Abuso di antinfiammatori in campo sportivo

A cura del Dottor Nicola Sacchi - Autore del libro: Farmaci e doping nello sport -

Infiammazione e risposta infiammatoria

Il processo infiammatorio è un complesso sistema di risposta cellulare che determina una serie di eventi biochimici attivati per riparare un tessuto danneggiato. Abuso Antinfiammatori SportLa risposta infiammatoria o flogosi, si realizza attraverso la produzione di numerose classi di molecole di natura autacoide (sostanza che genera una risposta direttamente sulla cellula che la rilascia e/o sulle cellule limitrofe) responsabili di modificazioni biochimiche di varia natura necessarie ad isolare ed attivare i processi di risposta agli agenti lesivi. La flogosi è un meccanismo di difesa non specifico, che costituisce una risposta protettiva nei confronti di una azione dannosa causata da agenti fisici, chimici e biologici, il cui obiettivo finale è l'eliminazione della causa del danno cellulare e la riparazione della cellula stessa.
I fenomeni elementari, che costituiscono la risposta infiammatoria, comprendono vasodilatazione e aumento di permeabilità, che favoriscono il passaggio di liquidi e sostanze nutritive dal torrente ematico al tessuto leso; inoltre, l'infiltrazione di leucociti nell'area di lesione determina l'eliminazione di strutture molecolari danneggiate e metaboliti di scarto. L'infiammazione serve, dunque, a distruggere e confinare l'agente lesivo, ma allo stesso tempo serve a mettere in moto una serie di meccanismi che favoriscono la riparazione o la sostituzione del tessuto danneggiato. Inoltre, genera un abbassamento della soglia del dolore, condizione necessaria per impedire che la zona lesa venga sottoposta ad ulteriori stress che potrebbero danneggiarla maggiormente.
Clinicamente, i segni cardine dell'infiammazione sono: arrossamento, tumefazione, calore, dolore, alterazione funzionale della zona infiammata. Tutte manifestazioni locali di un'aumentata vascolarizzazione e permeabilità dei tessuti, necessarie a riparare la zona lesa. Questi eventi sono attivati dalla produzione locale di prostaglandine, sostanze prodotte a partire dall'acido arachidonico.
L'infiammazione, sebbene rappresenti un processo riparatorio per il corpo, se non controllata può portare a conseguenze negative, quali dolori ed alterazioni permanenti ed irreversibili dei tessuti; pertanto, spesso in caso di infiammazione si utilizzano dei farmaci per attenuare i sintomi di questo processo.

I Farmaci antinfiammatori non steroidei

I farmaci usati per trattare l'infiammazione sono chiamati appunto antinfiammatori. Una delle classi principali di anitinfiammatori è costituita dai FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei).
Con l'acronimo FANS si intende pertanto l'insieme delle sostanze ad azione antinfiammatoria, analgesica ed antipiretica con struttura molecolare non steroidea. Queste sostanze competono con l'acido arachidonico nel legare la ciclossigenasi (COX), enzima responsabile del primo passaggio nella produzione di numerose molecole coinvolte nel processo infiammatorio.
La cosiddetta cascata dell'acido arachidonico è alla base dei processi infiammatori, infatti dall'acido arachidono il corpo produce i cosiddetti eicosanoidi: prostaglandine, prostacicline, leucotrieni e trombossani. Queste sostanze sono coinvolte nei processi cellulari di difesa e riparazione, di conseguenza sono prodotte ogni qual volta uno stimolo esterno (infezione, danno meccanico, stress termico o chimico ecc.) tende a danneggiare un determinato tessuto.
I FANS sono il principale strumento medico per contrastare l'infiammazione. Vengono infatti utilizzati nel trattamento di patologie reumatiche e non reumatiche quali l'artrite reumatoide e l'osteoartrite, ma anche tendiniti, borsiti, e comunque in tutte quelle manifestazioni a carico dell'apparato muscolo-scheletrico sostenute dalla presenza di fenomeni di tipo infiammatorio, di conseguenza anche in caso di infortunio conseguente alla pratica sportiva.

