Rischi del doping genetico

articolo tratto dalla tesi di laurea del Dott. Boscariol Lorenzo


« Il doping genetico


Attualmente, la terapia genica viene somministrata ai pazienti in ambienti ben controllati e i vettori utilizzati per il trasferimento genico sono prodotti in laboratori certificatati dove vengono ampiamente testati. Se la terapia genica fosse usata per migliorare le prestazioni atletiche, è molto probabile che questi ambienti (controllati) non esisterebbero, cosicchè i rischi aumenterebbero considerevolmente.

Utilizzare farmaci o geni in grado di migliorare la performance, presenta sempre un certo rischio, in quanto essi vengono studiati per curare le persone malate e non per aumentare le prestazioni di quelle sane come gli atleti.

Rischi del doping geneticoI rischi generali per la salute derivanti dalla terapia genica sono di diverso tipo e dipendono dal vettore utilizzato (DNA, sostanze chimiche, virus ecc.) e dal transgene codificato.

Fino ad oggi le ricerche cliniche sono state relativamente sicure [Kimmelman J, 2005]. Sono stati curati più di 3000 pazienti e soltanto uno di questi è morto per malattia cronica al fegato e overdose di vettore [Raper SE et al., 2003]. In altri tre pazienti, curati per la sindrome da immunodeficienza, si sono sviluppati sintomi simili alla leucemia [Hacein-Bey-Abina S et al., 2002] e uno di questi è morto. Da allora, altri gruppi di ricerca hanno curato simili pazienti con risultati terapeutici analoghi, senza alcun effetto collaterale [Cavazzana-Calvo M. Fischer A, 2004]. In questo caso, le ricerche mirano a curare pazienti con vettori che non potranno essere mai utilizzati per aumentare le prestazioni.

Le persone che tentano di aumentare i propri livelli di EPO in maniera innaturale, aumentano anche la probabilità di andare incontro ad infarto, o episodi cerebrali acuti. L'aumento dei globuli rossi determina anche un aumento della densità del sangue che può provocare trombi; non è sbagliato quindi pensare che le reazioni avverse evidenziate nei pazienti, possano verificarsi anche negli atleti sani.[Lage JM et al., 2002].
Se l'EPO fosse introdotta geneticamente, il livello e la durata della produzione di eritropoietina sarebbero meno controllabili, cosicché l'ematocrito avanzerebbe quasi indefinitamente, fino ad arrivare a livelli patologici.

Si ipotizza che la cura con IGF-1 possa portare alla crescita di tumori ormono-dipendenti.

È di cruciale importanza quindi, che l'utilizzo di vettori farmacogeneticamente selezionati abbia un modello di espressione genica ben conosciuto e controllato.

Non sono state ancora stabilite con esattezza le modalità di rilevazione del doping genetico, anche perché il DNA che si trasferisce con la terapia genica è di origine umana, quindi non diverso da quello degli atleti che ne fanno uso.
Le terapie muscolari sono confinate al sito di iniezione o al tessuto nelle dirette vicinanze, quindi, la maggior parte delle tecnologie geniche sui muscoli non potranno essere rilevate attraverso le classiche analisi anti-doping dei campioni di urina o di sangue; sarebbe necessaria una biopsia muscolare, che però risulta troppo invasiva per poter essere concepita come normale mezzo di controllo anti-doping.
Molte forme di doping genetico non richiedono l'introduzione diretta di geni nell'organo desiderato; il gene dell'EPO, per esempio, può essere iniettato in una qualsiasi parte del corpo e produrre localmente la proteina che poi entrerà in circolo. Cercare il punto di iniezione dell'EPO, sarebbe come cercare un ago nel pagliaio!
Nella maggior parte dei casi pero, il doping genetico darà come risultato l'introduzione di un gene esatta copia di quello endogeno ed in grado di dare origine ad una proteina completamente identica all'endogena nelle sue modificazioni post-traduzionali.
Una pubblicazione recente indica che è possibile rilevare una differenza tra la proteina innata e il prodotto della terapia genica sulla base del diverso modello di glicosilazione nei diversi tipi di cellule, rimane solo da vedere se questo è il caso di tutti i tipi di doping genetico [Lasne F et al., 2004].

