Vardenafil: controindicazioni e avvertenze

Andi Cenko Farmacista

Prima di iniziare il trattamento della disfunzione erettile con il farmaco vardenafil, è consigliabile consultarsi con il proprio medico, sottoponendosi ad una serie di accertamenti per assicurarsi che alla base dell'impotenza non vi siano patologie o condizioni fisiche che necessitano di altri tipi di farmaci o che impediscono l'uso del vardenafil. Infatti, prima dell'inizio del trattamento, si raccomanda ai medici responsabili del paziente di eseguire un controllo accurato sulle condizioni cardiovascolari del soggetto, questo perché esiste un rischio cardiaco associato all'attività sessuale.
Un'altra cosa da tenere presente prima di iniziare il trattamento è l'effetto vasodilatatorio del vardenafil, che può provocare una diminuzione transitoria della pressione arteriosa. Particolare attenzione va prestata nei confronti di pazienti che presentano complicazioni del sistema cardiocircolatorio, come stenosi aortica o subaortica ed ipertrofia cardiaca idiopatica: questi soggetti possono risultare particolarmente suscettibili all'azione vasodilatatoria del vardenafil o di altri inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5. Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione nel somministrare il vardenafil a pazienti che assumono allo stesso tempo farmaci appartenenti alla classe degli alfa bloccanti, perché anche questi ultimi hanno proprietà vasodilatatorie non trascurabili, che portano ad un potenziamento dell'effetto ipotensivo del vardenafil. Il trattamento della disfunzione erettile con vardenafil, nei pazienti che sono già in trattamento con farmaci alfa bloccanti, dovrebbe quindi essere iniziato solo quando il paziente si è stabilizzato, partendo dalla dose iniziale più bassa consigliata: quella di 5 mg/die. Il vardenafil può essere somministrato in qualsiasi momento assieme alla tamsulosina, mentre con altri alfa bloccanti è opportuno prendere in considerazione un intervallo temporale fra le due somministrazioni. Similmente, nei pazienti che già assumono il vardenafil ad una dose ottimale, l'alfa-bloccante dovrebbe essere iniziato alla dose più bassa possibile. Un aumento graduale della dose di alfa-bloccante può essere associato ad un ulteriore abbassamento della pressione arteriosa nei pazienti che assumono il vardenafil.

Il vardenafil, come altri inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, dev'essere usato con cautela nel trattamento della disfunzione erettile in pazienti che presentano deformazioni anatomiche del pene, come per esempio fibrosi dei corpi cavernosi e malattia di Peyrone; la stessa cautela va utilizzata nei pazienti che presentano patologie che predispongono al priapismo, come per esempio l'anemia falciforme e il mieloma multiplo.
Alcuni studi clinici hanno confermato che la somministrazione del vardenafil prolunga l'intervallo QT del ciclo cardiaco. In particolare, uno studio ha dimostrato che alla dose di 10 mg, il vardenafil prolunga in media di 8 millisecondi l'intervallo QT. Durante lo stesso studio clinico 10 mg di vardenafil sono stati somministrati contemporaneamente a 400 mg di gatifloxacina (un farmaco antibatterico con proprietà di prolungamento dell'intervallo QT simili a quelle del vardenafil): in seguito si è notato che il prolungamento dell'intervallo QT era di circa 4 millisecondi in più rispetto a quello dei due farmaci assunti singolarmente. Perciò, anche se non esistono abbastanza dati per valutare l'impatto clinico del prolungamento dell'intervallo QT, la somministrazione contemporanea di vardenafil e gatifloxacina è vivamente sconsigliata. La rilevanza clinica di queste osservazioni è sconosciuta e non può essere generalizzata a tutti i pazienti e a tutte le circostanze, dato che essa dipende da fattori di rischio individuali e dalla suscettibilità che può essere presente ad un dato momento ed in ogni determinato paziente. In genere, è consigliabile evitare la somministrazione di medicinali che possono prolungare l'intervallo QT, incluso il vardenafil, in pazienti con rilevanti fattori di rischio, per esempio ipopotassiemia, prolungamento congenito del tratto QT o concomitante somministrazione di medicinali antiaritmici.


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Ultima modifica dell'articolo: 13/08/2016