Judo: concetti di preparazione atletica

A cura di Simone Forte

 

Il judo è uno sport da combattimento, e come la maggior parte di questi sport gli atleti devono rientrare in determinate categorie di peso.
Ciò sta a significare che oltre una preparazione improntata sul miglioramento delle prestazioni muscolari, circolatorie e respiratorie, bisogna lavorare anche sulla variazione di peso, cercando di raggiungere un equilibrio, per quanto corretto possibile, tra massa magra e massa grassa.
JudoPer esempio, due atleti del peso di 80kg con percentuali di massa magra diversa avranno prestazioni diverse, l'atleta con una massa magra superiore, ma dello stesso peso dello sfidante, avrà forza, esplosività e resistenza nettamente superiori.
A parità di tecnica, l'atleta in questione sarà avvantaggiato, però se lo sfidante possiede una tecnica superiore allora i muscoli servono a ben poco,  lo sfidante cercherà di sfruttare il suo peso derivante dalla massa grassa per utilizzarlo in determinate tecniche come zavorra di lancio.
Questo concetto è valido solo se l'atleta con una massa magra inferiore avrà una padronanza tecnica superiore.
Quando viene preparato un'atleta per gare professionistiche si cerca sempre di farlo rientrare nel limite della categoria di peso inferiore; prendiamo una delle sette categorie uomini, kg 73 - 81 , si cercherà di far rientrare l'atleta in questa categoria con un peso di 80kg, per far sì che già dal punto di vista muscolare sia avvantaggiato rispetto a un'atleta che  pesa 74kg.
Ovviamente questo concetto è valido solo se si tiene conto della composizione corporea come accennato precedentemente.

 

Ciò vuol dire che gli atleti non vengono preparati solo in palestra per quanto riguarda i combattimenti ma vengono seguiti minuziosamente sulle 24 ore, c'è l'addetto alla preparazione tecnica come l'addetto alla preparazione fisica, piuttosto che mentale, piuttosto che alimentare.
E' una squadra che si muove dietro il singolo per poter vincere tutti insieme; erroneamente molti pensano che gli sport individuali riguardino il singolo atleta ma non è così, nella fase di gara l'atleta viene visto solo ma alle sue spalle c'è sempre una squadra che opera per il raggiungimento dello scopo (mission).
Un'altra particolarità nella preparazione atletica a 360°, e che molti trascurano, è la preparazione psicologica; in molti dimenticano che il corpo ha un centro di controllo che è la mente, se la mente abbandona l'atleta per un solo attimo le sue potenzialità calano vertiginosamente.
Le emozioni entrano nell'atleta come elementi di disturbo sottoforma di distrattori, in chiunque pratichi un'attività sportiva a livello agonistico l'autostima, il valore di sé, ma anche la paura di vincere (nikefobia) o la paura di perdere possono condizionarne fortemente l'attività.
Per quanto riguarda la preparazione muscolare bisogna pianificare tutto l'allenamento in base alle date di gara e alla preparazione tecnica, in primis ad essere allenata è la forza massimale, dopodiché valutare attentamente in base alle caratteristiche tecniche dell'atleta, se bisogna aumentare più la forza resistente piuttosto che la forza esplosiva o viceversa tenendo conto che sono inversamente proporzionali e cioè che all'aumentare dell'una diminuisce l'altra.

 

Generalmente ogni atleta ha delle tecniche preferenziali che sente più sue e che riesce a far girare con estrema facilità, ma tenendo conto di un'atleta con conoscenze complete si cercherà di allenare più la forza resistente che quella esplosiva.
In questo sport può capitare che il judoka dovrà combattere per tutta la durata dell'incontro, che per gli uomini è di 5 minuti mentre per le donne è 4 minuti.
Combattendo per tutta la durata dell'incontro significa che non c'è stato nessun ko e nessun abbandono da parte dell'avversario, quindi si ha bisogno di una buona forza resistente che ci permetta di mantenere contrazioni isometriche alternate a cambi repentini, nonché esplosività nell'esecuzione tecnica tipo proiezioni.
A questo punto possiamo dedurre che la preparazione ottimale per un judoka è allenare preventivamente la forza massimale (quindi non aumentando l'ipertrofia per non avere un aumento di peso se si è già a limite categoria), poi mantenere un corretto equilibrio tra forza esplosiva e forza resistente, mantenendo leggermente più elevata quest'ultima.
L'ipertrofia è l'aumento delle dimensioni delle cellule muscolari, muscoli più grossi significa peso maggiore e ciò deve essere valutato con cura dal preparatore atletico, in un ciclo esempio si cercherà di aumentale la forza massimale per poter poi aumentare anche l'ipertrofia, se ce n'è bisogno, per poi ritornare sulla forza massimale e successivamente curare resistenza e esplosività.



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