Lavoro a turni e salute

A cura del Dott. Stefano Casali


« lavoro a turni


Le dissonnie sono associate ad altri disturbi in circa la metà dei casi di intolleranza al lavoro a turni (Andreoni D.,1991; G .Costa.,1999.; Melino C.,1992). Ciò fa pensare che la dissonnia sia il segno patologico primario della desincronizzazione dei ritmi circadiani e delle fasi di attività e di riposo. Lo studio delle diverse forme di disturbi del sonno permette di riconoscere una tipologia più o meno predisposta all'adattamento ai turni di lavoro. Molto importanti sono i meccanismi di coping, intesi come quell'insieme di capacità e abilità che modificano il carico di lavoro o influiscono direttamente sui fattori omeostatici e/o circadiani che producono sonnolenza in situazioni lavorative (I.G. Aspinwall S.E., Taylor Astitch,1997; Asprea A.M., Villone Betocchi G., 1998). Tra le strategie di coping va annoverato il fattore responsabilità o impegno, il quale può influenzare fortemente la disponibilità e la motivazione, ad adeguare le proprie abitudini di vita all'orario lavorativo. Disponibilità a sua volta influenzata da fattori di tipo organizzativo come incentivi monetari, facilitazioni e possibilità di avanzamento della carriera (Lazarus R.S., Monat A., 1991).

Per riassumere si allegano degli schemi sul  lavoro a turni tratti dal preambolo della costituzione dell'OMS  (Prof . A. Bergamaschi):

 

"Salute" Lavoro a turni

Non semplicemente assenza di malattia,

Patologie gastrointestinali
Patologie neuropsichiche
Malattie cardiovascolari

ma completo benessere fisico, psichico

Perturbazione dei ritmi circadiani
Disturbi del sonno e alimentari
Ridotta efficienza psico-fisica e
performance lavorativa

e sociale

Difficoltà di vita familiare
Ostacoli all'integrazione sociale

 


Effetti sulla salute a medio e lungo termine:

Patologie gastrointestinali

Gastroduodenite

Ulcera duodenale

Colon irritabile

Patologie neuropsichiche

Insonnia cronica

Sindromi ansioso-depresive

Malattie cardiovascolari

Cardiopatia ischemica

Effetti a breve termine:

Sindrome del Jet-lag

Disturbi del sonno

Disturbi digestivi

Disturbi psiconevrotici

Alterazioni mestruali

> rischio infortunistico

> rischio tossicologico

Soggetti più vulnerabili: DONNE

Disturbi mestruali

Ridotta fertilità

Maggiore abortività

Sviluppo fetale perturbato

Fatica cronica

/salute-benessere/sindrome-stanchezza-cronica.html

Cura dei figli

Carichi familiari

Rischio relativo di malattia coronarica

 

 

Lavoro giornaliero(%)

Lavoro a turni(%)


Non fumatori

1

1.3

Fumatori

1.6

2.7

Obesità

1.3

2.3

Tenkanen et Al., (1998)

Tutte le età

1

1.3

45-55 anni: Uomini

 

1.3

                Donne

 

3.0

Knutsson et Al., (1999)

 

 

Soggetti più vulnerabili: LAVORATORI ANZIANI

Ridotta efficienza psico-fisica

Maggiore rigidità mentale

Minore potere ristorativo del sonno

Maggiore tendenza alla desincronizzazione interna

Resistenza al cambiamento

Salute compromessa

Criteri ergonomici per organizzare il lavoro a turni

Limitare al massimo il turno fisso di notte

Rotazione in senso orario (ritardo di fase)

Minor numero possibile di notti consecutive

Riposi dopo le notti

               inoltre

Posticipo dell' ora di inizio del mattino

Maggior numero possibile di week-end liberi

Cicli regolari e non troppo lunghi

Durata del turno in relazione al carico di lavoro

Tempestiva informazione sul turno

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Ultima modifica dell'articolo: 31/12/2015