Vardenafil: interazione con altri farmaci

Andi Cenko Farmacista

Il vardenafil, come la maggior parte dei farmaci, viene metabolizzato dal gruppo enzimatico del citocromo P450 (CYP450), più precisamente dai due isoenzimi CYP3A4 e CYP3A5.

Dagli studi clinici sull'analisi farmacocinetica del vardenafil è emerso che gli inibitori del CYP3A4, come ketoconazolo ed eritromicina, causano una riduzione della clearence del vardenafil stesso. Infatti la somministrazione contemporanea di ketoconazolo in dosi terapeutiche (200 mg) e di vardenafil in dose terapeutica minima (5 mg), ha dato luogo ad un incremento di 10 volte della biodisponibilità del vardenafil e di circa 4 volte della sua concentrazione massima. Anche se non siano stati condotti specifici studi clinici di interazione del vardenafil con altri farmaci della stessa classe del ketoconazolo, si deve ritenere che l'uso di altri farmaci della stessa classe, che sono anche potenti inibitori del CYP3A4, come per esempio l'itraconazolo, può dar luogo ad aumenti dei livelli plasmatici di vardenafil paragonabili a quelli prodotti dal ketoconazolo. Perciò si raccomanda ai pazienti di evitare l'uso concomitante di vardenafil con potenti inibitori del CYP3A4, quali itraconazolo e ketoconazolo. Per gli stessi motivi, basandosi anche sui dati del metabolismo delle persone in età avanzata, si raccomanda ancor più vivamente di evitare la somministrazione contemporanea del vardenafil insieme ad itraconazolo e/o a ketoconazolo nei pazienti di età superiore a 75 anni.
Un altro inibitore abbastanza potente del CYP3A4 è l'eritromicina; la somministrazione contemporanea di questo antibiotico in dosi terapeutiche (1500 mg/die) e di vardenafil alla dose terapeutica minima (5 mg/die) ha dato luogo ad un incremento di 4 volte della biodisponibilità plasmatica del vardenafil e ad un aumento di circa 3 volte della concentrazione massima del vardenafil. Sebbene non sia stato condotto uno specifico studio di interazione, si deve ritenere che la somministrazione concomitante di farmaci appartenenti alla stessa classe farmacologica dell'eritromicina, come ad esempio la claritromicina, può avere simili ripercussioni sulla biodisponibilità plasmatica e sulla concentrazione massima del vardenafil. Nel caso il vardenafil debba essere usato in combinazione con un inibitore moderato del CYP3A4 come l'eritromicina o la claritromicina, può essere necessario un aggiustamento della dose, per evitare la comparsa di effetti indesiderati correlati all'aumento della concentrazione plasmatica del vardenafil stesso.
Indianavir è un inibitore dell'enzima proteasi dell'HIV, nonché un potente inibitore dell'isoenzima CYP3A4. La somministrazione contemporanea dell'indinavir a dosi terapeutiche insieme al vardenafil (10 mg/die) aumenta la biodisponibilità plasmatica del vardenafil di circa 16 volte e la sua massima concentrazione plasmatica di circa 7 volte, rispetto ai valori ottenuti quando il vardenafil viene somministrato singolarmente.
Anche la somministrazione contemporanea di vardenafil, alla dose minima terapeutica di 5 mg/die, e ritonavir, un altro inibitore della proteasi dell'HIV e potente inibitore dell'isoenzima CYP3A4, ha dato luogo ad un incremento di circa 13 volte della concentrazione plasmatica massima e ad un incremento di circa 49 volte della biodisponibilità del vardenafil, sempre rispetto ai valori dell'assunzione singola. L'interazione è una conseguenza del blocco del metabolismo epatico di vardenafil da parte del ritonavir. Il ritonavir ha anche un'altra caratteristica per la quale la somministrazione contemporanea con il vardenafil è fortemente sconsigliata: questo farmaco prolunga significativamente l'emivita del vardenafil fino a circa 26 ore.
Il vardenafil a sua volta può interagire con diversi farmaci modificando le loro caratteristiche farmacodinamiche. L'effetto indesiderato più frequente, che si può verificare quando il vardenafil viene somministrato insieme ad altri farmaci antiipertensivi, alterandone la farmacodinamica, è la vasodilatazione, di conseguenza l'ipotensione ortostatica. Infatti in uno studio condotto su dei volontari sani, ai quali è stata somministrata prima la dose di 20 mg di vardenafil e dopo (da 1 a 4 ore dopo) una dose di nitroglicerina sublinguale, il vardenafil potenziava l'effetto di riduzione della pressione arteriosa della nitroglicerina. Se invece la nitroglicerina viene somministrata ad una distanza temporale di 24 o più ore dalla somministrazione del vardenafil, tale effetto indesiderato non si verifica.
Un altro gruppo di farmaci con forti proprietà antiipertensive è la classe degli alfa bloccanti, come terazosina o doxazosina; siccome la monoterapia con alfa-bloccanti può provocare marcata riduzione della pressione arteriosa, specialmente ipotensione posturale e sincope, sono stati condotti studi clinici di interazione tra alfa-bloccanti e vardenafil. Tali studi sono stati eseguiti su dei volontari sani, la pressione arteriosa dei quali rientrava nella norma: dopo la somministrazione del vardenafil con alti dosaggi di farmaci alfa bloccanti, come tamsulosina o terazosina, è stata verificata una diminuzione della pressione arteriosa clinicamente significativa nella maggior parte dei volontari partecipanti allo studio clinico. Tra i soggetti trattati con terazosina, il riscontro di ipotensione era più frequente quando il vardenafil e la terazosina venivano somministrati contemporaneamente, rispetto a quando la somministrazione era separata da un intervallo di 6 ore.


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Ultima modifica dell'articolo: 24/12/2015