mentale più adatto in base agli obiettivi e ai tempi che abbiamo scelto… già, proprio come farebbe un buon preparatore atletico per aiutare il suo sportivo ad esprimere il meglio di sé fisicamente, o così come farebbe un bravo tecnico per farlo competere nel migliore dei modi.

Se lavoriamo con la squadra nel suo insieme ci occupiamo ad esempio di valorizzare le singole individualità all'interno di un contesto di team; sviluppare le abilità di lavorare in maniera affiatata e coesa; migliorare la comunicazione e la collaborazione fra gli atleti, nell'ottica del raggiungimento di obiettivi comuni, concordati e condivisi.

Se lavoriamo invece direttamente con gli allenatori, e sempre più spesso tecnici "illuminati" ci chiedono di affiancarli individualmente per migliorare e valorizzare le loro competenze, possiamo dare loro supporto ad esempio nell'utilizzo di una comunicazione ancora più efficace; nel migliorare le loro capacità di motivazione; nel contribuire ad una crescita delle loro abilità di gestione del gruppo; nella profilatura degli atleti.

 


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015