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      Ultima modifica: 23/11/2011

Calcio: rimessa laterale

La rimessa laterale viene utilizzata quando il pallone oltrepassa, con tutta la sua circonferenza, la linea laterale del campo.
La palla deve essere lanciata con le mani (entrambe contemporaneamente) non oltre il limite del centro della propria testa, con entrambi i piedi al suolo e fuori dalla linea del campo.
Rimessa lateraleIl pallone può essere lanciato da fermi o con rincorsa. Nel primo caso il giocatore afferra la palla con il palmo delle mani e con le dita che aderiscono morbidamente al pallone stesso. All'inizio del movimento il giocatore assume una posizione di divaricata laterale, o antero posteriore. Il pallone viene quindi portato in alto, sopra-dietro la testa. A questo punto tutto il corpo è proteso all'indietro e inizia il lancio vero e proprio: grazie ad una "frustata" la palla viene portata avanti e rilasciata nel momento in cui si trova sopra la testa, o appena  più avanti.
Nella rimessa laterale con rincorsa, la palla viene lanciata ancora più lontana. In questo caso dobbiamo porre attenzione a non staccare i piedi da terra, cosa che può avvenire con più facilità in caso di rincorsa.


Alcuni consigli per effettuare correttamente la rimessa laterale:

non utilizzare più energicamente un braccio rispetto all'altro;
non sollevare uno o entrambi i piedi da terra;
non lasciar cadere il pallone davanti a sé;
essere rivolti verso il campo da gioco;
non appoggiare uno o entrambi i piedi sulla linea laterale (o dentro al campo di gioco).

Errori più comuni circa la tecnica di esecuzione della rimessa laterale:

sostenere il pallone con le mani dai lati;
tenere i polsi bloccati quando si lancia il pallone;
non inarcare sufficientemente il corpo all'indietro;
movimenti non coordinati tra di loro.

Esercitazioni


è necessario lavorare sulla distanza e la precisione del rilancio: coordinare le varie componenti del movimento, misurando la forza di tutti i distretti muscolari. Per la precisione dobbiamo esercitarci a valutare la distanza del compagno e il tempo di movimento.


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A cura di: Lorenzo Boscariol







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