Tumore al seno

Tumore Invasivo

Il carcinoma mammario è di gran lunga il tumore più frequente: ce ne sono 990 mila nuovi casi all'anno. Rappresenta il 22% di tutti i tumori ed è la seconda causa di morte per tumore (375 mila decessi l'anno) tra il sesso femminile nel mondo. Esistono notevoli differenze di incidenza nelle diverse aree geografiche: circa la metà dei casi si concentra in Europa e nel Nord America, mentre è assai inferiore nei paesi in via di sviluppo. Il picco di incidenza si regista in Olanda e negli Stati Uniti, dove si calcola che 1 donna su 8 sviluppi un carcinoma mammario nel corso della vita. In Italia, più di 31 mila donne ogni anno si ammalano e l'incidenza è superiore nelle regioni settentrionali rispetto a quelle meridionali. Il tumore mammario è in aumento di circa il 2% all'anno, anche se la mortalità per lo stesso sta notevolmente calando, grazie alla diagnosi sempre più precoce e dal miglioramento delle cure.
La maggior parte dei fattori che aumentano il rischio di sviluppare questo tumore sono legate alle modificazioni ormonali che avvengono nella donna durante l'arco della sua vita, ma anche per influenze di tipo ambientale e per lo stile di vita assunto dalla stessa donna. Questi fattori di rischio sono:
Età: l'incidenza del tumore aumenta rapidamente con l'età durante il periodo fertile, raddoppiando ogni 10 anni fino alla menopausa. Successivamente, cresce ad una velocità inferiore.
Familiarità e genetica: negli ultimi anni, sono stati identificati almeno 5 geni responsabili della trasmissione ereditaria del carcinoma mammario. Essi si chiamano BRCA1, BRCA2, P53, PTEN, ATM. Una loro mutazione, che viene trasmessa di generazione in generazione da madre a figlia, è responsabile della maggior parte dei tumori ereditari. La maggio parte di essi è dovuta alla mutazione di BRCA1 e BRCA2, che conferiscono un rischio di carcinoma mammario del 60-90%.
Fattori riproduttivi ed ormonali: la comparsa precoce della prima mestruazione (menarca) e l'entrata tardiva in menopausa (dopo i 55 anni) sono altri due fattori predisponenti. La maternità, invece, sembra avere un ruolo protettivo: le donne che hanno partorito presentano un rischio inferiore del 25% rispetto a quelle che non hanno avuto figli, ed  il rischio è tanto minore quanto più precocemente è avvenuto il primo parto. Il rischio subisce un aumento transitorio dopo il parto, distribuito lungo un periodo variabile da 3 a 1 Il rischio subisce un aumento transitorio dopo il parto, distribuito lungo un periodo variabile da 3 a 15 anni, per poi divenire inferiore rispetto a quello delle nullipare (che non hanno mai partorito). Al contrario, l'allattamento ed il numero di aborti, non sembrano interferire sul rischio di tumore. I fattori di rischio legati alla vita riproduttiva della donna possono essere spiegati dal fatto che il tumore del seno è sensibile agli ormoni estrogeni, che influenzano la sua crescita. Un menarca precoce ed una menopausa tardiva, nonché il periodo immediatamente dopo il parto, espongono la donna ad un contatto con i suoi estrogeni per molti anni in più rispetto a che ha avuto un menarca tardivo ed una menopausa precoce, e proprio per questo il rischio di tumore aumenta.
Stile di vita: una dieta ricca di vegetali, frutta e fibre, ed una regolare attività fisica, sembra diminuiscano il rischio di tumore mammario. Il consumo di alcool, una dieta ricca di grassi saturi e proteine animai, e l'abitudine al fumo, invece, lo aumenterebbero.

Obesità o soprappeso in menopausa, diabete: aumentano il rischio di sviluppare il tumore.
Radiazioni ed altri fattori ambientali: sebbene sia stato dimostrato che il rischio complessivo attribuibile alle radiazioni della mammografia sia trascurabile nella popolazione generale, potrebbero esistere sottogruppi di donne particolarmente sensibili alle radiazioni, in cui questo esame potrebbe essere un fattore di rischio per tumore. Queste donne sono portatrici di un gene errato che provoca una malattia chiamata atassia-teleangectasia, in cui ci sono dei difetti di riparazione del DNA quando questo subisce degli insulti esterni (come le radiazioni per esempio). Tra gli altri fattori di rischio ambientali troviamo: terapie ormonali prolungate per la menopausa; uso precoce e prolungato di contraccettivi orali; dieta grassa in pubertà ; scarsa attività fisica in età giovanile; iperestrogenismo (aumento degli estrogeni) ed iperprolattinemia (aumento della prolattina); mastopatia fibroso-cistica; adenosi; tumore dell'ovaio o dell'endometrio.


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Ultima modifica dell'articolo: 08/07/2016