Virus Intestinale

Generalità

Nel gergo comune, il termine "virus intestinale" indica quella condizione che, in ambito medico, prende il nome di gastroenterite virale o influenza intestinale. Si tratta quindi di un'infiammazione di origine virale, che colpisce lo stomaco e l'intestino tenue causando sintomi gastrointestinali, quali diarrea acquosa, dolori addominali, crampi all'addome e vomito, associati a uno stato febbrile rilevante e ad altri disturbi.
Virus intestinaleLe principali cause di virus intestinale sono 4 agenti virali: il rotavirus, il norovirus, l'adenovirus enterico e l'astrovirus.
La diagnosi di virus intestinale si basa generalmente sulle informazioni riguardanti la sintomatologia, provenienti da un accurato esame obiettivo e da un'attenta anamnesi.
Non esiste alcun trattamento specifico contro il virus intestinale, ma solo una terapia sintomatica, il cui scopo è quello di prevenire la disidratazione, ossia la complicanza principale della gastroenterite virales.

Cos'è il virus intestinale?

Virus intestinale” è l'appellativo popolare, alquanto improprio, che fa riferimento alla condizione medica chiamata influenza intestinale o gastroenterite virale.
Quindi, quando si parla di “virus intestinale”, s'intende un processo infiammatorio (il suffisso “-ite” di gastroenterite), di origine virale, che colpisce lo stomaco (il termine “gastro-” di gastroenterite) e l'intestino tenue (la parole “-enterite” di gastroenterite), provocando sintomi di natura gastrointestinale.
Salvo casi particolari – che possono essere bambini, anziani e persone con ridotte difese immunitarie – il virus intestinale è una condizione transitoria, la cui durata non supera i 2-3 giorni.


Punto fondamentale

Con la terminologia “virus intestinale” non ci si riferisce tanto a uno specifico agente infettivo virale, quanto piuttosto a una forma di gastroenterite causata da virus.

Epidemiologia

Il virus intestinale è diffuso in tutto il Mondo e colpisce con cadenza quasi annuale tantissime persone di ogni età, sia di genere maschile che di genere femminile.
Statistiche alla mano, il virus intestinale rappresenta la più importante causa di diarrea severa tra gli adulti e i bambini, e una delle principali ragioni di morte per diarrea, nei bambini sotto i 5 anni di età.

Cause

I più comuni agenti virali che causano la condizione di virus intestinale sono:

  • Il rotavirus.
  • Il norovirus.
  • L'adenovirus enterico.
  • L'astrovirus.

Rotavirus

Il rotavirus è la principale causa di virus intestinale nei neonati e nei bambini.
La trasmissione del rotavirus nell'essere umano avviene quasi sempre per via oro-fecale. In medicina, si parla di trasmissione oro-fecale quando, complice una cattiva igiene personale, si assiste al passaggio di un agente patogeno dalle feci di un ospite alla cavità orale di un nuovo futuro ospite.
Anche se meno comune della diffusione per via oro-fecale, un'altra importante modalità di trasmissione del rotavirus è per aerosol (cioè quando il passaggio dell'infezione a un nuovo ospite avviene a seguito dell'inalazione delle particelle virali, emesse dall'ospite infettato quando tossisce, starnutisce o parla).
Di solito, da quando ha contagiato un individuo, il rotavirus ha bisogno di un paio di giorni per dare dimostrazione della sua presenza con sintomi gastrointestinali.
Nella maggior parte dei casi, gli episodi di virus intestinale riconducibili all'infezione da rotavirus si riscontrano nei mesi invernali, quando cioè fa più freddo; il rotavirus, pertanto, è un agente virale stagionale.


Veloci ma importanti informazioni sul rotavirus:

  • A livello globale, nel 2013, ha causato il decesso di 215.000 bambini al di sotto dei 5 anni (il 90% di questi decessi ha avuto luogo in Paesi in via di sviluppo);
  • Nel Mondo, ogni anno, colpisce milioni e milioni di persone ed è responsabile di circa 2 milioni di ospedalizzazioni;
  • Da quando esistono i vaccini anti-rotavirus, il numero mondiale di infezioni da rotavirus sta diminuendo sensibilmente;
  • Colpisce almeno una volta tutti i bambini al di sotto dei 5 anni;
  • Può contagiare anche gli adulti, ma è un'evenienza rara e spesso asintomatica;
  • Esistono 8 specie di rotavirus, identificate con le prime otto lettere maiuscole dell'alfabeto (A, B, C, D, E, F, G e H);
  • Per genoma, possiede una molecola di RNA a doppia elica.

