Risposta emodinamica all'esercizio aerobico

A cura di Massimo Armeni


Rate-Pressure Product

A riposo, il cuore consuma circa il 70% di O2 portato nel flusso sanguigno dalle arterie coronarie, che ammonta a circa il triplo di quello consumato dal muscolo scheletrico a riposo.
Come risultato, il cuore risponde incrementando la domanda per la disponibilità di O2 aumentando il flusso sanguigno.
Infatti durante l'esercizio fisico il flusso sanguigno coronarico può incrementare da 250 ml/min a 1000 ml/min, dunque 4 volte lo stato a riposo.
I principali fattori che influenzano la domanda e il consumo di O2 nel miocardio sono la frequenza cardiaca, lo spessore del ventricolo sinistro e la sua precontrazione, e la contrattilità del miocardio.
Tuttavia, eccetto per la frequenza cardiaca, è molto difficile calcolare gli altri due parametri nella maggior parte dei laboratori di fisiologia dell'esercizio.
Quindi, partendo da questa difficoltà logistica, molti ricercatori negli ultimi anni hanno cercato di ovviare a questo ostacolo, dimostrando scientificamente che il prodotto tra frequenza cardiaca e pressione sistolica è un indice molto specifico per la stima della domanda di O2 al miocardio.
Questo indice è chiamato Rate-Pressure Product.
Dunque:

Rate-Pressure Product = HR x SBP

dove:

HR = Heart Rate (Frequenza Cardiaca)
SBP = Systolic Blood Pressure (Pressione Sistolica del sangue)

 

Fisiologicamente, durante l'esercizio il RPP incrementa in maniera direttamente proporzionale all'aumento di HR ed alla pressione sistolica.
Anche dopo molti allenamenti in aerobiosi, il RPP incrementa leggermente; tuttavia, la magnitudo dell'incremento è meno paragonabile con i valori pre-training; tale incremento è attribuibile ad adattamenti cronici in HR e BP.
Una normale risposta all'esercizio risulta in un RPP di 25.000 o più alto.
L'importanza nell'applicazione di questo indice di stima aumenta in maniera esponenziale per i soggetti portatori di patologie cardiovascolari (CAD, angina, stenosi coronarica, arteriopatie periferiche ecc..), in quanto risulta essere di facile applicazione e di altissima precisione.

Stress di parete

È espresso dalla seguente formula matematica:

T = P x r / S

dove:

P = Pressione arteriosa
r = raggio della camera cardiaca

S = Spessore della parete muscolare

 

Lo stress di parete, in particolare riferito al ventricolo sinistro, è direttamente proporzionale alla pressione arteriosa ed al volume di sangue contenuto, mentre è inversamente proporzionale allo spessore della parete muscolare.
Più semplicemente, durante la sistole, l'impegno muscolare della parete ventricolare aumenta con l'aumentare della pressione nell'albero arterioso (diramazione aortica) e con l'aumentare della quantità di sangue contenuta nel ventricolo, mentre diminuisce con l'aumentare, entro certi limiti, dello spessore della parete muscolare miocardica.
Da tenere a mente è che con l'incremento dello stress di parete si ha un aumento del consumo di O2 da parte del cuore.

 

In definitiva, quindi, la conoscenza della anatomo-fisiologia del sistema cardiovascolare si rende indispensabile per una corretta programmazione e prescrizione di fitness cardiorespiratorio.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 19/04/2016