Tumore al Retto

Generalità

Il tumore al retto, o tumore rettale, è una neoplasia maligna dell'intestino crasso, risultante dalla proliferazione incontrollata di una cellula della parete del retto.
Tumore al RettoSulla comparsa del tumore rettale possono incidere diversi fattori, tra cui: una dieta poco sana, l'obesità, il fumo, la sedentarietà, i polipi intestinali, la predisposizione familiare, alcune malattie ereditarie e le malattie infiammatorie intestinali.
I tipici sintomi del tumore al retto consistono in: sanguinamento rettale, sangue nelle feci, anemia, dolore addominale, crampi addominali, diarrea, stitichezza, senso di incompleto svuotamento dell'intestino dopo la defecazione e senso di corpo estraneo a livello rettale.
Una diagnosi accurata di tumore al retto si basa sulla sigmoidoscopia flessibile e sulla biopsia tumorale.
I possibili trattamenti sono: la terapia chirurgica, la radioterapia, la chemioterapia e la cosiddetta “terapia mirata”.

Breve ripasso anatomico del retto?

Il retto è la sezione terminale dell'intestino crasso o grande intestino.
Lungo generalmente tra i 12 e i 15 centimetri, e con inizio tra la II e la III vertebra sacrale, il retto segue il tratto intestinale chiamato sigma o colon-sigma e precede l'ano.
Di norma, gli anatomisti suddividono il retto in due porzioni: una porzione superiore, chiamata porzione pelvica, in cui risiede la cosiddetta ampolla, e una porzione inferiore, detta porzione anale, che consiste sostanzialmente nel cosiddetto canale anale.
Grazie a una composizione istologica simile a quella del resto dell'intestino crasso, il retto contribuisce alla funzione che quest'ultimo ricopre: assorbire acqua ed elettroliti (sodio, potassio, cloro ecc.) dal cibo digerito.
Inoltre, essendo la sezione terminale dell'intestino, ricopre anche l'importante compito di accogliere le feci e favorirne l'espulsione attraverso l'ano (defecazione).

Retto

Cos'è il tumore al retto?

Il tumore al retto, o tumore rettale, è la neoplasia maligna dell'intestino crasso frutto della proliferazione incontrollata di una delle cellule presenti nella parete del retto.
A causa della somiglianza istologica e funzionale del retto con le restanti parti dell'intestino crasso, questo genere di tumore rientra nel gruppo delle neoplasie maligne del colon-retto, gruppo che comprende: il tumore al colon ascendente, il tumore al colon trasverso, il tumore al colon discendente e il tumore al sigma (o colon-sigma).


Curiosità

Tra le neoplasie del colon-retto, il tumore al retto è il più comune (50% dei casi clinici), seguito da: il tumore del sigma (19-21% dei casi), il tumore al colon ascendente (16% dei casi), il tumore al colon trasverso (8% dei casi) e il tumore al colon discendente (6% dei casi).

Tipi di tumore al retto

Il tumore al retto è quasi sempre un adenocarcinoma, ossia un tumore maligno che trae origine dalle cellule epiteliali della mucosa intestinale.
Nell'intestino crasso, cellule epiteliali con tali proprietà costituiscono la cosiddetta tonaca mucosa, ossia lo strato più interno della parete intestinale, quello che prende contatti diretti con il cibo in fase di digestione.
In quelle rare circostanze in cui non è un adenocarcinoma, il tumore rettale può essere:

Cause

Come molti altri tumori maligni, anche il tumore al retto è il risultato di un lento accumulo di mutazioni genetiche, da parte di una delle cellule della parete intestinale rettale.
Nonostante le numerose ricerche in merito, i medici non hanno ancora individuato le precise cause di tali mutazioni; tuttavia sono abbastanza sicuri dei fattori di rischio della malattia in questione.

Quali sono i fattori di rischio del tumore al retto?

Entrando nei dettagli, tra i fattori di rischio del tumore al retto rientrano sicuramente:

Breve richiamo sull'epidemiologia

A livello globale, il tumore al retto e le altre neoplasie dell'intestino crasso colpiscono, indipendentemente, più di un milione di persone ogni anno e rappresentano, nel loro insieme, la seconda più comune forma di cancro, tra le donne, e la terza più comune forma di cancro, tra gli uomini.