Le autorità pubbliche e le organizzazioni sportive, incluso il Comitato Olimpico Internazionale, hanno condannato il doping già a partire dagli anni '60. I recenti progressi fatti con i farmaci biologici avranno un grosso impatto sulla natura delle medicine prescritte ai pazienti, e cambierà anche la scelta dei farmaci utilizzati per migliorare le prestazioni atletiche.

La terapia genica è autorizzata esclusivamente per la sperimentazione clinica di prodotti di terapia genica somatica nell'uomo, escludendo tassativamente la possibilità di considerare proponibile qualsiasi tipo di terapia genica della linea germinale umana.

La proibizione del doping genetico da parte dell'Agenzia Mondiale Anti-Doping (WADA) e delle federazioni sportive internazionali fornisce una base forte per la sua eliminazione nello sport, ma dipenderà anche da come verranno accolte le varie regolamentazioni da parte degli atleti.
La maggior parte degli atleti non ha abbastanza conoscenze che gli permetta di capire pienamente il potenziale effetto negativo del doping genetico. Per questo motivo sarà molto importante che essi ed il loro staff di supporto siano ben istruiti, in maniera tale da prevenirne l'uso. Gli atleti devono essere altresì coscienti dei rischi legati all'utilizzo di doping genetico quando usato in strutture non controllate, senza però compromettere quelle che sono le infinite potenzialità offerte dalla terapia genica ufficiale per il trattamento di patologie gravi.

L'industria farmaceutica è ben cosciente delle possibilità e dei rischi derivanti dall'uso di doping genetico e vuole collaborare allo sviluppo di ricerche per la rilevazione di prodotti genici presenti nei propri farmaci. Essa dovrà preferibilmente sottoscrivere un codice nel quale si impegna a non produrre o vendere mai, per nessun motivo, prodotti genetici ad uso non terapeutico.

È stato intervistato un numero limitato di persone provenienti da diverse discipline della scienza e dello sport, in maniera tale da farsi un'idea sulla nozione ed il possibile impatto del doping genetico su di esse. Fra gli intervistati c'erano tre dottori sportivi, un farmacista, quattro atleti d'elite e cinque scienziati provenienti dall'accademia e dall'industria farmaceutica; ecco le domande:

  1. Le è familiare il termine doping genetico?
  2. Cosa significa secondo lei questo termine?
  3. Lei crede in un miglioramento della performance attraverso l'uso di doping genetico?
  4. Quali sono, secondo lei, i rischi per la salute associati all'uso di doping genetico?
  5. Il doping genetico viene già utilizzato, o lo sarà solo in futuro?
  6. Sarà facile rilevare il doping genetico?

Dalle varie risposte, risulta chiaro che la gente non proveniente dalla comunità scientifica ha poche conoscenze in merito all'uso di questa terapia; un timore comune è che la terapia genica possa influenzare la prole, oppure causare tumori. Le persone credono che la rilevazione del doping genetico sarà complessa e le misure preventive difficili. D'altra parte, tutti insistono sul fatto che il doping genetico sarà usato dagli atleti non appena disponibile e che ciò avverrà nei prossimi pochi anni.

I professionisti che circondano gli atleti d'elite sono molto preoccupati per l'eventuale utilizzo del doping genetico e raccomandano l'istruzione dei propri atleti e del proprio staff medico di supporto, a sostegno dello sviluppo di ricerche preventive di misurazione antidoping. Questi professionisti sono convinti che il problema dell'applicazione del doping genetico agli atleti si presenterà entro i prossimi pochi anni e che la sua rilevazione sarà alquanto difficile.

Il mondo dello sport prima o poi si troverà di fronte al fenomeno del doping genetico; il numero esatto degli anni che dovranno trascorrere perché ciò accada è difficile da stimare, ma si può ipotizzare che ciò succederà a breve, nei prossimi anni (Olimpiadi di Pechino 2008 o al massimo in quelle successive).
Dal ciclismo al sollevamento pesi, dal nuoto al calcio e lo sci, tutti gli sport potrebbero trarre vantaggio dalla manipolazione genetica: basta selezionare il gene che migliora il tipo di prestazione richiesta! [Bernardini B., 2006].



A cura di: Lorenzo Boscariol