Attività fisica e Diabete di tipo 2

A cura del Dottor Massimo Golia

Effetti dell'attività fisica sugli altri fattori di rischio

L'esercizio fisico, oltre ad abbassare l'iperglicemia attraverso una miglior azione dell'insulina, e a garantire un miglior trasporto di glucosio nella cellula muscolare, apporta anche altri benefici, tra i quali la riduzione degli altri fattori di rischio associati al diabete tipo 2.

DiabeteTra i fattori di rischio che trovano beneficio da una corretta e costante attività fisica, abbiamo: l'ipertensione, le dislipidemie, il sovrappeso e l'obesità.
L'ipertensione è un fattore di rischio cardiovascolare presente  in oltre il 60% delle persone con diabete tipo 2. L'OMS ha definito di recente valori di pressione arteriosa  normali inferiori a 140/90 mm Hg e borderline una pressione compresa tra 140/90 e 160/95 mm Hg , valori pressori superiori portano alla diagnosi di ipertensione.
Recenti studi, hanno osservato che un'attività fisica regolare abbassa i livelli di pressione arteriosa nelle persone con diabete di tipo 2. Nei soggetti allenati un'attività fisica regolare comporta una miglior risposta pressoria dei vasi sanguigni, conseguente ad una migliore elasticità. Gli esercizi indicati, però, devono essere di tipo dinamico e non isometrico. Quest'ultimo, infatti, potrebbe determinare l'aumento delle resistenze periferiche ed essere dannoso per il soggetto iperteso.
Inoltre, l'esercizio fisico, soprattutto se di tipo aerobico, è legato ad un miglioramento del profilo lipidico ematico, che può diminuire il rischio di aterosclerosi (molto più frequente nel diabetico) e il tasso di mortalità correlata. L'attività fisica regolare svolge un importante ruolo nel mantenimento e nella perdita di peso, prevenendo e contrastando un altro fattore di rischio molto importante per il diabete tipo 2, l'obesità.
I dati per valutare la quantità di attività fisica in grado di prevenire sovrappeso ed obesità sono scarsi e sembrano variare nelle diverse popolazioni e nelle diverse fasce di età. L'American College of Sports Medicine (ACSM) ha recentemente aggiornato le sue linee guida sulle strategie di intervento mediante attività fisica per la perdita di peso. L'aggiornamento mira a suggerire livelli di attività fisica maggiori di quelli raccomandati precedentemente, che suggerivano 150-200 min a settimana di attività fisica moderata. Tale quantità di attività fisica è risultata efficace per prevenire l'incremento ponderale, ma ottiene solo un modesto calo ponderale. Le nuove linee guida per ottenere un maggior calo ponderale, infatti, raccomandano una quantità di attività fisica aerobica moderata superiore ai 250 min a settimana.

L'esercizio fisico contro resistenza nel diabete tipo 2

Come detto precedentemente, l'esercizio aerobico contribuisce ad una maggior insulino-sensibilità e ad un miglioramento del trasporto e dell'utilizzazione del glucosio; inoltre, diminuisce il rischio di patologie cardiovascolari, la rigidità dei vasi, migliora il profilo lipidico ed aiuta a mantenere un giusto peso. Tuttavia, per le persone sedentarie spesso è difficile aderire ai protocolli delle società scientifiche internazionali che, raccomandano almeno 150 minuti a settimana di attività aerobica moderata. Infatti, spesso, la maggior parte delle persone  che otterrebbero vantaggio dall'esercizio aerobico hanno molta difficoltà nell'eseguirlo. Per chi è obeso, chi soffre di artrite, chi è affetto da gravi complicanze del diabete, spesso è difficile anche solo camminare per 20-30 minuti. Quindi, con  il continuo aumento della prevalenza di persone con diabete di tipo 2, si sono cercate forme alternative di attività fisica che potessero produrre gli stessi benefici metabolici del lavoro aerobico. Tra queste forme alternative di attività fisica, l'esercizio contro resistenza è stato riconosciuto come un utile strumento terapeutico per il trattamento di alcune malattie croniche, ed è risultato sicuro ed efficace negli anziani e nelle persone obese. E' stato osservato che, similmente all'esercizio aerobico, l'allenamento contro resistenza migliora l'insulino-sensibilità, il dispendio energetico giornaliero e la qualità della vita.  Inoltre, l'esercizio contro resistenza, aumenta la forza muscolare, la massa magra e la densità minerale ossea.
L'ACSM sostiene che l'allenamento contro resistenza debba essere effettuato per almeno 2 giorni a settimana, con un minimo di 8-10 esercizi  che coinvolgano i principali gruppi muscolari per 10-15 ripetizioni ciascuno. L'ADA, tuttavia, rispetto all'ACSM raccomanda che l'allenamento contro resistenza sia eseguito  con tutti i principali gruppi muscolari, ma per tre volte a settimana,  con una resistenza che dev'essere progressivamente aumentata in maniera tale da permettere lo svolgimento di 8-10 ripetizioni. La differenza principale tra queste due prescrizioni è l'intensità più elevata consigliata per tutti gli individui dall'ADA, che recepisce gli ultimi studi circa la fattibilità dell'allenamento di resistenza ad alta intensità anche per gli individui più anziani con diabete di tipo 2. Tuttavia, recentemente, Balducci et al. hanno dimostrato che anche bassi livelli di allenamento contro resistenza (40- 50% RM), in combinazione con un moderato esercizio aerobico, sono risultati sufficienti per migliorare i livelli di HbA1c (emoglobina legata al glucosio), in misura simile all'esercizio contro resistenza ad alta intensità.
In conclusione possiamo affermare che una persona con diabete tipo 2 trae beneficio sia dall'esercizio aerobico che da quello contro resistenza, in quanto entrambi apportano benefici metabolici ed alla qualità della vita. Tuttavia, in presenza di rilievi patologici, si dovranno scegliere attività che non comportino un rischio di peggioramento delle complicanze.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015