Uremia: urea nel sangue

Sintesi e valori normali nel sangue

L'urea è il prodotto finale del metabolismo proteico; si forma a livello epatico a partire dall'ammoniaca, viene riversata nel sangue e prontamente filtrata dai reni ed eliminata con le urine. Dal momento che la sintesi di urea è un processo continuo, i suoi livelli nel sangue si stabilizzano intorno ad un valore molto basso ma relativamente costante (indicativamente intorno a 15-40 mg/dL).

I livelli ematici di urea dipendono pertanto dalla sintesi di ammoniaca (apporto alimentare e catabolismo delle proteine tissutali), dalla funzionalità epatica e da quella renale.

Urea Alta

Alti livelli ematici di urea si riscontrano in seguito ad un eccessivo apporto di azoto, come avviene nelle persone che seguono una dieta iperproteica. La condizione è comune anche in caso di aumentato catabolismo proteico e danno tissutale, come avviene nell'ipertiroidismo, nel digiuno prolungato, durante severe infezioni ed in presenza di neoplasie.

Un elevato livello di urea nel sangue può presentarsi anche nelle emorragie gastrointestinali (ulcera peptica), nel morbo di Addison, dopo un trauma e nell'insufficienza renale. Quest'ultima condizione può essere causata da un danno d'organo - conseguente ad esempio a diabete o ipertensione - ma anche da un'ostruzione delle vie urinarie, ad esempio per la presenza di un calcolo renale o di un tumore. Anche un'insufficiente apporto di sangue ai reni, tipico della disidratazione, delle ustioni, delle emorragie e dell'insufficienza cardiaca, può aumentare i livelli sierici di urea.

Urea Bassa

Bassi livelli ematici di urea rappresentano una condizione poco comune e di norma non preoccupante. Generalmente si registrano in seguito ad un insufficiente apporto di azoto, tipico delle diete ipoproteiche, dell'alcolismo e della malnutrizione, ma anche delle malattie da malassorbimento. Altre condizioni caratterizzate dal calo dei livelli plasmatici di urea sono gli stati di iperidratazione (eccessiva assunzione di liquidi), la gravidanza, le gravi malattie epatiche con danno d'organo ed il morbo di Simmonds (panipopituarismo). Il dosaggio dei livelli di urea nel sangue non viene comunque eseguito allo scopo di diagnosticare o monitorare tali condizioni.

Nota

Considerata la scarsa specificità, la diagnosi clinica non dovrebbe essere posta semplicemente sulla base di alti valori ematici di urea; piuttosto, dovrebbe integrare i dati clinici e gli altri parametri di laboratorio. Nell'insufficienza renale cronica, ad esempio, l'aumento dell'urea si associa al calo della natriemia ed al rialzo della creatininemia e della potassiemia. Quando invece il rapporto tra urea e creatinina rimane nella norma (compreso tra 10:1 e 20:1) allora è da escludersi un danno renale.

Articoli correlati: urea nei prodotti cosmetici.

Uremia

Il termine uremia fu coniato per la prima volta nel 1847 per indicare la ritenzione di urina nel sangue; oggi, intende invece sottolineare lo stato di intossicazione causato dall'accumulo in circolo di urea e di altre sostanze azotate (sindrome uremica).

Le manifestazioni cliniche dell'uremia variano in funzione della massa renale funzionante; ricordiamo a tal proposito che i reni hanno un'enorme riserva funzionale e riescono ad assolvere alle funzioni cui sono preposti anche quando la funzionalità si riduce al 10% della norma. Così, nelle fasi iniziali della malattia i sintomi possono essere piuttosto lievi, con graduale comparsa di facile affaticabilità, debolezza, difficoltà di concentrazione, malessere, sintomi gastrointestinali, prurito ed urine scure e schiumose.