Sintomi e complicanze

Frutto dell'occlusione intestinale prodotta dalla massa tumorale in crescita e dell'infiltrazione di quest'ultima lungo la parete intestinale, con conseguente danno vascolare, i classici sintomi e segni del tumore al retto consistono in:

  • Fenomeni di sanguinamento interno, che comportano la presenza più o meno evidente di sangue nelle feci;
  • Sanguinamento rettale;
  • Anemia dovuta a un'eccessiva perdita di sangue;
  • Stanchezza, affaticamento, dispnea a riposo e inspiegabile perdita di peso. Sono tutti sintomi conseguenti allo stato anemico;
  • Diarrea alternata a stitichezza;
  • Produzione di feci nastriformi;
  • Senso di incompleto svuotamento dell'intestino dopo la defecazione;
  • Dolore in zona rettale;
  • Crampi al basso addome;
  • Bruciore e prurito anale;
  • Senso di corpo estraneo a livello rettale.

Complicanze

Come la maggior parte dei tumori, il tumore al retto gode di un potere infiltrativo, che gli consente, in una fase avanzata della malattia, di invadere gli organi e i linfonodi anatomicamente adiacenti, oltre a disseminare, attraverso il sangue e la linfa, metastasi (cioè cellule tumorali) in organi e linfonodi anatomicamente distanti.
Tra gli organi maggiormente interessati da metastasi provenienti da un tumore al retto, rientrano il fegato, i polmoni, le ossa e il cervello.

Diagnosi

In genere, l'iter diagnostico per l'individuazione del tumore al retto comincia dall'esame obiettivo e dall'anamnesi; quindi, procede con una serie di esami di laboratorio su sangue e feci, e con un'esplorazione rettale digitale; infine, termina con alcuni test strumentali - tra questi, la rettosigmoidoscopia flessibile e la colonscopia sono i più importanti - e una biopsia tumorale.


Altri utili test strumentali:

Importanza della biopsia

La biopsia tumorale è l'unico esame diagnostico che consente di stabilire, con assoluta certezza, il tipo di tumore al retto presente e lo stadio di avanzamento (o stadiazione) di quest'ultimo.
Per i medici curanti, la conoscenza della stadiazione di una neoplasia è indispensabile alla pianificazione della terapia più adeguata.

STADIAZIONE DEL TUMORE AL RETTO DI TIPO ADENOCARCINOMA

In base alla cosiddetta classificazione di Dukes, i possibili stadi di avanzamento di un adenocarcinoma del retto sono complessivamente quattro: lo stadio A, lo stadio B, lo stadio C e lo stadio D.

  • Stadio A: è lo stadio meno grave.
    A questo stadio, il tumore risiede quasi esclusivamente sulla tonaca mucosa dell'intestino; raramente, si spinge negli strati sottostanti la mucosa.
    Non interessa mai i linfonodi;
  • Stadio B: è lo stadio di gravità subito successivo allo stadio A.
    A tale stadio, la massa tumorale è penetrata oltre la mucosa intestinale e interessa la tonaca muscolare sottostante.
    Neppure in tali circostanze coinvolge mai alcun linfonodo.
  • Stadio C: in una scala di gravità crescente, si colloca al terzo posto.
    A questo stadio, il tumore si è spinto oltre la tonaca muscolare, invadendo anche lo strato più esterno della parete intestinale e i primi linfonodi regionali.
  • Stadio D: è lo stadio più grave.
    A tale stadio, il tumore ha intaccato la maggior parte dei linfonodi regionali e ha disseminato metastasi in vari organi del corpo.

Terapia

Attualmente, i malati di tumore al retto possono contare su almeno 4 diversi tipi di trattamento: la terapia chirurgica, la radioterapia, la chemioterapia e la cosiddetta “terapia mirata”.
Le modalità con cui i medici praticano tali tipi di trattamento e li combinano tra loro, per ottenere i risultati migliori, dipendono, principalmente, dallo stadio di avanzamento della neoplasia e, in secondo luogo, dalla sede precisa della massa tumorale e dallo stato di salute del paziente.

Il tumore al retto è curabile?

Il tumore al retto è curabile con una buona percentuale di successo fintanto che la sua estensione è limitata alla parete intestinale (neoplasie allo stadio A e B).
Infatti, nel momento in cui si espande altrove, diventa progressivamente sempre meno arginabile e impossibile da eradicare (gran parte dei casi tumorali allo stadio C e tumori allo stadio D).
L'espansione del tumore in sedi diversi da quella d'origine muta, inevitabilmente, anche lo scopo della terapia: se per le neoplasie ai primi stadi lo scopo terapeutico è conseguire la guarigione, per le neoplasie agli stadi più avanzati, lo scopo dei trattamenti è sintomatico-palliativo, in quanto le possibilità di guarigione sono ridotte al minimo.