Abuso di FANS: effetti collaterali

L'eccessivo uso e l'utilizzo cronico di antinfiammatori può portare a diversi effetti collaterali quali:

Uso ed Abuso di FANS in campo sportivo

L'impiego di antinfiammatori in campo sportivo è assolutamente giustificato nel trattamento dei numerosi infortuni generati dalla pratica sportiva. Gli atleti infatti utilizzano questi farmaci per alleviare fastidi causati da traumi, per ridurre i sintomi di infiammazioni muscolari, tendinee, ossee ed articolari.
I FANS non rientrano nelle classi delle sostanze vietate dalle norme antidoping, pertanto gli sportivi possono usarli senza incorrere in sanzioni disciplinari. Queste sostanze sono usate infatti abitualmente anche dagli atleti professionisti per alleviare infiammazioni, infortuni e dolori acuti causati dalla pratica sportiva. Tuttavia in molti casi gli sportivi utilizzano questi farmaci in modo scorretto ed inopportuno.
La terapia antinfiammatoria per guarire dagli infortuni, che dovrebbe essere seguita solo per 5 / 8 giorni, spesso viene protratta per diverse settimane. L'uso continuativo così prolungato di antinfiammatori molte volte instaura gli effetti collaterali precedentemente descritti. Tuttavia l'atleta cerca di guarire rapidamente dall'infortunio a discapito della salute del resto del corpo.
Da ricerche condotte in diversi paesi emerge in forma chiara che esiste un ampio uso di FANS, a volte ingiustificato, da parte degli atleti. Spesso l'atleta utilizza questi medicinali senza consultare il medico; questo comportamento può portare a terapie inopportune che possono sfociare in abuso e possono portare a danni per la salute. Tale pratica si dimostra spesso priva dei requisiti medici in merito a dosaggi impiegati, durata del trattamento e appropriatezza d'impiego. Tutto ciò può facilmente portare all'insorgenza dei numerosi effetti collaterali descritti. L'uso di FANS è diventato talmente naturale che spesso non sono considerati i numerosi effetti negativi di cui si tiene conto solamente, purtroppo, quando si manifestano.
Se l'effetto analgesico è già riscontrabile nelle ore successive all'assunzione del FANS, la situazione in merito all'azione antinfiammatoria invece è molto diversa e maggiormente complessa. Infatti possono essere necessarie anche diverse settimane di terapia per trattare stati di flogosi derivanti da traumi ed infortuni, in particolare per quelli causati dalla pratica sportiva. Di conseguenza anche l'intervento terapeutico si prolunga in maniera eccessiva, comportando ovviamente un maggior rischio di comparsa degli effetti collaterali. Questa situazione, molte volte complicata anche dalla mancata supervisione del medico, è spesso la causa dell'abuso di questi medicinali.
Inoltre gli atleti fanno uso di antinfiammatori anche per poter gareggiare in condizioni fisiche non ottimali. Molti sportivi prendono FANS per poter competere o anche semplicemente allenarsi anche in presenza di dolori, infiammazioni articolari, traumi ecc. Ciò determina un uso assolutamente scorretto di questi farmaci che può portare a gravi danni per la salute: fare attività fisica ed addirittura gareggiare sotto l'azione di FANS riduce la percezione del dolore, di conseguenza un atleta non sentendo il fastidio di un eventuale infortunio è portato a sforzare oltremisura la zona infortunata rischiando di peggiorare la situazione, in quanto semplicemente non avverte gli effetti dell'infiammazione, ma non ha risolto l'evento. Generalmente uno stato infiammatorio promuove sensazioni di dolore ogni qualvolta viene sollecitata l'area infiammata, mentre sotto l'effetto dei FANS il dolore non viene percepito e l'atleta sforza l'area in questione incrementandone così il disturbo, che verrà nuovamente percepito come tale allo svanire degli effetti del farmaco.
Utilizzare antinfiammatori per favorire la guarigione da infortuni, traumi, contusioni, tendiniti ecc, risulta corretto da un punto di vista terapeutico, tuttavia sottoporsi ad ulteriori sforzi fisici sotto l'effetto di questi farmaci porta ad aggravare gli infortuni in essere.
Bisogna inoltre aggiungere che alcuni studi mostrano come l'utilizzo di FANS migliori le performance di endurance, attraverso meccanismi non ancora noti, e questo rappresenta spesso un altro motivo di abuso di FANS.
Una possibile spiegazione per questo effetto può essere ipotizzata sul fatto che le prostaglandine agiscono anche nel sistema nervoso centrale, infatti sembra che aumentino l'attività gabaergica inibitoria del sistema nervoso, quindi l'azione degli anitinfiammatori, riducendo l'attività del sistema gabaergico, attiva il sistema nervoso aumentando di conseguenza le capacità di lavoro fisico. Inoltre le prostaglandine di tipo E riducono l'attività adrenergica, di conseguenza l'azione degli antinfiammatori, che inibiscono il rilascio di queste prostaglandine, anche in questo caso può stimolare il sistema nervoso potenziando l'attività adrenergica. Questi effetti potrebbero dare possibili benefici, anche in termini di miglioramento delle capacità fisiche.
L'abuso di FANS da parte degli atleti risulta, per i suddetti motivi, una pratica molto comune che può portare a numerosi rischi per la salute. Per evitare questi rischi è pertanto fondamentale consultare un medico prima di intraprendere qualsiasi terapia farmacologica.




Ultima modifica dell'articolo: 15/04/2016