La nuova frontiera nel training: il legame tra neurofisiologia e sport

A cura del Prof. Guido M. Filippi

 

Soggetti sani

Il primo set di esperimenti è stato condotto su soggetti sani, sedentari, la stimolazione del Quadricipite di una sola gamba ha ridotto marcatamente il tempo necessario ad esplodere la forza sia in isometria, nei primi 200 msec, (+27.8% ±10), sia in tutto il movimento (-20.2% ±2.9) testato in isocinesi. Sugli stessi pazienti la gamba non trattata non ha subìto variazioni di performance. In isotonia, la resistenza alla fatica nell'esercizio di “leg extension” è aumentata nella gamba trattata del 40.3 % ±16.9. Tutti questi dati sono stati raccolti 15 giorni dopo il trattamento vibratorio (Figura 9, da Fattorini L.,  Ferraresi A.,  Rodio A., Azzena G. B. & Filippi G M. Eur J Appl Physiol  2006 Sep;98(1):79-87) Figura 15.

Il miglioramento nella capacità di esplodere la forza è ben evidente in Figura 16, dove è riportato lo sviluppo di forza in isometria, prime e dopo vibrazione.

Si noti come la forza massima non cambi, mentre nei risultati sopra presentati si avevano imponenti variazioni di forza. Abbiamo visto potenti aumenti di forza dopo trattamento con Cro®System  solo se i test erano associati a movimento, in isometria il picco di forza era costante prima e dopo trattamento con Cro®System . Il fenomeno è noto, anche se ancora non spiegato: la forza sviluppata in isometria può differire largamente da quella prodotta in isotonia, le due condizioni sembrano implicare gestioni articolari completamente diverse.

15Successivamente è stato condotto uno studio su due squadre di canottaggio di livello nazionale appartenenti alla stessa società ((Tevere Lazio: 8 atleti in tutto) trattati separatamente, prima un “remo” poi l'altro e sottoposti ad allenamenti del tutto analoghi e testati sulle distanze di 500 e 2000 metri, 30 e 60 giorni dopo i 3 giorni di vibrazione, non più ripetuti.
L'analisi cinematica articolare ha rivelato un'impressionante aumento della regolarità dei movimenti, sia nello stesso individuo, sia tra i diversi soggetti (Figure 17 e 18). Inoltre la gestione delle accelerazioni (dunque della forza nel tempo: la potenza) appariva completamente cambiata (Figura 19).

 

16 18 19

L'insieme di questi dati suggerisce una gestione articolare di gran lunga più fine e una strategia energetica molto differente. I soggetti hanno sviluppato un gesto atletico del tutto diverso e i tempi sono corrispondentemente cambiati (Tabella 1)


Tabella 1

 

Miglioramenti
Medi (sec)
500 metri dopo 30 gg 2000 metri dopo 30gg 500 metri dopo 60 gg 2000 metri dopo 60 gg
primi 4 atleti -1.49 -1.72 -1.23 -1.49
secondi 4 atleti -1.26 -1.98    
globale -1.38 -1.83    

L'insieme dei dati consente di ipotizzare che gli effetti consistano in cambio della gestione articolare, confermando sostanzialmente quanto visto nei test pubblicati da Fattorini et al. 2006.
In aggiunta a tutto questo si hanno dati preliminari ottenuti al Centro Federale del CONI di Formia, dove i primi test sul balzo da fermo, dopo avere trattato Tricipiti surali, Quadricipiti e Glutei, evidenziano lo sviluppo di strategie neuromuscolari del tutto diverse per tempi di attivazione, esplosione della forza, distribuzione dello sviluppo di potenza che la Figura 20 riassume.

 

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Ultima modifica dell'articolo: 17/10/2017

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