Tubercolosi: Diagnosi

Test e diagnosi

Qualora sussista un sospetto d'infezione da TBC, è necessario procedere con una completa valutazione dello stato di salute del paziente. La diagnosi, infatti, è tanto più efficace quanto più è precoce, con ripercussioni positive sia per la guarigione del soggetto colpito, sia per la prevenzione del contagio di altre persone.

In Italia sussiste l'obbligo di notifica; tale segnalazione da il via a tutta una serie di indagini epidemiologiche e provvedimenti sanitari atti ad arginare la diffusione della malattia. Tra questi, particolarmente importante è il controllo dei contatti, basato sul monitoraggio periodico delle condizioni di salute dei soggetti venuti a stretto a contatto con il malato di tubercolosi.

Test Mantoux alla Tubercolina

Il più comune strumento diagnostico è un semplice test cutaneo, che può essere condotto secondo due differenti metodiche. Nel test Mantoux viene iniettata, appena sotto la pelle dell'avambraccio, una piccola quantità di una sostanza chiamata tubercolina PPD.

Entro 48, 72 ore un operatore sanitario valuta la comparsa di gonfiori e chiazze eritematose nella zona d'iniezione, indice di probabile positività del paziente. La dimensione di queste chiazzette, unitamente all'analisi dei fattori di rischio per l'infezione e la progressione della TBC, aiutano a stabilire l'accuratezza diagnostica del risultato; non sono poi così rari, infatti, i falsi positivi (persone che pur sviluppando reazione cutanea alla tubercolina sono perfettamente sane); ciò è più probabile se il paziente è stato infettato da un micobatterio diverso da quello responsabile della TBC, se è immunizzato da una pregressa infezione risoltasi positivamente o se è stato vaccinato con il Bacillo Calmette-Guerini (BCG) (pratica rara nel nostro Paese ma frequente in Paesi in cui la tubercolosi è altamente diffusa).

Il test alla tubercolina andrebbe effettuato su tutte le persone venute a contatto con malati di tubercolosi, sugli individui colpiti da HIV, sugli immigrati provenienti da zone ad alta diffusione, sui tossicodipendenti e sui residenti in comunità chiuse come carceri, nosocomi ecc.

Esami del Sangue

Gli esami del sangue (test del gamma interferone) possono essere utilizzati per ottenere conferma del sospetto diagnostico. Tali accertamenti utilizzano sofisticate tecnologie per misurare la reazione del sistema immunitario al Mycobacterium tuberculosis e forniscono un risultato più veloce e preciso del tradizionale test cutaneo.

Esami Strumentali

Qualora i test preliminari risultino positivi, è comunque necessario sottoporsi ad ulteriori esami per determinare lo stadio della malattia (attivo o inattivo) e valutare la resistenza dei batteri agli antibiotici.

Uno dei test più comuni, vista la localizzazione primaria delle lesioni, è la radiografia toracica, poiché capace di evidenziare la presenza di piccole macchie bianche nelle regioni polmonari in cui il sistema immunitario ha confinato i patogeni (forma inattiva). L'esame radiografico può anche evidenziare lacune di maggiori dimensioni, segno della marcata attività batterica e delle conseguenti cavità aperte.

In sostituzione della tradizionale radiografia, può essere utilizzata la tomografia computerizzata (CT), che fornisce immagini particolarmente nitide facilitando il riconoscimento delle lesioni più piccole. In ogni caso, la conferma diagnostica si ottiene solamente dimostrando la presenza dell'agente patogeno nell'escreato; in talune situazioni può rendersi necessaria anche una broncoscopia, per prelievare un campione di materiale batteriologico od istologico su cui compiere varie analisi.

Valutazione dell'Antibiotico-Resistenza

Se la radiografia toracica mostra segni positivi, un esame colturale dell'escreato permette dunque di confermare o meno la presenza degli indesiderati batteri; ulteriori indagini prevedono l'invio del campione in appositi laboratori, dove i bacilli vengono fatti crescere in uno specifico terreno di coltura e sottoposti all'antibiogramma, un test per valutarne la sensibilità ai vari antibiotici.

Questo esame molto importante permette di scegliere la terapia farmacologica più appropriata ed efficace; purtroppo questa operazione richiedere da quattro ad otto settimane, in quanto la velocità di crescita dei microrganismi è particolarmente lenta (il tempo di divisione del Mycobacterium tuberculosis è pari a 18-24 ore, una velocità estremamente lenta in confronto a tanti altri batteri che solitamente si dividono in meno di un'ora).

Un test estremamente avanzato, chiamato amplificazione nucleare dell'acido nucleico permette di riconoscere i geni associati alla resistenza dei farmaci nel Mycobacterium tuberculosis.

Nei paesi in via di sviluppo viene spesso utilizzato un esame più semplice, chiamato osservazione microscopica della suscettibilità al farmaco (microscopic-observation drug-susceptibility - MODS -); tale esame è in grado di rilevare la presenza dei batteri della tubercolosi nello sputo in appena sette giorni, individuando congiuntamente i ceppi farmaco-resistenti con una sensibilità molto elevata.

In caso di positività confermata si procede con il ricovero del paziente in un reparto ospedaliero specialistico dove, una volta isolato, viene sottoposto ad adeguata terapia farmacologica. In genere, già dopo pochi giorni dall'inizio della terapia il mancato riscontro di batteri nell'escreato giustifica la sospensione dell'isolamento; la terapia andrà comunque protratta a lungo nel pieno rispetto delle linee guida internazionali. La riammissione sociale e scolastica è prevista soltanto dopo negativizzazione del catarro bronchiale su almeno tre campioni in giorni successivi, il che sancisce il termine della fase contagiosa della malattia.

Può infine accadere che persone colpite da TBC risultino negative al test o presentino una risposta ritardata. Questa evenienza è comune in caso di: infezione recente (dal contagio, occorrono fino ad 8-10 settimane affinché l'organismo reagisca al test), grave debilitazione del sistema immunitario, recente vaccinazione con virus vivi, tubercolosi grave in stadio avanzato, errori nell'esecuzione del test (ad esempio per un'iniezione troppo profonda).

 

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Ultima modifica dell'articolo: 18/01/2016