Vaccino Meningite - Guida alla Vaccinazione

Generalità

Il vaccino contro la meningite è una misura preventiva, utile per ridurre il rischio di sviluppare le principali forme batteriche invasive della malattia.
La meningite è un'infiammazione delle membrane che rivestono il cervello e il midollo spinale; tale condizione dipende principalmente da infezioni, ma, in rari casi, può essere provocata anche da processi irritativi e da alcune malattie.
Vaccino meningiteTra le varie forme di meningite quelle più gravi e pericolose sono quelle batteriche, che possono determinare esiti invalidanti o addirittura letali nel soggetto colpito. L'agente infettivo più temuto è il meningococco (Neisseria meningitidis), di cui esistono diversi sierotipi (attualmente, ne sono noti 13, ma solo 5 - A, B, C, Y, W135 e X – sono rilevanti dal punto di vista clinico, in quanto possono determinare epidemie e malattie pericolose per l'uomo). In Italia, il meningococco C è il sierotipo più aggressivo e si riscontra più frequentemente insieme al ceppo B.
Al momento, per prevenire la meningite, i vaccini nella loro formulazione monovalente (C e B) o quadrivalente (A-C-W135-Y) rappresentano lo strumento più efficace per proteggere dalla malattia in modo duraturo, riducendo il rischio di un decorso severo. 

Cos'è la meningite

La meningite è un'infiammazione delle meningi, cioè delle membrane che racchiudono e proteggono il cervello e il midollo spinale.

Di solito, questa patologia riconosce una causa infettiva, ma esistono anche forme provocate da fenomeni irritativi (es. farmaci, infiltrazione neoplastica da tumori cerebrali primitivi o metastasi, lesioni fisiche ecc.) ed alcune malattie sistemiche (come sarcoidosi e vasculiti).


Per approfondire: Meningite - Cause e Sintomi »

Le forme di meningite più comuni

L'infiammazione meningea su base infettiva può essere provocata da virus, batteri e funghi.

  • La meningite virale (conosciuta anche come meningite asettica) è abbastanza comune e meno grave rispetto alle forme batteriche; di solito, i sintomi sono molto simili a quelli di una comune influenza, non comporta gravi conseguenze e la malattia si risolve nell'arco di una decina di giorni.
  • La meningite batterica è più rara, ma estremamente grave e può avere conseguenze anche letali. Tra gli agenti che causano la meningite vi sono: Neisseria meningitidis (meningocco), Streptococcus pneumoniae (pneumococco) e Haemophilus influenzae di tipo b (emofilo B o Hib).
  • La meningite da funghi (o miceti) colpisce soprattutto le persone con il sistema immunitario fortemente debilitato e può determinare complicanze rischiose per la vita.

Come si sviluppa l'infezione

Le meningi sono normalmente sterili e rappresentano un ambiente caldo e ricco di nutrienti, quindi ideale per la colonizzazione di microrganismi patogeni provenienti dall'esterno (come nel caso di traumi penetranti o manovre neurochirurgiche) o da foci di infezione adiacenti (es. sinusiti e polmoniti). In quest'ultimo caso, sono necessarie circostanze particolari, come l'abbassamento delle difese immunitarie o la presenza concomitante di altre patologie (es. tubercolosi, morbillo, rosolia, varicella ecc.), che permettano a batteri e virus di raggiungere le meningi attraverso il sangue e il liquido cerebro-spinale (o liquor, cioè il fluido che permea e protegge il cervello e il midollo spinale). Il periodo di incubazione varia tra 3 e 4 giorni, ma può prolungarsi fino a 10 giorni (tempo massimo previsto per la sorveglianza sanitaria).