Norovirus

Il norovirus è un agente virale particolarmente contagioso, capace di scatenare la condizione di virus intestinale sia nei bambini che nelle persone adulte.
In genere, il contagio da norovirus nell'essere umano avviene dopo l'ingestione di cibo contaminato, l'assunzione di acqua contaminata o il contatto diretto con oggetti contaminati o persone infette.
Le infezioni da norovirus sono decisamente più comuni tra le persone che trascorrono molto tempo in luoghi affollati, come per esempio scuole, ospedali, case di riposo, dormitori, caserme ecc.
Il norovirus presenta una certa stagionalità; infatti, è particolarmente attivo nel causare gastroenterite durante l'inverno e nel mese immediatamente precedente e in quello immediatamente successivo a i mesi invernali (quindi agisce tra Novembre e Aprile dell'anno seguente).
Di norma, da dopo il contagio, il norovirus impiega dalle 12 alle 48 ore per causare i primi sintomi tipici della condizione chiamata volgarmente virus intestinale.


Veloci ma importanti informazioni sul norovirus:

  • La gastroenterite virale a cui dà origine è la più comune causa di malattia trasmessa da alimenti contaminati;
  • È la principale causa di gastroenterite in America;
  • È responsabile del 18% di tutti i casi di gastroenterite acuta, registrati a livello mondiale;
  • È una delle più comuni cause di gastroenterite nelle navi da crociera;
  • Il norovirus è in grado di sopravvivere nell'acqua marina e ciò fa sì che molluschi, quali ostriche, vongole o cozze, possano ingerirlo inavvertitamente e diventare agenti di trasmissione virale;
  • Nei Paesi industrializzati, ogni anno, è associato a più di 900.000 visite mediche ambulatoriali e a 64.000 ricoveri ospedalieri;
  • Nei Paesi in via di sviluppo, ogni anno, è associato a 1,1 milioni di ospedalizzazioni e a circa 218.000 decessi.
  • Per genoma, possiede una molecola di RNA a singola elica.

Adenovirus enterico

L'adenovirus enterico è, dopo il già descritto rotavirus, il secondo più importante agente virale che causa la condizione di virus intestinale nei neonati e nei bambini.
Secondo le stime più attendibili, l'adenovirus enterico sarebbe implicato in un 17% di tutti i casi mondiali di diarrea infantile.
Come in ogni adenovirus, il genoma dell'adenovirus enterico consiste in una molecola di DNA a doppia elica.

Astrovirus

Scoperto in tempi abbastanza recenti (1975), l'astrovirus causa la condizione di virus intestinale più frequentemente nei bambini che non negli adulti; tra i bambini, i suoi “bersagli” preferiti sono i soggetti di età inferiore ai 10 anni.
Nella popolazione umana, l'astrovirus può diffondersi in vari modi: per contatto diretto con una persona infetta, per via oro-fecale, per aerosol, in seguito a un rapporto sessuale ecc.
Sicuramente, un fattore che ne favorisce la trasmissione è la scarsa igiene tipica dei soggetti più giovani e dei Paesi in via di sviluppo.
Avente per genoma una molecola di RNA a singola elica, l'astrovirus presenta un periodo di incubazione di 3-4 giorni, ossia impiega 3-4 giorni, da dopo il contagio di un nuovo ospite, per causare i primi sintomi gastrointestinali.

Fattori di rischio del virus intestinale

Sono maggiormente a rischio di sviluppare virus intestinale:

  • I bambini al di sotto dei 5 anni;
  • Gli anziani, specialmente quelli che vivono nelle case di riposo;
  • I soggetti, bambini o adulti che siano, che presentano un sistema immunitario debole. Il sistema immunitario difende l'organismo umano dalle minacce che possono provenire da batteri, virus, funghi ecc.

Inoltre, favoriscono la diffusione della condizione di virus intestinale:

  • La vita di comunità. Sono ambienti a rischio i dormitori, le scuole, gli ospedali, le navi da crociera, le caserme ecc.;
  • La scarsa igiene personale, specialmente da parte dei gestori dei prodotti alimentari;
  • L'acqua contaminata;
  • Il consumo di molluschi crudi o provenienti da acque contaminate.

Sintomi e complicanze

I tipici sintomi del virus intestinale sono:

Sintomi Virus intestinaleIn genere, i sintomi delle più classiche gastroenteriti virali insorgono dopo 2-3 dal giorni dal contagio e hanno una durata variabile da 1 (casi meno gravi) ad anche 10 giorni (casi più gravi).

Complicazioni

Le numerose scariche giornaliere di diarrea e il vomito comportano, per il paziente, perdite cospicue di liquidi (acqua in particolare) e sali minerali.
Se la persona interessata non beve a sufficienza e non provvede a ripristinare quanto perso con diarrea e vomito, queste perdite sono potenzialmente in grado di instaurare uno stato di disidratazione.
La disidratazione, ossia la carenza patologica di acqua nell'organismo, è una condizione medica che, quando è particolarmente grave e non trattata a dovere, può causare anche la morte del paziente.

