Le ustioni

Introduzione e classificazione

Da quando l'uomo ha imparato ad "addomesticare" il fuoco, piccole ustioni e scottature sono divenute uno dei più comuni infortuni subiti in ambiente domestico, lavorativo e ricreazionale. UstioniSarà capitato a tutti, almeno una volta, di toccare inavvertitamente un oggetto troppo caldo o di procurarsi la classica scottatura per essere rimasti troppo tempo al sole senza un'adeguata protezione.

Un'ustione è, per definizione, una lesione più o meno estesa della cute, e talvolta dei tessuti sottostanti, provocata da un agente termico, fisico o chimico. Numerose ed eterogenee sono quindi le possibili cause, così come diversa è l'entità del danno da esse provocato.

In relazione all'agente eziologico, le ustioni possono essere distinte in:

  • USTIONI DA CALORE: fiamme, liquidi, oggetti o gas ad elevate temperature alterano la struttura e la funzionalità dei tessuti superficiali, fino a provocare morte cellulare, coagulazione delle proteine o carbonizzazione dei tessuti. Anche temperature eccessivamente rigide possono determinare gravi lesioni.
  • USTIONI DA SOSTANZE CHIMICHE: acidi o basi forti provocano, in genere, gravi alterazioni che, seppur limitate alla zona di contatto, sono piuttosto profonde.
  • USTIONI DA ELETTRICITA': sono imputabili al calore generato dalla corrente elettrica durante il suo passaggio nel corpo, tra il punto di ingresso e quello di uscita; si tratta in genere di ustioni apparentemente limitate ma che, nei casi più gravi (elevato voltaggio), possono determinare una necrosi profonda piuttosto estesa.
  • USTIONI DA AGENTI RADIANTI: il sole e qualsiasi altra sorgente di UVA (comprese le lampade abbronzanti) o di radiazioni ionizzanti possono determinare ustioni di varia entità.

In relazione ai suddetti agenti eziologici, la severità dell'ustione dipende dal grado di calore raggiunto, dalla durata del contatto e dall'area anatomica interessata.

  • Si parla di ustione di primo grado quando il processo patologico interessa solamente lo strato più superficiale della cute (chiamato epidermide); rientrano in questa categoria le bruciature di minore entità che si manifestano con un lieve arrossamento, associato a tumefazione, dolore e bruciore locale. La funzione "barriera" della cute non viene compromessa, così come la salute generale del paziente; la guarigione avviene nell'arco di pochi giorni, solitamente senza esiti cicatriziali e spesso con ampie desquamazioni. Le lesioni da eccessiva esposizione solare o quelle causate dal contatto con liquidi a temperatura moderatamente elevata, come un caffè od un the ancora troppo caldi, sono un tipico esempio di ustioni di primo grado.
  • Nelle ustioni di secondo grado la lesione è più profonda, interessa il derma (il secondo dei tre strati cutanei) ed è accompagnata da filittene (vescicole ripiene di un liquido chiaro); caratteristico è anche il dolore intenso. Le ustioni di secondo grado vengono ulteriormente suddivise in semplici e profonde. Le prime, similmente a quello di primo grado, guariscono spontaneamente e con esito favorevole, anche se richiedono tempi maggiori (10-20 giorni) e possono avere lievi complicanze; per questo motivo è comunque opportuno sottoporle ad un controllo medico. Le ustioni più profonde, così come quelle di terzo grado, non tendono alla guarigione o riparano molto lentamente (nell'arco di 3-4 settimane) e con esiti cicatriziali spesso gravi. Per questo motivo si rende sovente necessario un trattamento chirurgico tempestivo, con la finalità di rimuovere i tessuti necrotici ed applicare innesti cutanei (dermo-epidermici).
  • La massima gravità del processo lesivo si raggiunge con le ustioni di terzo grado, dove l'insulto termico, fisico o chimico, provoca lesioni agli strati profondi della pelle (può interessare il tessuto adiposo e muscolare, fino ad arrivare, nei casi più gravi, alle ossa sottostanti). Quando l'ustione è causata da fiamma od oggetti roventi, la necrosi cutanea porta alla formazione di croste secche e nere, mentre quando l'agente eziologico è un liquido bollente la cute si presenta molliccia e biancastra. Per via della carbonizzazione delle terminazioni nervose, il dolore può essere paradossalmente scarso o addirittura assente. L'intervento chirurgico è sempre necessario.