Contagio

Tutti possono ammalarsi di meningite, ma i bambini piccoli e gli adolescenti presentano una probabilità più elevata di contrarre l'infezione causata dai diversi tipi di meningococco. Soggetti a rischio sono anche gli anziani, chi soffre di deficit immunitari e di altre patologie croniche.
La trasmissione della meningite infettiva si verifica in seguito a un contatto prolungato e stretto con persone affette dalla malattia o portatori sani. Il contagio può avvenire per via aerea (tramite goccioline di saliva e secrezioni nasali disperse parlando, tossendo o starnutendo) o attraverso il diretto contatto di liquidi biologici (es. bevendo dallo stesso bicchiere o mangiando con le stesse posate di un soggetto che ha contratto la malattia).
L'esposizione agli agenti causali non comporta necessariamente lo sviluppo della meningite: è frequente, infatti, lo stato di portatore, cioè di individuo sano completamente asintomatico e transitorio, che non sviluppa la malattia.

Sintomi e Complicanze

I sintomi tipici della meningite includono: rigidità del collo e della nuca, febbre alta, mal di testa, nausea e vomito, chiazze cutanee diffuse, forte debolezza e prostrazione, alterazione del livello di coscienza e convulsioni. Nei lattanti e nei piccoli bambini, la malattia può manifestarsi, soprattutto nelle fasi iniziali, con segni più sfumati, come mancanza di appetito, irritabilità e febbricola.  
In alcuni casi, la meningite ha un decorso fulminante, che può anche portare al decesso in poche ore. Altre volte, la patologia ha conseguenze gravi e invalidanti (danni cerebrali, sordità, epilessia, problemi alla vista, paralisi e deficit neuro-motorio). Inoltre, se il batterio raggiunge il sangue, può interessare altri organi determinando un quadro clinico ancora più serio (sepsi).


Per approfondire, leggi: Sintomi Meningite

Diagnosi

La diagnosi di meningite viene confermata dall'analisi citochimica e colturale del liquor prelevato attraverso la puntura lombare (cioè posizionando un ago nella parte bassa della schiena, attraverso la colonna vertebrale) e da esami di biologia molecolare.

Trattamento

La terapia della meningite è condizionata dall'agente causale, dall'età del paziente e dalla gravità dei sintomi. Nel caso di forme virali, ad esempio, i sintomi si risolvono generalmente nel corso di una settimana, senza necessità di alcuna terapia specifica, ma solo di supporto.

La meningite da meningococco rappresenta, invece, un'emergenza medica che va gestita tempestivamente con dosi massicce di antibiotici specifici per via endovenosa in regime ospedaliero.
In ogni caso, il trattamento dev'essere iniziato il più precocemente possibile per evitare esiti permanenti gravi (sordità, perdita di uno o più arti, disturbi della vista, deficit neuro-motori) e il decesso. La mortalità di tutti i tipi di meningite si aggira mediamente attorno al 10% dei casi.

Vaccini disponibili

La vaccinazione è il mezzo più efficace per contrastare la diffusione dell'infezione e prevenire la malattia, poiché promuove l'induzione di una memoria immunitaria e la formazione di anticorpi che difendono l'organismo.
Attualmente, sono disponibili vaccini che proteggono contro le forme di meningite più frequenti e importanti di tipo batterico:

  • Emofilo B: il vaccino è incluso nel vaccino esavalente (che offre protezione anche contro difterite-tetano-pertosse, poliomielite ed epatite B), la cui prima dose viene somministrata già a partire dal 61° giorno di vita (terzo mese).
  • Pneumococco: è disponibile un vaccino, praticabile dai primi mesi di vita, che protegge da 13 differenti ceppi di Streptococcus pneumoniae.
  • Meningococco: esistono tre tipi di vaccino:
    • Il vaccino coniugato contro il meningococco C (è il più frequentemente utilizzato e protegge solo dal sierotipo C): è costituito dal polisaccaride della capsula del batterio “coniugato” su una proteina che permette l'induzione di memoria immunitaria prolungata nel tempo, oltre allo sviluppo di anticorpi di breve periodo. Il Ministero della Salute ne raccomanda la somministrazione a tutti i nuovi nati tra il 13° e il 15° mese di vita; questo vaccino è indicato, inoltre, per tutti gli adolescenti non precedentemente vaccinati. 
    • Il vaccino tetravalente che protegge dai sierotipi A-C-Y-W135: viene consigliato agli adolescenti e alle persone che viaggiano in regioni nelle quali circola l'infezione. La versione coniugata di questo vaccino è somministrabile a partire dai 12 mesi di vita, mentre quella polisaccaridica (contenente i soli polisaccaridi della capsula dei sierotipi A, C, Y e W135) è indicata oltre i due anni di età.
    • Il vaccino coniugato contro il meningococco di tipo B (protegge esclusivamente contro questo sierotipo): è utilizzabile a partire da due mesi di età, ma attualmente non esiste una raccomandazione per la vaccinazione di tutti i bambini sul territorio nazionale.