SINTOMI DELLA DISIDRATAZIONE: COME ACCORGERSENE

I sintomi della disidratazione sono: senso di sete, crampi muscolari, debolezza generale, calo del peso corporeo, diminuzione della diuresi, urine di colore particolarmente scuro, secchezza delle labbra, della pelle e delle mucose, aumento della temperatura corporea, infossamento dei bulbi oculari, aumento della frequenza cardiaca, mancanza di lacrime nel pianto e freddezza alle estremità degli arti.

CHI È PIÙ A RISCHIO?

In presenza di virus intestinale, le persone più a rischio di disidratazione sono i bambini, gli anziani e soggetti immunodepressi.
Nei bambini, il rischio disidratazione dipende dalla maggior percentuale di acqua corporea e dal più veloce turnover di quest'ultima.
Negli anziani, il rischio disidratazione è frutto di un calo dello stimolo della sete, che porta i diretti interessati a sentire di meno l'esigenza di bere, a dispetto di un bisogno fisiologico importante.
Infine, negli immunodepressi, il rischio disidratazione è legato a un sistema immunitario più debole, che non riesce a contrastare e limitare l'infezione virale e i suoi effetti (da una guarigione più lenta deriva una maggiore permanenza del vomito e della diarrea, i quali portano a un'ingente perdita di liquidi).


Curiosità

bambini piccoli e anziani sono soggetti maggiormente a rischio di disidratazione non solo per i motivi sopraccitati, ma anche perché presentano un sistema immunitario meno efficiente (quindi, sono equiparabili a individui immunodepressi).

Quando rivolgersi al medico?

Un soggetto adulto dovrebbe contattare immediatamente il medico, se:

  •  Per colpa del vomito, non riesce a trattenere alcun liquido assunto per almeno 24 ore consecutive;
  • Vomita per più di due giorni consecutivi;
  • Lamenta 10-12 scariche diarroiche al giorno;
  • Lamenta i tipici sintomi dello stato di disidratazione (sete intensa, labbra secche, diminuzione della diuresi, urine di colore scuro ecc.);
  • Manifesta febbre superiore ai 40°C.

SE IL PAZIENTE È UN NEONATO O UN BAMBINO

I genitori di un neonato o un bambino dovrebbero contattare immediatamente un medico, quando il figlio:

  • Presenta febbre superiore ai 38°C;
  • Manifesta letargia, sonnolenza e irritabilità;
  • È sofferente all'addome. Il neonato esplicita tale sofferenza attraverso il pianto;
  • È vittima di diverse scariche diarroiche nel giro di poche ore;
  • Dà segni di disidratazione. Il neonato disidratato non bagna il pannolino per diverse ore e piange senza lacrime, mentre il bambino urina meno frequentemente del solito e ha la bocca secca;
  • È vittima di episodi ripetuti di vomito.

Diagnosi

In molti casi, per diagnosticare la condizione di virus intestinale è sufficiente l'analisi dei sintomi e dei segni, che ha luogo in occasione dell'esame obiettivo e dell'anamnesi.

Quando servono esami più approfonditi?

La necessità di ricorrere a un esame diagnostico approfondito come l'esame colturale delle feci prende vita nel momento in cui l'analisi dei sintomi pone alcuni dubbi sull'origine virale della condizione in corso.
Attraverso l'esame colturale delle feci, infatti, il medico è in grado di definire con assoluta certezza se l'agente patogeno scatenante i disturbi gastrointestinali è un virus, un batterio o un fungo.
In altre parole, l'esame colturale delle feci chiarisce qual è l'esatto agente infettivo che sta causando la gastroenterite.


Diagnosi differenziale: le patologie non infettive che causano sintomi molto simili al virus intestinale

Terapia

Il virus intestinale è una condizione dalla quale una persona in buona salute (cioè non immunodepressa)  può guarire in pochi giorni, senza il ricorso a cure specifiche (che peraltro non esistono), ma solo attraverso un'adeguata terapia sintomatica, attuabile da casa e finalizzata a evitare la disidratazione.
Nelle prossime sezioni, l'articolo tratterà:

  • La terapia sintomatica classica, attuabile da casa;
  • La terapia in caso di disidratazione;
  • Alcuni consigli per favorire il successo della terapia sintomatica attuabile da casa.

La terapia sintomatica più classica

La più classica terapia sintomatica contro il virus intestinale è semplice e consiste nel bere molto e frequentemente, in modo da recuperare i liquidi e i sali minerali persi a causa della diarrea e del vomito.