Terapia chirurgica

La terapia chirurgica è fondamentale per ottenere la guarigione dal tumore al retto ai primi stadi.
Comprende diversi approcci, tra cui:

  • L'escissione trans-anale. È indicata alla rimozione dei tumori di stadio A e limitati alla mucosa intestinale. L'accesso alla massa tumorale avviene attraverso l'ano.
  • L'escissione mesorettale. È indicata alla rimozione dei tumori al retto che sono penetrati oltre la tonaca mucosa. Eseguita tramite laparoscopia, prevede l'asportazione della parte di intestino retto portatrice della neoplasia e la rimozione del mesoretto.
    Dopo la sua realizzazione, richiede l'esecuzione di una stomia addominale (colostomia o rettostomia), per l'espulsione delle feci.
  • La resezione anteriore bassa con anastomosi. È indicata alla rimozione dei tumori rettali almeno di stadio B situati nella parte superiore del retto. Prevede l'asportazione della sezione di retto con la neoplasia e, se necessario, dei linfonodi regionali contaminati.
    L'anastomosi serve a collegare i segmenti d'intestino sani, al fine di ripristinare la continuità dell'apparato digerente.
  • La resezione addomino-perineale. È indicata alla rimozione dei tumori rettali almeno di stadio B con sede vicino all'ano. Prevede l'asportazione del tratto di retto portatore della massa tumorale e, se necessario, dei linfonodi regionali contaminati.
    Dopo la sua realizzazione, il chirurgo deve eseguire una stomia addominale (colostomia o rettostomia), al fine di garantire un passaggio per l'espulsione delle feci.
  • L'esenterazione pelvica. È la procedura chirurgica di rimozione degli organi pelvici (colon, discendente, retto, ano, vescica, uretra, prostata nell'uomo, e ovaie, cervice e vagina nella donna).
    Trova applicazione quando la neoplasia rettale è a uno stadio avanzato e ha contaminato gli organi vicini all'intestino crasso.
    È più che altro un trattamento sintomatico-palliativo. 
  • Il bypass dei tumori ostruttivi. È una procedura che serve ad aggirare il blocco al passaggio delle feci, derivante dalla presenza della massa tumorale all'interno del retto.
    Trova impiego in presenza di tumori al retto a uno stadio avanzato e per i quali è impraticabile la rimozione chirurgica.
Stomia retto

Radioterapia e chemioterapia

La radioterapia consiste nell'esposizione di una massa tumorale a una certa dose di radiazioni ionizzanti ad alta energia, con lo scopo di distruggere le cellule neoplastiche.
La chemioterapia, invece, consiste nella somministrazione, per via endovenosa o per via orale, di farmaci in grado di uccidere le cellule in rapida crescita, tra cui anche le cellule di un tumore.
In presenza di un tumore al retto, radioterapia e chemioterapia possono trovare impiego come:

  • Trattamenti pre-chirurgici (o neoadiuvanti), per ridurre le dimensioni della massa tumorale in modo da facilitarne la successiva rimozione.
  • Trattamenti post-chirurgici (o adiuvanti), per distruggere le cellule tumorali che potrebbero essere sopravvissute dopo la terapia chirurgica.
  • Trattamenti sintomatici-palliativi, quando, a causa della disseminazione di metastasi in varie parti dell'organismo, risulta impraticabile un'efficace asportazione del tumore.

Terapia mirata

La “terapia mirata” è un trattamento a base di particolari farmaci (es: bevacizumab, ramucirumab,  cetuximab, panitumumab, regorafenib ecc.), che contrastano specificatamente tutto ciò che favorisce la crescita e lo sviluppo delle cellule tumorali.
Nel trattamento del tumore al retto, la “terapia mirata” trova impiego come rimedio sintomatico nei confronti delle neoplasie a uno stadio avanzato.

Prognosi

La prognosi del tumore al retto dipende strettamente dallo stadio della neoplasia. Infatti, diversi studi medici riportano che:

  • Per i tumori allo stadio A, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è almeno dell'80%;
  • Per i tumori allo stadio B, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è compreso tra il 50 e il 60%;
  • Per i tumori allo stadio C, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è del 30-40%;
  • Infine, per i tumori allo stadio D, il tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è inferiore al 10%.

Prevenzione

Secondo i medici, per ridurre la probabilità di sviluppare il tumore al retto è bene limitare i fattori di rischio modificabili (dieta errata, sedentarietà, obesità ecc.).




Ultima modifica dell'articolo: 23/05/2017