Anomalie elettrocardiografiche

Battiti ectopici ventricolari (BEV)

La documentazione di BEV all'ECG di base e/o nel corso di prova da sforzo (step test), impone ulteriori accertamenti: in prima istanza l'ECO che dovrà essere soprattutto finalizzato alla ricerca di patologie aritmogene anche silenti (cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, dilatativa, ipertrofica, ischemica, prolassi valvolari, miocardite, cardiopatie congenite e valvolari anche operate, etc.), ed in seconda istanza il TE massimale, il MH ed altre indagini di 2° livello.
Potrà essere presa in considerazione l'idoneità in presenza di: BEV asintomatici, monomorfi, sporadici, non ripetitivi, non precoci, non attivati dallo sforzo; assenza di cardiopatia o situazioni aritmogene identificabili o assunzione di sostanze o farmaci aritmogeni.
Dovranno essere invece considerati non idonei i soggetti con:

  • cardiopatia sottostante;
  • aspetti elettrofisiologici considerati a rischio: fenomeno R/T, coppie e triplette strette (R-R < 400 msec) e frequenti, tachicardia ventricolare
  • 4 o più battiti consecutivi) con FC > 120 bpm;
  • chiara relazione dell'aritmia con lo sforzo fisico do l'attività sportiva.

In casi senza una evidente cardiopatia ma con aspetti elettrofisiologici a rischio, un provvedimento utile ai fini di un definitivo giudizio è quellodi rivalutare questi soggetti dopo 4 mesi di "detraining". In tutti gli altri casi sono necessari esami di 3° livello per la concessione della idoneità allo sport.

Tachicardia ventricolare lenta (TVL)

Ritmi idioventricolari con frequenza < 120 bpm riconducibili per lo più a depressione della funzione sinusale, generalmente non rappresentano una contrindicazione all'attività sportiva in assenza di cardiopatia. È comunque obbligatorio uno studio cardioaritmologico di 2° livello teso sia all'esclusione di una cardiopatia sottostante, sia a valutare la capacità di incremento della frequenza sinusale e la totale cancellazione della TVL con lo sforzo.
Inoltre, sono obbligatori controlli cardioaritmologici semestrali di 2° livello.

Tachicardia ventricolare iterativa e fascicolate

La valutazione medico sportiva in queste forme di tachicardie ventricolari impone uno studio cardioaritmologico di 3° livello, strettamente personalizzato.

Aritmie ipercinetiche ventricolari maggiori

Il riscontro attuale e anamnestico di tachicardia ventricolare sostenuta (TVS), torsione di punta (TdP), e/o arresto ipercinetico di circolo da fibrillazione ventricolare (FV), controindica in senso assoluto l'idoneità allo sport, a meno che uno studio cardioaritmologico di 3° livello escluda in modo sicuro la possibilità di recidiva.
Le sindromi da QT lungo congenito controindicano in senso assoluto ogni tipo di attività sportiva anche in assenza di aritmie ipercinetiche ventricolari maggiori documentate.
Nei casi dubbi (QT ai limiti della norma, familiarità), è necessario uno studio cardioaritmologico di 3° livello.

Sindromi da preeccitazione ventricolare

Si tratta di quadri a diagnosi unicamente ECGrafica, in cui la conduzione A-V è accelerata, ed il miocardio ventricolare viene attivato attraverso cortocircuiti che scavalcano le normali vie di conduzione A-V. Se si associano crisi aritmiche (per lo più tachicardia parossistica sopraventricolare o fibrillazione atriale) si parla di sindrome di Wolff-Parkinson- White.

Le caratteristiche ECG grafiche consistono in un accorciamento del tratto PR (meno di 0,12 set), un allargamento del complesso QRS, anomalie della fase di ripolarizzazione ventricolare, e dalla presenza di un'onda di preeccitazione ventricolare, l'onda delta.
Il fascio anomalo responsabile del cortocircuito A-V può collegare direttamente l'atrio al ventricolo (fascio di Kent), oppure l'atrio al nodo A-V (fibre di James), oppure ancora il fascio di His alla parte alta del setto interventricolare (fibre di Mahaim).
Nella maggior parte dei casi, la sindrome di W-P-W viene riscontrata in soggetti sani (80%) e per lo più asintomatici; possono essere associate, nei restanti casi, cardiopatie congenite (es. cardiomiopatie ipertrofiche), ipertensive od ischemiche. Esclusa una cardiopatia di base, la valutazione clinica dipende dalla presenza di sintomi, legati alla frequenza e gravità di eventuali accessi tachiaritmici; per lo più si tratta di tachicardie parossistiche sopraventricolari, flutter o fibrillazione atriale.
Si ricorda che i soggetti affetti da sindrome di W-P-W possono andare incontro ad aritmie più severe, quali la tachicardia e la fibrillazione ventricolare, con rischio di morte improvvisa.
L'idoneità sportiva, ai soggetti asintomatici e senza segni clinici e strumentali di cardiopatia, è subordinata all'esecuzione di uno studio elettrofisiologico, che definisce il tipo di preeccitazione cardiaca e permette di rilevare i dati prognosticamente più significativi.


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A cura di: Lorenzo Boscariol