Tubercolosi

La tubercolosi (TBC) è una malattia infettiva e contagiosa - potenzialmente grave - causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis o bacillo di Koch, dal nome del medico e batteriologo tedesco che lo scoprì nel lontano 1882.

La tubercolosi - che nella maggior parte dei casi interessa i polmoni - si trasmette attraverso goccioline di saliva emesse dal malato durante la fonazione, i colpi di tosse, gli sputi e gli starnuti. Fortunatamente, la maggior parte delle persone che entrano a contatto con questi germi non sviluppa i sintomi della malattia, che viene efficacemente spenta sul nascere dal sistema immunitario.

 

Sintomi e complicanze della tubercolosi Fattori di rischio
Cause e contagio Test e diagnosi di tubercolosi
Cure e trattamenti Vaccinazione e Farmaci contro la tubercolosi

 

Tubercolosi  
La causa principale della tubercolosi è il Mycobacterium tuberculosis, un batterio strettamente aerobio non capsulato (GRAM +).  

Oggi, nonostante i sensibili progressi farmacologici, la tubercolosi rimane una delle principali cause di morte in tutto il mondo, specialmente nelle aree sottosviluppate del continente africano e di quello asiatico. Ogni anno la tubercolosi uccide circa due milioni di persone, concentrate soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; l'OMS stima che circa un terzo della popolazione mondiale sia attualmente infetta da TBC.

La scoperta dei primi farmaci antitubercolari negli ani '40, unitamente al miglioramento delle condizioni socio-sanitarie della popolazione, suscitò rosee prospettive di eradicazione della tubercolosi. Tuttavia, a partire dal 1980 la malattia ha conosciuto una recrudescenza, spiegabile - almeno in parte - con la diffusione globale dell'AIDS, l'immigrazione massiccia da aree endemiche e la comparsa di ceppi resistenti ai trattamenti farmacologici. Questi ultimi possono essere debellati solo ricorrendo ad un cocktail di farmaci molto costoso, da assumersi per molti mesi (18 e più) rispettando scrupolosamente le indicazioni mediche; solo portando a compimento il ciclo terapeutico è infatti possibile impedire la selezione e la diffusione di microorganismi resistenti. Inoltre, indipendentemente dal ceppo che ha causato la tubercolosi, quando l'assunzione degli antibiotici non viene rispettata, è probabile che la malattia si manifesti di nuovo e vengano contagiate le persone dell'ambiente circostante.

In Italia, fortunatamente, la malattia è caratterizzata da una bassa incidenza (meno di 10 casi per 100.000 abitanti) e la sua diffusione viene costantemente monitorata dalle autorità sanitarie.

 

Sintomi tubercolosi e complicanze

 

Come anticipato, circa il 90% delle persone che entrano in contatto coi bacilli della tubercolosi guariscono per sempre senza sequele, e senza bisogno di ricorrere ad alcun tipo di terapia. Per questo motivo i medici distinguono la tubercolosi cosiddetta latente (o infezione tubercolare) dalla tubercolosi attiva (o malattia tubercolare). Nel primo caso, i batteri rimangono nell'organismo in uno stato latente ed il soggetto - oltre a non sviluppare alcun sintomo - non è contagioso; al contrario, la tubercolosi attiva si trasmette con facilità e determina sintomi spesso gravi; tra questi ricordiamo una rapida ed inspiegabile perdita di peso accompagnata a febbre, sudorazioni notturne, brividi, perdita di appetito e tendenza ad affaticarsi molto facilmente. Possono inoltre comparire tutta una serie di manifestazioni patologiche correlate alla regione corporea interessata, che solitamente è quella polmonare; in tal caso la tubercolosi determina una tosse continua che dura per più settimane accompagnata da emottisi e dolori toracici all'atto di respirare o tossire.

 

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