Indicazioni

Per chi è consigliata la vaccinazione

Meningite VaccinoLa vaccinazione per la meningite può essere fatta a qualsiasi età (in altre parole, non esiste un'età esclusiva per vaccinarsi), ma le categorie di popolazione per le quali risulta più utile sono i bambini nella primissima infanzia, gli adolescenti (15-18 anni) ed i giovani adulti (24-25 anni).
Alcuni vaccini sono raccomandati e offerti gratuitamente; altri lo saranno, invece, appena entrerà in vigore il nuovo Piano Nazionale della Prevenzione Vaccinale (PNPV).
Ad oggi, il calendario vaccinale prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.
Il vaccino tetravalente coniugato anti meningococco A-C-Y-W135 è suggerito anche per gli adolescenti che non sono stati vaccinati da piccoli, e per chi si reca in Paesi dove sono presenti i sierotipi contenuti nel vaccino.
Il vaccino contro il meningococco B, attualmente offerto in alcune regioni nel primo anno di età, sarà probabilmente presto raccomandato per i bambini più piccoli a livello nazionale.
Al di fuori delle due fasce di età sopracitate, il vaccino è fortemente raccomandato:

Per gli adulti che non sono stati vaccinati contro il meningococco durante l'infanzia, la vaccinazione non è raccomandata, a meno che non siano presenti i fattori di rischio sopracitati.

Come si somministra

I vaccini contro la meningite vengono somministrati con un'iniezione intramuscolare. Nei neonati, questa viene effettuata preferibilmente nella regione antero-laterale della coscia, mentre nei bambini più grandi, negli adolescenti e negli adulti nel muscolo deltoide. Per indurre una protezione efficace, possono essere necessarie una o più dosi.

Quanto Costa

Quali Vaccini sono gratuiti e quali a pagamento?

  • La vaccinazione contro lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) è offerta gratuitamente e va somministrata in 3 dosi, al terzo, quinto e undicesimo mese di vita del bambino.
  • Per quanto riguarda l'Haemophilus influenzae B, l'immunizzazione è prevista in concomitanza con gli altri vaccini obbligatori nei primi anni di età (cioè insieme ad antitetanica, antidifterica, antipertosse, antipolio e anti epatite B), somministrati gratuitamente al terzo, quinto ed undicesimo mese di vita del bambino, come espressamente indicato nel calendario vaccinale italiano. Non sono necessari ulteriori richiami.   
  • La vaccinazione anti meningococco C (Neisseria meningitidis C) è gratuita e prevede la somministrazione di una sola dose tra il 13° e il 15° mese di vita, ma è raccomandata anche per gli adolescenti suscettibili all'infezione. Per chi è stato vaccinato durante l'infanzia, la necessità di un richiamo a 6 ed a 15 anni d'età è allo studio.
  • Il vaccino contro il meningococco B è gratuito solo in alcune Regioni e prevede diverse dosi, a seconda dell'età in cui si inizia la vaccinazione. Ad esempio, prima dei 6 mesi di vita del bambino viene generalmente seguito un protocollo a 4 dosi (3°, 4°, 6° e 13° mese di vita). Al momento, il vaccino è offerto gratuitamente solo in alcune Regioni, ma è prevista l'estensione dell'offerta su scala nazionale.

