Tumore dello stomaco

Tipi di tumore gastrico

Il tumore allo stomaco origina, in più del 90% dei casi, dalle cellule epiteliali formanti la mucosa che riveste la porzione interna dell'organo, e dalle ghiandole che si trovano alloggiate tra di esse: prende perciò il nome di adenocarcinoma. Il restante 10% origina invece dalle cellule immunitarie (linfociti) ivi residenti, quindi è chiamato linfoma gastrico.
Si possono distinguere tre varietà principali di adenocarcinoma: ulcerativa (28%), cioè sanguinante, polipoide (23%), cioè formato da una estroflessione "a cavolfiore", ed infiltrativa (13%), che può infiltrare la parete dello stomaco - anche a tutto spessore - fino alla completa rigidità di quest'ultima; in questo caso, prenderà anche il nome di "linite plastica", in cui si ha una deformazione di tutta la cavità gastrica o di parte di essa (stomaco a borsa di cuoio nel primo caso, stomaco a clessidra nel secondo). Il termine di carcinoma in situ viene invece utilizzato per le forme in cui la proliferazione neoplastica è limitata alla sola mucosa, , quindi ancora guaribile con il semplice intervento chirurgico. Il termine "early gastric cancer" è un tumore gastrico limitato esclusivamente alla mucosa ed alla sottomucosa dello stomaco, quindi anch'esso curabile. Il termine "iniziale" è usato per indicare uno stadio del carcinoma gastrico in cui esso è ancora guaribile: per esempio, vengono riportate per questi casi, dopo terapia chirurgica, percentuali di sopravvivenza a 5 anni superiori al 90% e a 10 anni superiori all'80%. Per advanced gastric cancer si intende invece un tumore in stadio avanzato, che si estende oltre la tonaca muscolare, quindi supera la sottomucosa. Ha una sopravvivenza bassissima, del 5-10%.

Diffusione

Tutte le zone dello stomaco possono essere colpite e la diffusione delle metastasi avviene di regola molto precocemente. Questa può seguire numerose vie:
estensione diretta a strutture vicine (per contiguità): pancreas, fegato, colon, milza;
diffusione attraverso il sistema linfatico: prima ai linfonodi dello stomaco, poi a quelli di fegato, pancreas ed aorta addominale. Caratteristico è anche l'aumento di volume dei linfonodi sopra la clavicola, specie quelli di sinistra (segno di Troisier);
diffusione attraverso il sangue: inizialmente al fegato, poi a polmone, ossa, cervello;
diffusione attraverso il peritoneo (membrana che riveste gli organi dell'addome): attraverso questa via, nella donna, può aversi la localizzazione ad entrambe le ovaie, e questo viene chiamato tumore di Krukenberg.

Sintomi tumore allo stomaco

Il tumore allo stomaco può decorrere per lungo tempo asintomatico o con sintomatologia lieve, così da ostacolare spesso la possibilità di una diagnosi tempestiva; è calcolato (mediamente) in 68 mesi il tempo che intercorre tra la comparsa dei primi sintomi e la prima osservazione da parte del medico. Nella maggior parte dei casi i primi sintomi sono rappresentati da disturbi digestivi: vago senso di fastidio e di ripienezza in epigastrio (la regione dell'addome subito sotto lo sterno), dolore riferito come "bruciore di stomaco", che non si risolve con i farmaci anti-acidità gastrica, rigurgiti di cibo e di materiale acido, eruttazioni, digestione prolungata, nausea e vomito; in circa il 25% dei casi i sintomi iniziali possono simulare un'ulcera, con tipico dolore che si accentua con i pasti. Altre volte, in assenza di qualsiasi sintomatologia a carico dell'apparato digerente, i sintomi iniziali sono di ordine generale: facile affaticamento, febbre, perdita di peso, anoressia (mancanza di appetito) generica o più specifica per un determinato alimento (soprattutto la carne, per questo chiamata sarcofobia), perdita di desiderio del fumo. È meno frequente, ma a volte succede, che l'esordio sia rappresentato da un emorragia con sangue emesso con il vomito o presente nelle feci. Talvolta, precedendo anche di molti mesi qualsiasi altro sintomo, l'esordio è rappresentato dall'anemia sideropenica (da carenza di ferro). Con il progredire della malattia, le manifestazioni cliniche di carattere generale e quelle digestive divengono più marcate e frequenti, associate anche alla comparsa di edemi (ritenzione di liquidi, gonfiore) soprattutto alle caviglie, e provocati dalla carenza di proteine, dovuta al ridotta assunzione con la dieta ed alla loro dispersione da parte delle porzioni di tumore. Può essere presente febbre e, nei confronti di alcuni cibi, classicamente la carne, il paziente può avere una invincibile ripugnanza. Non infrequente è il vomito, spesso di materiale brunastro (caffeano) da emorragia all'interno dello stomaco. Possono essere presenti anche dolore oppressivo dietro lo sterno, diarrea e dolori alla parte inferiore dell'addome. In circa il 40% dei pazienti è possibile palpare una massa in epigastrio, soprattutto nelle fasi più avanzate in cui, inoltre, è frequente un aumento di volume del fegato e dei linfonodi (soprattutto quelli sopra la clavicola sinistra), per le metastasi. I pazienti appaiono pallidi per l'anemia, si sentono senza forze e, nelle forme più avanzate, possono presentare ascite (liquido nell'addome), un colorito più scuro della cute (iperpigmentazione) e, nella donna, aumento di volume delle ovaie dovuto a metastasi bilaterali.


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