La nuova frontiera nel training: il legame tra neurofisiologia e sport

A cura del Prof. Guido M. Filippi

 

Il sistema sviluppato è apparso fin dall'inizio assolutamente dipendente per la sua efficacia da una grandissima fedeltà di funzionamento: distorsioni di  segnale dell'ordine del 15-20% possono rendere nulli gli effetti che verranno descritti.
Lo stimolo meccanico è stato associato inoltre alla contemporanea contrazione volontaria del muscolo stimolato: così da favorire la propagazione del segnale meccanico ed in quanto il rimodellamento del Sistema Nervoso Centrale sembra dipendere da una contemporanea attivazione delle reti centrali (Recanzone Gh, Merzenich Mm, Jenkins Wm, Grajski Ka, Dinse Hr (1992) J Neurophysiol 67: 1031 - 1056).
Sono state eseguite sempre 3 applicazioni di 10 minuti al giorno per 3 giorni consecutivi. Ogni applicazione era separata da 30-60 secondi di rilasciamento muscolare e sospensione dello stimolo vibratorio. I trattamenti sono stati eseguiti con una strumentazione specifica (Cro®System, fornito dalla NEMOCO srl) in grado di garantire quanto richiesto e trasmettere senza distorsioni il segnale meccanico ai tessuti.

 

I risultati


Studi preliminari hanno dimostrato che un protocollo basato su 3 applicazioni vibratorie di 10 minuti ciascuna, separate da una breve pausa di 30-60 sec, per 3 giorni consecutivi, induceva effetti marcati sulla capacità di movimentare carichi e sulla resistenza alla fatica. La Figura 11 esemplifica queste prime osservazioni, con dati ricavati da un soggetto che allenava i pettorali alla panca obliqua.

 

La Figura 12 riporta invece gli effetti sul balzo da fermo dopo trattamento dei quadricipiti:

 

risultati

La Figura 12 riporta invece gli effetti sul balzo da fermo dopo trattamento dei quadricipiti:

risultati 1.

Si è quindi passati ad esaminare gli effetti su gesti complessi quali quelli di nuotatori partecipanti agli assoluti juniores di nuoto. I miglioramenti dei loro record personali dell'anno precedente sono riportati in Figura 13 e confrontati con quelli di atleti non trattati. I gruppi muscolari trattati in questi casi variavano in funzione delle specialità (es. quadricipiti e tricipiti Brachiali per il delfino ecc.).

figura

In parallelo diversi test sono stati condotti su una squadra di calcio di serie A lungo l'intera stagione agonistica, rivelando dati sorprendenti sul crollo degli infortuni. (Figura 14)
(N.B. il nome della squadra è stato omesso per mancanza di accordi).

Lost Match

Questi ed altri dati preliminari suggerivano che il Cro®System  e il protocollo applicativo determinavano potenti incrementi a lungo termine di forza e resistenza alla fatica. Inoltre si manifestavano segni di radicali cambi nelle strategie motorie e di maggiore coordinamento articolare.
Dopo questa fase esplorativa, si è quindi passati a studi scientificamente impostati, allo scopo di definire meglio i meccanismi e gli effetti.

 

Risultati ottenuti sia su soggetti sani che su soggetti patologici, di interesse sportivo


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Ultima modifica dell'articolo: 20/02/2017

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