Vedi anche: Sintomi Ustioni


Insieme alla profondità, la gravità delle ustioni è determinata anche dall'estensione della zona lesa; tanto questa è maggiore e tanto più insidioso è il pericolo di vita dell'ustionato.

Ustione

Per un calcolo veloce della superficie corporea interessata si utilizza la cosiddetta "regola del nove": la superficie corporea viene suddivisa in zone e ad ognuna di essa viene assegnata una percentuale (in questo caso si utilizza il nove, un suo multiplo o una sua frazione). La somma di tali numeri fornisce una valutazione semplice ed immediata della gravità dell'ustione. Questa formula è imprecisa quando viene applicata ai bambini, a causa del capo proporzionalmente maggiore e degli arti proporzionalmente minori rispetto agli adulti.

In terzo luogo, la gravità di un'ustione dipende dalla sede corporea interessata (zone ricoperte di peli e da uno strato cutaneo più spesso proteggono meglio di quelle glabre con pelle sottile, come le superfici flessorie e le pieghe articolari), ma anche dalle condizioni generali dell'infortunato: età (i più a rischio sono i bambini piccoli e gli anziani), condizioni fisiche e lesioni concomitanti (fattori aggravanti l'ustione sono la contemporanea presenza di traumi cranici, fratture, disidratazione corporea) e malattie preesistenti (è più pericolosa in presenza di cardiomiopatie, broncopneumopatie, diabete e malattie epatiche o renali).

Ustioni e pericoli per la salute

La cute è l'organo più esteso dell'organismo e costituisce, da sola, circa il 15% del peso corporeo; vera e propria interfaccia con l'ambiente esterno, si oppone, innanzitutto, ad una eccessiva dispersione dei liquidi organici. Per questo motivo, quando viene lesa da un'ustione, le perdite idriche possono diventare drammatiche, fino a compromettere la sopravvivenza stessa dell'individuo. A complicare ulteriormente la situazione, contribuisce la massiccia liberazione in circolo dei mediatori dell'infiammazione, che facilitano il passaggio di liquidi dal sangue agli spazi interstiziali. La disidratazione, associata alla riduzione del volume di sangue circolante, può determinare ipotensione e shock ipovolemico. E' proprio la perdita del siero che trasuda dalle superfici dermiche a dare origine, nelle ustioni di secondo grado, alle caratteristiche vesciche o flittene.

Un'altra e importantissima funzione della cute, che viene meno in caso di ustione, è l'effetto protettivo contro agenti batterici che, in sua assenza, possono penetrare in profondità approfittando, tra l'altro, del calo delle difese immunitarie dovuto alla grave sofferenza organica. Per questo motivo a livello ospedaliero esistono dei reparti specializzati per gli ustionati gravi, costruiti e gestiti in modo da ridurre al minimo il rischio di infezioni.

Nell'ustionato grave il metabolismo corporeo subisce una decisa impennata, fino a raddoppiare nelle situazioni più disperate. Il catabolismo proteico ed adiposo è elevato, la perdita di peso piuttosto rapida; prevenire lo stato di malnutrizione dell'ustionato grave è quindi fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Sono considerate GRAVI tutte quelle ustioni che:

  • sono complicate da lesioni del tratto respiratorio, da altre lesioni ai tessuti molli e da lesioni alle ossa.
  • Ustioni estese al volto, alle mani, ai piedi, in sede anale - genitale e alle articolazioni principali, alle vie respiratorie o al tratto digerente.
  • Ustioni con inalazione, da esplosione, elettriche e chimiche.
  • Ustioni di III grado che coinvolgono più del 10% della superficie corporea.
  • Ustioni di II grado che coinvolgono più del 25-30% della superficie corporea o del 18-20% nei bambini.
  • Quando l'estensione supera il 40% le possibilità di sopravvivenza si riducono sensibilmente.
1 2 3 »


Ultima modifica dell'articolo: 21/10/2016