Attività fisica e Diabete di tipo 2

A cura del Dottor Massimo Golia

Cosa fare: inee guida per la redazione di un protocollo di attività fisica adattata

Modalità: quasi tutti gli sport sono consentiti, tuttavia bisogna fare attenzione a quelli in sé già pericolosi o per i quali un'ipoglicemia potrebbe indurre gravi conseguenze. E' consigliabile scegliere  attività fisiche a carattere prevalentemente aerobico alattacido. Diabete sportInoltre, come detto in precedenza, anche l'esercizio contro resistenza apporta miglioramenti nel diabetico, quindi, in un programma di attività fisica adattata è importante integrare sia l'allenamento aerobico sia quello contro resistenza, in quanto insieme conferiscono un effetto sinergico positivo.

Un altro tassello importante dell'allenamento del diabetico è sicuramente l'allenamento della flessibilità. Tale tipologia di allenamento è spesso raccomandata come mezzo per aumentare il range of motion (ROM) e per ridurre il rischio di lesioni. Tuttavia, a differenza dell'allenamento aerobico e di resistenza, lo stretching sembra non portare benefici metabolici.


Frequenza: La frequenza dell'attività fisica consigliata varia da 3 a 5 sedute settimanali, evitando periodi di inattività per più di 2 giorni di seguito, in quanto gli effetti positivi sull'insulino-resistenza indotti dall'esercizio fisico hanno durata non superiore alle 48 ore dopo la fine dell'esercizio.


Durata: Sono raccomandati dai 30 ai 60 minuti di attività, a cui vanno aggiunti  5-10 minuti di riscaldamento e 5-10 minuti di defaticamento.


Intensità: 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata (40-60% del VO2max o 50-70% della Fc max) (COME CALCOLARE LA FCMAX o IL VO2MAX) oppure 90 minuti a settimana di attività fisica vigorosa (maggiore del 60% del VO2max o maggiore del 70% della Fc max).
Prima di iniziare un programma di attività fisica occorre che il paziente sia anche al corrente delle precauzioni da adottare prima, durante e dopo l'attività. Il controllo glicemico è l'elemento fondamentale da verificare prima di iniziare, ma anche durante (se l'attività si protrae nel tempo) e dopo l'attività fisica. Le linee guida, infatti, consigliano di evitare di intraprendere l'attività se la glicemia è >250 mg/dl o se è presente chetonuria. Tuttavia, occorre considerare che tali indicazioni non debbono essere considerate come assolute, in quanto la scelta di eseguire o non eseguire l'attività dipende soprattutto dall'attività stesa che si intende eseguire. Se infatti essa è svolta ad un'intensità elevata sarà controproducente, se invece viene svolta ad un'intensità leggera o moderata potrà risultare utile in quanto contribuirà all'abbassamento dei livelli glicemici. Altre considerazioni importanti per i soggetti diabetici sono quelle di indossare calzature idonee, indumenti traspiranti, e di mantere una corretta idratazione. Inoltre, è molto importante assumere dei carboidrati semplici se l'attività fisica prevede una durata superiore all'ora.  

Linee guida attività fisica in presenza di complicanze

Un'altra considerazione importante da fare riguarda la presenza di complicanze. In quest'ultimo caso, infatti, il protocollo di attività fisica dovrà essere adattato in funzione delle stesse. Le complicanze alle quali bisogna fare più attenzione nella stesura del programma di attività fisica adattata sono: cardiopatia ischemica, nefropatia diabetica, retinopatia, neuropatia sensitivo-motoria e neuropatia autonomica.


Cardiopatia ischemica: vanno evitate attività fisiche che producono dolore precordiale od un forte incremento della frequenza cardiaca, mentre si raccomanda di praticare attività fisiche di bassa-moderata intensità (40% del Vo2max o 50% della Fcmax) .


Nefropatia diabetica: . Sono raccomandati solo esercizi fisici di moderata intensità (marcia, nuoto, bike).


Retinopatia diabetica: vanno evitate attività fisiche che comportano un incremento della pressione arteriosa (come il sollevamento pesi) o che prevedano contatto fisico (come gli sport da combattimento), mentre sono consentite attività fisiche di moderata intensità.


Neuropatia sensitivo-motoria: la pratica regolare dell'esercizio fisico aerobico alattacido può rallentare la progressione della neuropatia periferica, ma per i potenziali effetti traumatici sui piedi sono raccomandati solo esercizi senza carico (bike stazionaria, rowing, nuoto).


Neuropatia autonomica: sono consentiti esercizi fisici leggeri, attività aerobiche in idonee condizioni di temperatura, con un'adeguata idratazione.


In conclusione è importante sottolineare che non esistono età o condizione fisica per le quali sia inappropriato un determinato livello di esercizio fisico. Ciò perché l'uomo, così come ogni essere vivente, ha bisogno fisiologicamente di una certa quota di movimento per mantenere le sue funzioni biologiche. Ciò è infatti dimostrato  dall'associazione tra i livelli di attività fisica registrati negli ultimi 50 anni e l'incremento delle cosiddette “patologie del benessere”. Se infatti quest'ultime hanno prodotto delle migliori condizioni di vita dall'altra parte hanno aumentato i livelli di sedentarietà. Il movimento, quindi, rappresenta un requisito fondamentale per mantenere e/o migliorare lo stato di salute generale.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015