Cosa fare in caso di disidratazione

Quando il virus intestinale porta alla disidratazione (perché il paziente non ha seguito un'adeguata terapia sintomatica, perché il paziente era un soggetto immunodepresso, perché l'infezione era particolarmente grave ecc.), il trattamento da adottare prevede il ricovero ospedaliero del paziente e la somministrazione, per via endovenosa, di tutti i liquidi e i sali minerali necessari all'organismo che soffre per la carenza d'acqua.

Consigli per favorire il successo della terapia sintomatica attuata da casa

Per favorire il successo della terapia sintomatica attuata da casa, i medici consigliano di:

  • Bere durante e, soprattutto, tra i pasti;
  • Se il vomito è ancora intenso, bere piccole quantità di acqua ogni 30-60 minuti, in modo che ci siano maggiori probabilità di trattenere i liquidi assunti;
  • Consumare pasti piccoli, per non mettere eccessivamente sotto sforzo un apparato digerente già in difficoltà a causa dell'infezione virale.
  • Non bere succhi di frutta, né assieme all'acqua né tanto meno in sua sostituzione. I succhi di frutta non apportano i sali minerali che servono all'organismo e che il paziente perde con la diarrea e il vomito; inoltre, favoriscono la diarrea;
  • In aggiunta all'acqua, consumare bevande arricchite di elettroliti e appositamente realizzate per evitare i fenomeni di disidratazione. Un esempio di tali bevande sono le bibite per sportivi, acquistabili ormai anche nei supermercati più grandi.

Prognosi

Come si è detto inizialmente, il virus intestinale è una condizione transitoria, da cui è possibile guarire perfettamente nel giro di 2-3 giorni, a patto che il paziente si attenga alla terapia sintomatica sopra discussa.
Eventuali problematiche, talvolta anche molto serie, possono dipendere da una trascuratezza nel trattamento, da uno stato di salute non ottimale del paziente prima ancora di ammalarsi di influenza intestinale, o da una carica virale particolarmente elevata, tale per cui il processo di guarigione spontanea è più lento del previsto.

Come capire che l'infezione virale ha avuto termine?

La fine della diarrea acquosa è, in genere, il segnale che indica la conclusione dell'infezione virale.

Prevenzione

Esistono diverse strategie per prevenire la diffusione del virus intestinale, tra cui:

  • Conseguire il vaccino contro il rotavirus. Esistono due tipologie di vaccini, entrambe molto efficaci e sicure. Questi due tipi di vaccini proteggono specificatamente dal rotavirus della specie A, rientrano nella categoria dei vaccini vivi attenuati e si assumono per via orale.
    La messa in commercio dei vaccini contro il rotavirus A è abbastanza recente. Risale, infatti, al 2006.
    Attualmente, più di 100 Paesi al Mondo possiedono la licenza per utilizzare i suddetti vaccini, ma solo 28 di questi hanno introdotto il vaccino contro il rotavirus tra le vaccinazioni di routine.
  • Lavare le mani con estrema cura, soprattutto dopo essere stati al gabinetto. I bambini tendono a trascurare questa buona abitudine, pertanto è bene che i genitori svolgano un'azione di sorveglianza e intervengano quando opportuno.
    Un lavaggio adeguato prevede l'uso di acqua calda, sapone per almeno 20 secondi e lo strofinamento delle dita, in particolare sotto le unghie e tra le pieghe.
  • Utilizzare separatamente gli effetti personali da casa. Ciò significa che ogni membro della famiglia o di una comunità di tante persone deve avere un proprio asciugamano, un proprio spazzolino da denti ecc. L'uso promiscuo in famiglia o in comunità degli effetti personali è una pessima abitudine, specie quando uno o più membri sono portatori di un'infezione come il virus intestinale, in quanto ne facilita la diffusione.
  • Se all'interno di un nucleo di più persone che vivono assieme sta circolando la gastroenterite virale, provvedere a disinfettare periodicamente le superfici di maniglie, rubinetti, WC ecc.; in altre parole, pulire qualsiasi parte del locale di soggiorno, che possa in qualche modo essere entrata in contatto con le mani del malato.
  • Se il malato è un neonato, il genitore deve provvedere alla sua pulizia (cambio del pannolino ecc.) in ambienti ben separati dalla o dalle stanze in cui generalmente si mangia.
  • Mantenersi a distanza dalla persona con virus intestinale.
  • Evitare di mangiare molluschi crudi, specie quando non se ne conosce la provenienza.

Precauzioni quando si è in viaggio

Bere solo acqua imbottigliata, evitare di succhiare i cubetti di ghiaccio (perché potrebbero essere fatti con acqua contaminata), usare acqua in bottiglia per il lavaggio dei denti, evitare il consumo di cibi crudi derivanti da preparazioni manuali (es: frutta sbucciata, verdure crude, insalate ecc.) e non consumare carne e pesce crudi, sono tra le principali precauzioni per evitare un eventuale contagio da virus intestinale, quando si è in viaggio.