Per il vaccino contro altri batteri che causano la meningite, l'offerta vaccinale varia da Regione a Regione. Nell'età nella quale non è prevista la gratuità, queste vaccinazioni sono comunque rese disponibili su prenotazione con ricetta medica e si possono acquistare in farmacia al prezzo previsto dal tariffario regionale delle vaccinazioni. I costi possono variare, ma indicativamente quello anti meningococco B costa 150 euro a dose (ne servono due) e quello contro il sierotipo C costa circa 70 euro.

Effetti collaterali

I vaccini contro la meningite hanno un buon profilo di sicurezza e tollerabilità; tuttavia, come per qualsiasi altra vaccinazione, la loro somministrazione può associarsi ad effetti indesiderati non di rilievo, tra cui lieve dolore e gonfiore in sede di iniezione.

Le reazioni sistemiche sono più rare e comprendono febbre di intensità moderata, sonnolenza, cefalea e malessere generale. Di solito, questi effetti compaiono e si risolvono nel giro di pochi giorni.
Nei bambini, invece, la vaccinazione può determinare reazioni avverse generali, quali febbre, vomito, diarrea, inappetenza, sonnolenza o irritabilità. Raramente, possono manifestarsi convulsioni, ipotonia e reazioni di tipo allergico.

Controindicazioni

La somministrazione del vaccino è controindicata nei soggetti affetti da uno stato febbrile acuto e qualora si sia precedentemente verificata un'ipersensibilità grave (anafilassi) ai principi attivi dello stesso o ad uno qualsiasi degli eccipienti.


Come ogni vaccino, anche quello contro il meningococco, non garantisce una protezione al 100%, ma sembra che questa misura di prevenzione sia comunque in grado di attenuare, se contratta, l'infezione e ridurne l'intensità. L'immunità conferita dal vaccino, inoltre, può diminuire con il tempo, quindi dovrebbero essere previsti dei richiami con frequenza indicativa di dieci anni.

Profilassi antibiotica o vaccinazione?

La profilassi consiste in una terapia antibiotica specifica, su prescrizione dell'autorità sanitaria, per il tipo di germe responsabile; essa dev'essere avviata entro le 48 ore dal contatto con una persona che ha contratto la meningite. In altre parole, questo protocollo rappresenta una misura d'emergenza: se attuata tempestivamente, la profilassi praticata in maniera adeguata limita le probabilità di sviluppare la malattia e le sue conseguenze.
A tale trattamento devono essere sottoposte tutte le persone che, previa indicazione delle autorità sanitarie, abbiano avuto stretti contatti, a distanza di uno-due metri e in ambienti chiusi, con un soggetto affetto da meningite nei dieci giorni precedenti al manifestarsi dei sintomi.
Il vaccino contro la meningite serve a proteggere, invece, dalla malattia in modo duraturo e contribuisce notevolmente a ridurre i casi di malattia, ma occorre fare dei richiami del vaccino nei tempi stabiliti.

Prevenire la meningite

I batteri che causano la meningite, in particolare il meningococco, non possono vivere a lungo fuori dall'organismo umano e sono molto sensibili ai comuni disinfettanti, alle variazioni di temperatura e all'essiccamento; quindi la malattia si trasmette meno facilmente di un raffreddore o un'influenza.
Essendo il contagio interumano, il rischio di contrarre la meningite si può ridurre mettendo in atto alcune misure di igiene e protezione individuali:

  • Evitare luoghi chiusi e affollati, e contatti ravvicinati con le persone;
  • Non scambiare oggetti di uso personale (bicchieri, posate, sigarette, giocattoli morbidi non lavabili ecc.);
  • Mantenere pulite le superfici che possono essere contaminate (interruttori, telefoni, tastiere, maniglie, rubinetti, pulsantiere dell'ascensore, tavoli e scrivanie);
  • Arieggiare spesso gli ambienti dove si vive e si lavora, soprattutto se i locali sono molto frequentati (caserme, asili, scuole ecc.);
  • Lavarsi le mani con cura e più volte al giorno con acqua e sapone, in particolare dopo aver tossito o starnutito.