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Salute
      Ultima modifica: 06/02/2012

Vaginosi batterica

A cura di Eugenio Ciuccetti, Ostetrico e Fitness Trainer


La vaginosi batterica rappresenta probabilmente l'infezione vaginale oggi più diffusa tra le donne. Si tratta di una condizione caratterizzata dall'alterazione del normale ecosistema vaginale e del suo pH; ossia di uno squilibrio riguardante i microrganismi che, in condizioni fisiologiche, popolano e difendono l'ambiente vaginale stesso (la cosiddetta flora saprofita).

In particolare avremo una diminuzione dei Lactobacilli (o Bacillo di Doderlein), solitamente deputati a mantenere l'ambiente vaginale leggermente acido (un pH vaginale normale è di circa 4,5) e quindi protetto dallo sviluppo di batteri dannosi.

VaginosiLa vaginosi batterica - come tutte le infezioni vaginali - può apparire inizialmente come un problema banale ed essere di conseguenza ignorato o comunque sottovalutato. Al contrario - anche in considerazione dell'elevato rischio di complicanze e recidive - dovrebbe sempre essere tempestivamente diagnosticata e opportunamente trattata.

In caso contrario, ad esempio, si correranno maggiori rischi di sviluppare successive alterazioni a livello del collo dell'utero o una vera e propria malattia infiammatoria pelvica. In gravidanza poi la Vaginosi Batterica è spesso associata a rottura anticipata delle membrane e a parti prematuri. La terapia - locale o intravaginale - deve essere necessariamente prescritta dal medico. Non si può e non si deve curare una vaginosi batterica facendo di testa propria e affidandosi a semplici rimedi da banco. Uno dei farmaci più utilizzati in questo campo è il Metronidazolo.

I sintomi più frequenti sono: il cattivo odore vaginale (che spesso le donne attribuiscono erroneamente ad un semplice problema di insufficiente igiene personale) e le perdite vaginali bianco-grigiastre e lattiginose. Il cattivo odore, di pesce avariato, è provocato da amine come la Cadaverina e la Putrescina, prodotte dal metabolismo batterico. Raramente invece - a differenza di quanto capita nelle infezioni da Candida o da Trichomonas - è presente una sensazione di prurito e irritazione.

La vera causa delle vaginosi batteriche è ancora oggi oggetto di studio e approfondimento. Tradizionalmente il principale responsabile veniva individuato nella cosiddetta Gardnerella Vaginalis e si riteneva che la sua trasmissione avvenisse soprattutto attraverso i rapporti sessuali. Ecco perché un elevato numero di partner veniva considerato un importante fattore di rischio. Lo sperma maschile tra l'altro modifica il PH della vagina e ostacola lo sviluppo dei Lattobacilli.

Studi più recenti - pur senza smentire le teorie del passato - hanno tuttavia messo in evidenza un quadro più complesso e articolato. Oggi è quindi più opportuno sospettare che l'insorgenza di una Vaginosi Batterica sia legata alla contemporanea interazione di cause diverse piuttosto che a un singolo microrganismo o comportamento.

Tra i fattori di rischio più significativi vanno segnalati un'igiene intima scorretta (ad esempio un uso eccessivo di lavande), l'uso di antibiotici o di contraccettivi meccanici intrauterini come la spirale, precedenti gravidanze e una certa predisposizione genetica (pare ad esempio che la popolazione di colore sia statisticamente più colpita). Si è inoltre osservato che tale patologia è rara sia nelle ragazze prepuberi che nelle donne dopo la menopausa. Ciò può essere magari attribuito a un minor numero di rapporti e partner sessuali in queste due fasce d'età, ma anche al caratteristico quadro ormonale che le differenzia dal periodo fertile.

La prevenzione della Vaginosi Batterica - e delle infezioni vaginali in generale - passa comunque anche attraverso alcune basilari norme igieniche e di comportamento quotidiano. L'uso di sostanze a PH non acido o ad attività anti-lattobacillare, ad esempio, facilita il processo infettivo. Le irrigazioni, gli spray igienizzanti, i saponi e i talchi profumati andrebbero evitati. Le irrigazioni infatti alterano la naturale flora saprofita presente in vagina; talchi profumati e spray possono invece produrre irritazioni della mucosa vaginale.

Bisognerebbe inoltre evitare di indossare biancheria intima sintetica così come jeans e pantaloni troppo stretti, tali da trattenere umidità e calore, creando condizioni favorevoli allo sviluppo di microrganismi dannosi. Quando infine si asciugano e puliscono le parti intime, bisognerebbe sempre eseguire un movimento che dall'avanti procede all'indietro e non viceversa. Questo per evitare il facile e rischioso trasporto di batteri dal retto alla vagina e prevenire quindi la vaginosi.


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